Dopo 17 anni la vigilia di una partita calda, un “quasi derby”: la rivelazione Pistoia sfida la capolista CantA?

pistoia basketUn Palacarrara tutto esaurito e cinque minuti di silenzio della curva come forma di protesta, questa sarA� l’atmosfera che accoglierA� domenica sera a Pistoia la squadra canturina, prima in classifica.

Un mese sicuramente intenso per la societA� biancorossa e soprattutto per i tifosi della Giorgio Tesi Group.

Tutto sembra cominciato con il “dito medio”, non punito dalla terna arbitrale, alzato dal giocatore Hosley al pbblico del Palacarrara in occasione del match del 20 dicembre scorso. Da allora, il pubblico pistoiese sembra essersi trasformato in un “Dottor Jekill e Mister Hyde” della palla a spicchi, passando dall’essere una delle tifoserie piA? calorose e corrette ad una delle meno rispettose ed incivili.

Un’ammenda di 15.000 a�� data alla societA� biancorossa dopo la partita interna con Bologna di due settimane fa, per lancio di oggetti ed una presunta invasione di campo pacifica, sulla quale forum e media hanno fornito versione contrastanti e mai chiarite.

Domenica scorsa A? arrivata per la neopromossa la sconfitta a Caserta, ma A? da sottolineare ed applaudire la lodevole presenza di una quarantina di tifosi pronti a seguire la squadra dedicando loro tempo, cuore, voce ed applausi.

Ora, a poche ore da una gara decisamente importante, un quasi derby atteso da 17 anni la domanda A?: Chi sono dunque i tifosi pistoiesi e davvero si meritano quella maglia numero uno appesa e veleggiante in uno dei punti piA? alti del Palacarrara?

La risposta A? sicuramente racchiusa nelle iniziative che proprio domenica sera li vedranno coinvolti: una raccolta fondi attraverso la maglietta con la scritta “Palacarrara is my house” che servirA� a coprire in parte quella multa troppo pesante ed ingiusta, ed una coreografia ancora top secret seguita da un primo quarto di gioco senza tifo.

Una protesta ideologica ed un modo di far capire quanto il sesto uomo, quello vero, corretto e non esagerato diviene una delle pedine fondamentali per il risultato di una partita.

La Baraonda Biancorossa, accompagnata dal pubblico della gradinata e della tribuna vuole gridare a modo suo il proprio dissenso verso quelli che sono sicuramente gli atteggiamenti incivili di pochi ma altresA� rispondere inmodo pacifico a quella che appare una sentenza sproporzionata nonchA? un ennesimo macigno per una societA� che A? ritornata A�in A1 con un budget limitatissimo ma con un cuore ed una grinta da Numeri Uno

 

 

Giulia Carradori Ward

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Nata l' 11 luglio 1982 a Pistoia durante la finale dei mondiali di calcio Italia - Germania non sarei potuta certo che diventare una grossa appassionata di...Pallacanestro. Partita dalla mio paesello toscano, nel quale mi sono sempre sentita un po' stretta, approdo a Roma dove mi laureo nel 2006 in Scienze della Comunicazione dopo una serie di lavori in pub, pizzerie ed organizzazione eventi. Tornata in toscana inizio a collaborare con una testata locale ma tra lo stare e il partire ha nuovamente avuto la meglio la valigia ed un biglietto aereo per Dubai. Galeotto un deserto infinito, spiagge bianche ed un magico odore di spezie decido di rimanere, causa" innamoramento italo-palestinese in corso"( nonché ottime prospettive di lavoro). Sette anni di cambiamenti, di successi privati e professionali, l'apertura di una società di consulenza che insegna agli italiani come" internazionalizzarsi" e poi il rientro in Patria insieme al mio principe azzurro e all'amore della mia vita: mio figlio. 31 anni di curiosità, di amore per qualsiasi forma d'arte, di disordine cronico e di una maniacale voglia di mettere nero su bianco emozioni, sensazioni e pensieri dalle molteplici sfumature. Poi un tweet...e la mamma con la valigia atterra nel mondo degli SportBloggers...

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