El conejo gol al 94°, ottimo e meritato punto dell’Hellas a San Siro (2-2) — cronaca di una trasferta

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Come di consueto parto alla volta di Milano con il gruppo Manipolo Gigi di Legnago.

Sono le 15:00 e la temperatura è delle migliori qui a Verona, l’ottimismo che si respira in città è molto positivo in vista della sfida con il Milan, vuoi perché la squadra di Inzaghi non è in una condizione molto buona, vuoi perché aver vinto a Cagliari e pareggiato con la Roma in casa ha dato alla squadra la fiducia che aveva perso.

La trasferta è delle solite ormai già viste e riviste, canti, sfottò e goliardia che solo noi tifosi del Verona possiamo avere. Non mancano ovviamente birre e qualche bottiglia di buon vino con cui accompagnare degli ottimi panini preparati per la trasferta appunto. Spuntano addirittura olive ripiene di acciughe per i palati più curiosi.

Arriviamo al San Siro con un largo anticipo (cosa che ultimamente non era mai successa!!!).

Sono circa le 19:45 e si sarebbe giocato dopo un’ora; come il solito quando i Veronesi arrivano in massa (sono stati venduti circa 1300 biglietti) si hanno i soliti problemi per entrare allo stadio.

Riusciamo ad entrare mentre le squadre stanno scendendo in campo, il tempo di appendere la nostra “pezza” e via, si parte.

Da subito si capisce che il Verona può fare anche la partita proprio a Milano, dove non vince e addirittura non fa punti da molto tempo. Partono Benussi in porta, linea difensiva a 4 con Pisano, e Sala (inventato esterno basso!) ai lati, in mezzo giocano Moras e Marques (quello brasiliano questa volta). Solito centrocampo a 3 con Ionita, Halfreddson e Tachtsidis autore di una signora partita; tutti pronti a servire Toni, Gomez e Jankovic.

Passa qualche minuto ed è Sala che prova la botta ma Diego Lopez salva; è l’antipasto al gol infatti al 18° il bravo Ionita entra in area e Muntari lo stende inutilmente, è rigore!

Dal dischetto va il maestro, Toni prova il cucchiaio e gli riesce, 1 a 0 per la gioia dei butei posizionati questa volta (finalmente!!!) al secondo anello verde.

I rossoneri provano a reagire ma lo fanno senza incidere troppo e ne approfitta il Verona con Ionita che si spinge in avanti, finta il tiro saltando la difesa del Milan, calcia ma un eccellente Diego Lopez salva i padroni di casa respingendo il tiro con il piede.

La legge del “gol sbagliato, gol subito” purtroppo è vera; basta una mischia in area a pochi minuti dalla fine del primo tempo per far concedere il tiro dal dischetto; Jankovic aggancia Mexes e l’arbitro concede il penalty che Menez realizza calciando di potenza centrale.

1 a 1 e il Verona accusa il colpo; dopo 2 minuti dell’inizio della seconda frazione di gioco il Milan trova il vantaggio con l’autogol di Tachtsidis che si butta dentro un tiro proprio di Mexes in un rimpallo poco fortunato!

Il Milan fraseggia senza trovare però spazi per trovare il gol che potrebbe chiudere la partita, il Verona spinto dal supporto dei butei quindi non molla, ci crede, sa che può reagire e lo fa; Mandorlini vuole dare più velocità all’attacco, esce Jankovic per Nico Lopez (dov’era finito fino adesso?). Intanto il Milan aveva già sostituito Pazzini (preferito a Destro) per Bocchetti (non parliamo dei fischi dello stadio intero per questa sostituzione) per cercare di difendere il risultato; non gli riesce molto bene però, infatti al 5° minuto di recupero a 10 secondi dal termine un inspirato Gomez anticipa 3 difensori del Milan di testa e mette davanti la porta il velocissimo Nico Lopez che batte il portiere del Milan: è 2 a 2!!!

Nel secondo anello verde è una gioia, non si capisce più niente, gente che non ci crede, gente che canta ancora più forte!

Un gran Verona torna da Milano con un ottimo punto, e forse qualche rammarico a mio parere, sarebbe bastata un po’ di attenzione per portare a casa l’intera posta in palio. Fa niente; 29 punti in classifica e +9 dal Cagliari, terzultimo in classifica.

Ora testa e cuore al Napoli domenica al Bentegodi.

Avanti Verona, come on Hellas!

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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