Europa invisa

ogenyi-onazi-lazio-saint-etienne_pzihf530t5gu1ki4kisg9l5pkSe ancora qualcuno avesse qualche dubbio sulle reali ambizioni della società biancoceleste in ambito europeo, la formazione scelta dal tecnico Pioli per la gara interna di Europa League contro il Sant’Etienne fuga ogni ultima residua speranza. Il cammino europeo è da sempre l’ultimo dei pensieri dei vertici di Formello, un’inutile distrazione che spesso porta ad interventi straordinari nel mercato di gennaio per far fronte ad una situazione catastrofica di classifica.

La società è ben consapevole di non aver rinforzato una rosa già di per se deficitaria per le tre competizioni e la filosofia di gestione della competizione continentale rimane sempre ai margini degli interessi generali relegando il palcoscenico continentale ad una estemporanea comparsata affidata al caso con turn-over aberranti ed inspiegabili sperando in risultati col minimo sforzo.

Dopo il pareggio beffa dell’esordio contro il Dnipro, sarebbe stato opportuno puntare al bottino pieno con la formazione migliore a disposizione e magari alternare qualche elemento in campionato considerati anche i disastri e le delusioni estive e di inizio campionato. Schierare Berisha, Mauricio, Radu, Onazi e questo Mauri la dice lunga su quanto il buon Pioli puntasse alla vittoria. Successo che alla fine è arrivato lo stesso e che ha premiato l’esiguo pubblico presente all’Olimpico.

Anche l’andamento della gara dimostra come questo gruppo sia consapevole della preclusione di potersi giocare le proprie carte in Europa League fino in fondo. La dinamica del primo gol dei francesi dopo appena cinque minuti lascia presagire ad una gara difficile ma soprattutto ad un approccio sbagliato alla stessa. Convinzione e carattere sono note latitanti, nonostante il ribaltamento del risultato che portava la Lazio sul 3-1 a dieci minuti dal termine ed in doppio vantaggio numerico per le espulsioni (sacrosante) di due giocatori francesi. Una partita chiusa? Giammai, perché la Lazio riesce nell’impresa di riaprire la gara regalando il secondo gol agli ospiti e vivendo gli ultimi minuti in estrema sofferenza.

Inutile scendere nelle responsabilità dei singoli, nella qualità di alcuni titolari scelti da Pioli, l’evidenza dei fatti e delle decisioni vanno ben oltre e sono fin troppo chiari. Sarebbe solo opportuno essere onesti con i tifosi e non solo lamentarsi della scarsa affluenza allo stadio. Entusiasmo, passione e speranza animano da sempre i supporter di ogni squadra e senza non rimane nulla.

I discorsi come gli eventi si ripetono, le “nuove ere” non sono mai diverse dalle “vecchie” e sognare per i tifosi dell’aquila è ormai impossibile. Che almeno si abbia il coraggio di riconoscerlo.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.