Europa indigesta

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Secondo il vecchio detto che “due indizi fanno una prova”, tre danno la certezza che in casa Lazio, nella gestione Lotito l’Europa è indigesta. Se fin troppo evidente risulta la ferma intenzione del club nel perseverare nella mediocrità, è altrettanto chiara l’avversione alla qualificazione europea.

Dopo la cavalcata dello scorso campionato coronata da un terzo posto che aveva portato alle solite  illusorie dichiarazioni trionfali dei vertici biancocelesti e nuova euforia nei tifosi, i fatti hanno rattristato un ambiente tradito ancora una volta e costretto alla rassegnazione ed alla preoccupazione.

I precedenti, infatti, non confortano ed alla luce del deludente mercato nonché dei risultati sportivi già disastrosi gli scongiuri sono d’obbligo ed i campanelli d’allarme già stanno assordando Formello.

Tanti sono le affinità con il 2007 ed il 2009, stagioni nelle quali alla conquista di una competizione europea non ha corrisposto  una adeguata campagna di rafforzamento ma al contrario una inquietante immobilità vantando il falso alibi di mancate cessioni ed il mantenimento dell’armonia del “gruppo” in quanto da sempre le rose allestite dal DS Tare sono definite (il sorriso è d’obbligo) “difficili da migliorare”.

Tanto difficile che, oltre a magre figure e precoci eliminazioni nelle competizioni europee, hanno regalato campionati deludenti con tanto di rischio retrocessione che hanno obbligato la società ad intervenire nel mercato invernale in modo consistente.

Correva l’estate del 2007 quando per prepararsi ad affrontare la Champions League, Lotito, nonostante la promessa di nomi importanti, regalò a Delio Rossi i soli Artipoli e lo svincolato Vignaroli. Il risultato fu disastroso. La Lazio, per quanto stoica, arrivò ultima nel girone europeo fallendo anche l’Europa League mentre in campionato lo spettro serie B si stava palesando in modo assai concreto. Rossi battè i pugni, a gennaio arrivarono Radu, Rozenhal, Dabo e Bianchi e la Lazio risalendo la china raggiunse il dodicesimo posto con l’allenatore ovviamente entrato in rotta di collisione con i vertici del club.

Non molto diverso l’esito del 2009, laddove l’accondiscendente Ballardini, per affrontare il girone di Europa League,  si vide regalare i soli Bizzarri, Eliseu e Cruz, a fronte delle tante lacune nella rosa, privata anche di Pandev e Ledesma posti fuori rosa nella nota vicenda del rinnovo contrattuale . Stesso destino, fuori dal girone iniziale con l’umiliante sconfitta casalinga subita dal Levsky Sofia e società che nella sessione invernale acquisirà Dias, Biava, Hitzlsperger e Floccari per riparare ad una posizione di classifica molto delicata che porterà anche al cambio di panchina con l’avvento di Edy Reya, confermando alla fine il 12 posto che garantisce la salvezza.

Neanche il 2013, nonostante la gioia della conquista della coppa Italia conquistata in finale contro la Roma  scosse i vertici biancocelesti e portato a dinamiche diverse, con infortuni su infortuni accaduti a giocatori spremuti per l’esiguità dei titolari disponibili che annullarono anche in quel caso ogni ambizione di successo.

Sono precedenti che ovviamente preoccupano e non poco i tifosi. La storia si ripete ed i risultati fin qui conseguiti legittimano una certa preoccupazione, condivisa anche dai media che hanno riservato unanimemente una netta insufficienza al mercato biancoceleste. La squadra non è stata rinforzata, Pioli è in bilico e tutto traballa. In extremis è arrivato Matri che certo non può entusiasmare ma che rappresenta un valido tassello nell’undici titolare, sicuramente più affidabile dei vari Saha, Postiga e Kakutà che hanno soggiornato a Formello.  Se per il livello ambito dal patron biancoceleste l’attaccante ex Milan è da considerarsi un top player, l’innesto di sole giovani speranze non garantisce serenità e quanto raccolto nel mese di agosto richiama alla mente tante affinità.

Altra stagione, altra corsa ma la teoria del ripetersi degli eventi , tanto cara al Machiavelli, soprattutto quando la ciclica e sistematica reiterazione degli stessi errori conduce ad una chiara e precisa strategia e volontà, autorizza tutti gli scongiuri del caso, augurandosi che a gennaio non si dovrà ricorrere al mercato se non per un ravvedimento del presidente deciso a portare finalmente in alto la Lazio.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.