Eu estou aqui!

Ieri è stato il mio compleanno (e questo, giustamente, non fregherà a nessuno), e allora quale migliore occasione per parlare del “regalo anticipato” che la “mia” società mi ha fatto?

4 anni fa festeggiavo i miei 32 anni estasiato per l’addio di Antonio Conte, cui era bastato poco per andarmi di traverso, tra atteggiamenti spocchiosi e isterici, continue lamentele, i discorsi sui 10 e i 100 euro, e quell’aria da “il calcio l’ho inventato io” davvero poco digeribile, specie se alla fine quello che si vedeva era solo un catenaccio che solo una certa intensità riusciva a fare apparire meno barricadero di quanto fosse in realtà.

Ma un conto è festeggiare una partenza, ben altro un arrivo…e che arrivo!
Sì, perché – e ormai lo sanno anche i proverbiali sassi – la Juventus ha arruolato il giocatore più forte del Mondo, Cristiano Ronaldo, strappandolo nientemeno che al club più prestigioso in circolazione, nonché campione d’Europa e mondiale in carica, il Real Madrid.

 

Spiegato l’impulso “da tifoso” che mi ha spinto a scriver questo pezzo, vorrei ora affrontare il tema nella maniera più imparziale possibile, cercando di evitare romanticherie varie, slanci da “bar sport” e quant’altro.

“Il colpo del secolo”, qualcuno lo ha definito; e io ritengo che non sia esagerata l’affermazione. Due, in particolare, i paragoni fatti per provare a smentire questo titolo: quello con Diego Armando Maradona, e quello con “l’altro” Ronaldo.
Partiamo dall’argentino: fuoriclasse assoluto, nettamente nella Top5 dei più grandi di sempre. Ma, al netto dell’impatto che ebbe sull’ambiente (il calore ed entusiasmo che hanno a Napoli sono ineguagliabili, e verrebbe festeggiato da megastar anche un giocatore che valga un decimo del ‘Pibe de Oro’), e quanto si dimostrò forte da lì in poi, il Maradona che arriva in Italia è uno dei più esaltanti giocatori sudamericani, che all’impatto con l’Europa ha però fatto meno di quanto ci si aspettasse fino a quel momento. Il suo biennio a Barcellona, tra infortuni e intemperanze, non è stato da super big, pur avendone tutte le potenzialità. E’ stato all’ombra del Vesuvio che è esploso in tutto e per tutto.

Curiosamente, veniva dalla stessa squadra blaugrana anche il Ronaldo brasiliano, che l’Inter strappò ai catalani pagandone la clausola rescissoria (48 miliardi di lire, poi saliti a 51 perché era differente per la Spagna e per l’estero). E il “Fenomeno”, proprio come Maradona, divenne il top del top dal suo arrivo in Italia in poi: fino a quel momento era ciò che oggi rappresenta Mbappé: il giovane quasi fuoriclasse più interessante che ci sia, ma non ancora il migliore al mondo.

Con CR7 è diverso: arriva un giocatore già al top del top, che ha vinto 5 Palloni d’Oro e 5 Champions League (di cui 3 consecutive) tra le altre cose, e attorno al quale c’è un giro di soldi astronomico.
E qui entriamo in un altro campo di quelli molto discussi, ossia quello della sostenibilità economica dell’operazione, sulla quale peraltro si sono già espressi diversi esperti del settore.

Ovviamente, per la Juventus, Cristiano Ronaldo ha un peso non indifferente, visto che di stipendio costerà ai bianconeri circa 60 milioni di euro l’anno (il costo del cartellino da 100 milioni di euro è diviso su due esercizi, e di fatto la prima rata è già stata pagata con le magliette vendute finora): ma si punta sugli introiti che questo arrivo potrà generare, su una valorizzazione mondiale del brand per essere la squadra in cui gioca un’icona del calcio, sugli incrementi che potranno essere chiesti ai tifosi (il caro abbonamenti aveva già fatto mugugnare, ora molto meno…), agli sponsor attuali e futuri, ecc.
Senza contare che si presume di poter stare costantemente nelle prime 4 d’Europa, con quel che significa in termini di premi, biglietti, ecc.

Chiaro che poi servono anche le vittorie sportive, e Ronaldo serve soprattutto a questo: per far compiere alla rosa bianconera l’ultimo salto di qualità, quello che porta a non avere le gambe tremanti in finale di Champions, tanto per dire.

La scelta juventina è chiara: fare l’ultimo step subito, e con subito si intende nel prossimo triennio. Di qui al 2021 la Juve vuole vincere la Champions League, vuole essere uno dei top club, sia come appeal che come fatturato.
Si è creata la possibilità di fare questa mossa, per arrivarci, e la Vecchia Signora ha fatto bene a cogliere l’opportunità.

Certo, magari uno può pensare che, senza questo botto, si potesse lavorare a una strategia diversa: ringiovanimento della squadra, completamento della crescita di Paulo Dybala, valorizzazione di quelli che oggi sono ottimi prospetti, ecc.
Tutto bello, interessante, e forse anche giusto; ma senza garanzie. Quelle che offre, invece, Cristiano Ronaldo.
Che non significa, si badi bene, aver già vinto tutto, soprattutto LA coppa. Ma la certezza di potercela fare sì.

E dato che, da parte sua, il giocatore sembra assolutamente convinto della scelta fatta…speriamo che il suo “essere qui” si riveli davvero vincente come chi lo ha pronunciato…

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.