Due sconfitte consecutive. Parola d’ordine: non arrendersi.

nuova-immagine-5Brutta battuta d’arresto per una Scandone che prima dell’ultima settimana sembrava avere il vento in poppa. Le ultime due partite casalinghe hanno visto soccombere la squadra di Sacripanti che non ha saputo approfittare del vantaggio delle mura amiche e del pubblico a favore. Problema grave se si guarda il calendario che da qua in avanti A?, se possibile, ancora piA? in salita. Reggio Emilia, squadra nelle cui fila milita l’ex Cervi, non gioca le coppe e questo A? sicuramente un vantaggio. Poi c’A? il parco italiani, profondo e di qualitA�. E infine un allenatore che conosce il basket ma soprattutto conosce bene quello di Sacripanti e ciA? che puA? dare ogni suo singolo giocatore.

Dietro la lavagna

Obasohan e Thomas fanno 4 punti in due. Dire “pessimi” sembra fargli un complimento. Non riescono mai a liberarsi al tiro e, quando un paio di volte ci riescono, sbagliano o rifiutano di prendere il tiro. Zerini, numero zero sulla maglia, fa zero punti, zero da due, zero da tre, zero stoppate, zero rimbalzi offensivi, zero palle recuperate. Nomen omen.

Il migliore

Reggio Emilia domina sugli esterni e fa male sotto le plance. Della Valle e Cervi aprono la difesa avellinese come una scatoletta di tonno. D’altronde il tonno si taglia con un grissino. Non fa una piega. Tra gli avellinesi spicca la prestazione di Green, autore di 27 punti e unico a crederci fino in fondo. Prova a tenere a galla gli irpini e non si arrende. Come succede di solito, sue prestazioni con score alto corrispondono a pessime prestazioni dei compagni. Quando gli altri non ci provano, Marques decide di fare da solo. Stasera, purtroppo, non basta.

Il pubblico

Mugugnare per la prestazione di Fesenko A? capire poco di basket. 20A�minuti di utilizzo, 10 punti, 8 rimbalzi e 80% da due punti. Soffre ai tiri liberi ma non A? una novitA�. Purtroppo A? lui che perde la palla sul tentativo di rimonta avellinese.A�E’ lui il primo ad essere deluso per quella palla persa. Esce dal campo calciando una sedia dello staff.A�Ma almeno si sbatte e combatte.A�Capro espiatorio.

Arbitri

A furia di proteggere in questo modo gli italiani, finiamo di fare bruttissime figure in campo internazionale. FinchA� non capiremo questo e finchA� la classe arbitrale farA� del provincialismo la sua ragione d’essere, ci sarA� poco da fare. Ci sarA� sempre un Della Valle che fa sceneggiate (e non ne avrebbe bisogno visto il grande giocatore che A?) o un Gentile che crede di poter giocare in NBA mentre Repesa gli sta facendo capire di non essere neppure in grado di fare il titolare a Milano.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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