Discriminazione…al contrario

terroneDopo un ventennio di quasi totale assenza dagli stadi italiani, anch’io inghiottito dalla comodità del telecomando e dall’avvento di Stream e Sky, mi sono trovato invece nel 2013 a rifrequentarne alcuni, principalmente per il fatto che i miei figli sono cresciuti e sono arrivati all’età dello scoppio della passione “autentica” per la loro squadra del cuore, quella “passione amorosa” del tutto simile al primo amore adolescenziale che ti fa perdere la testa e non ti fa capire più niente.

Confesso che da una parte non vedevo l’ora che questo momento arrivasse, in realtà anche in me giacevano sopite ceneri bollenti (bronze cuerte in veneto) da stadio, pronte a riesplodere alla prima scintilla, dall’altra parte però sapevo che non avrei trovato la stessa situazione “ambientale” degli anni ottanta e novanta, ma paradossalmente peggiore, a dispetto di un mondo informatizzato, evoluto e globalizzato.

Avevo voglia di decantare ai miei ragazzi il fascino di stadi imbottiti di tamburi, di bandieroni e bandiere non più permesse (questo ovviamente solo negli stadi e nelle città del Nord in cui se c’è una regola la si fa rispettare, non vedo la stessa ferrea applicazione a Napoli ed a Roma….), di striscioni goliardici non più tollerati, di trasferte libere, senza obbligo di tessera del tifoso, senza l’incubo di una carta di identità da presentare, senza l’assillo di una coda da fare, con il notevole plus di poter decidere di andare alla partita al risveglio domenicale, decidendo all’ultimo istante in base alla voglia, al tempo, allo smaltimento della ciucca serale o dell’ora del rientro dalla discoteca…

Come e peggio di un film di Dario Argento, mi sono calato via via in un incubo continuo, nel quale ho purtroppo dovuto coinvolgere anche i miei figli: mezzore al telefono perchè i call center non funzionano o ti mettono in attesa, chilometriche file sotto il sole per acquistare un biglietto, tornelli da passare, perquisizioni a tappeto nemmeno fossi un criminale (all’Olimpico di Roma ben 5 in una sola volta!!! poi chissà perchè i petardi scagliati contro i veronesi scoppiavano neanche si fosse a Capodanno).

Ed una volta dentro lo stadio, ancora peggio…a parte la fatiscenza degli stessi (vedasi bagni in primis) ora ci si è inventati l’inasprimento delle pene perchè qualche sfigato di giocatore di colore fa la vittima, si sente debole, e siccome i deboli vanno tutelati tutti pronti a fare i moralisti e a difenderli. Ma si può difendere un provocatore come Balotelli? Ma può un Konstant di turno incazzarsi perchè un tifoso dalle tribune gli dice “Rifatti il naso, salame?”… Oltre tutto, se ci pensate bene, non è forse questo un razzismo al contrario? Non tuteliamo i poveri bianchi che si prendono pesantissimi insulti (bastardo e figlio di puttana sono complimenti) dal primo all’ultimo minuto? Macchè.

Ah, senza dimenticare che, oltre al danno, c’è la beffa. Ero esattamente in curva Nord in quel di San Siro per il match Inter- Juve. Di certo i cori razzisti non sono stati rivolti dai tifosi della nord, ma a dire il vero io ed i miei figli (eravamo tutti e tre ubriachi o spinellati o nell’estasi canterina per non averli uditi?) i cori razzisti non li abbiamo sentiti nemmeno da altri settori (ed infatti nemmeno dalle tribune si sono percepiti, secondo quanto affermato dalla Società Fc Inter). Allora diciamo la verità: se i cori c’erano, sono stati di poche unità, da settori vicini alla curva sud e di una brevità disarmante. Però gli Ispettori Federali (lo scrivo pure maiuscolo per la loro somma autorità) li hanno sentiti…Ed allora chi puniamo? Nel referto si dice: “al 15′ del primo tempo, al 10′ e al 15′ del secondo tempo”, sono partiti“grida e cori espressivi di discriminazione razziale” nei confronti di due giocatori della Juventus, il terzino Asamoah e il centrocampista Pogba…Ma sono partiti da dove??? Scrivetelo almeno! Eh va be’ sono partiti, non facciamo i sofisticati…E allora qualcuno lo dobbiamo punire. E chi puniamo? Ovviamente gli ultras, che nel caso specifico non c’entravano proprio nulla! Riassumendo se non fosse chiaro: un povero cristo che abbia un abbonamento (pagato di tasca proprio) di secondo anello non potrà assistere al prossimo match della sua squadra del cuore perchè deve pagare per qualcun altro non ben identificato.  Complimenti, un applauso alle Istituzioni ed al loro buon senso. E’ o non è anche questa l’ennesima discriminazione?

Le stesse Istituzioni ora hanno aggiunto un’altra perla al loro prezioso palmares: la squalifica per discriminazione territoriale! Eh sì, perchè come dicevo prima allo stadio non ci si può più nemmeno permettere di giocare con la goliardia e l’ironia o perchè no, con uno scambio di reciproci insulti tra insulti…(che bello quando i napoletani davano della zoccola a Giulietta ed i veronesi li invitavano a lavarsi). Purtroppo infatti la gente del Nord ha di che insultare quella del Sud (Terroni è sulla bocca di tutti), ma quella del Sud non ha un termine per quella del Nord. Avete mai sentito un “Polentoni?” allo stadio…Ma dai. Questa è forse discriminazione al contrario? Fate voi…Scommettiamo che la discriminazione territoriale sarà solo a senso unico, direttiva Nord-Sud?

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.