Estate ad Avellino. Ci sarà da sudare per Sacripanti e Alberani

Image00005L’estate di Alberani e Sacripanti sarà lunga. L’exploit di Avellino e le condizioni societarie facevano presagire un percorso in discesa per la realizzazione del roster 2017/2018. Non sarà così. Molto a causa della situazione contingente del basket europeo e anche qualcosa a causa di altro. Vediamo nel dettaglio.

L’idea De Nicolao

Con il rompete le righe di Reggio Emilia e tanti italiani appetibili senza un contratto, Sacripanti e Alberani hanno sondato il terreno. Ma non solo per De Nicolao. L’idea era quella di invertire il trend degli scorsi anni e fare una squadra dove l’anima italiana fosse la più forte. Ad appoggiare questa idea, il fatto che Messina lascia la nazionale e il coach di Avellino, suo secondo dallo scorso anno, aveva ed ha le carte in regola per la sostituzione. Direttori Generali, procuratori e tutta la sub urbe che gira intorno alla palla a spicchi sentono l’odore di questo tentativo e, ognuno per proprio interesse, si buttano a capofitta nella vicenda. Escono nomi nuovi per la successione di Messina (a cui si fanno interviste ad hoc per fargli dire tutto e il contrario di tutto), i procuratori alzano le pretese dei propri assistiti e, in generale, Avellino trova non porte chiuse ma porte che vanno bene oliate per essere aperte.

L’idea di rinnovare i contratti dello scorso anno

Messa da parte, ma non scartata definitivamente, l’idea della squadra con anima italiana, Alberani rivolge lo sguardo verso i vecchi giocatori della Sidigas. Leunen, Green e Parlato aspettano soltanto un cenno della società. Avrebbero già firmato il giorno stesso del rompete le righe. Randolph ha colto l’occasione di andare a Sassari e non è più disponibile. Ma tutto si gioca sui rinnovi di due giocatori, Ragland e Fesenko. Il primo la Sidigas sa di non poterlo trattenere se non ad una condizione: la volontà del giocatore. Avellino non può offrire contratti milionari ma può offrire una piazza dove lavorare in serenità e dove costruire qualcosa anche al di fuori dell’ambito professionale. Sarà una scelta del giocatore e del suo entourage. Alberani un piccolo ritocco del contratto è disposto ad offrirlo ma le possibilità di trattenere il giocatore è veramente bassa. Passiamo a Fesenko. L’uomo che è entrato nel cuore dei tifosi più di qualunque altro. Confermare lui, più che un obbiettivo tecnico, sarebbe un obiettivo emotivo molto forte e farebbe da traino anche alla prossima campagna abbonamenti. Ma come tenerlo? Unica soluzione. Eguagliare o comunque andare molto vicini alla migliore offerta fatta dalle altre squadre. Che ad Avellino il giocatore sia stato bene è fuori di dubbio. E’ anche fuori di dubbio che un’offerta milionaria farebbe pendere la bilancia da un solo lato. Oggettivamente abbiamo paura che, in entrambi i due giocatori, ci sia la voglia di restare ma anche quella di massimizzare una ottima passata stagione. Rimarranno? Ad oggi diciamo no convinto. Poi i miracoli qualche volta avvengono.

Ed ora cosa si fa?

Attendere. La fine di giugno spariglierà le carte. Con l’inizio del nuovo mese decadranno in tutta Europa una moltitudine di clausole che legavano giocatori a club e viceversa. C’è molto da lavorare ma non è quello a spaventare Alberani. Dal punto di vista economico Sidigas conferma l’impegno dello scorso anno e quindi una squadra si farà e sarà anche di buon livello. Ma ci vorrà tutta l’abilità per allestire un roster competitivo. I fronti sono tre anche quest’anno. Obiettivo minimo salvezza. Obiettivi alla portata: superare primo turno di coppa e giocare le final eight di Coppa Italia. Tutto il resto sono sogni e speranze di tifosi, società e dei giocatori che vorranno entrare a far parte del mondo Scandone.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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