Fesenko ne fa 25. Juventus Utena KO.

Svegliarsi in Lituania 48 ore dopo la bella ma sofferta vittoria con Brindisi e dover giocare contro la prima del girone e vera sorpresa del gruppo D. Vincere non A? mai impossibile ma sottoporsi a questi tour de force alla fine puA? risultare deleterio. Ma la squadra di Sacripanti trae la sua forza dall’unione di intenti. Ogni giocatore sa quale A? il suo compito. Ogni giocatore sa che dovrA� sfruttare i minuti in cui A? in campo per dare il massimo.

I lituani partono subito bene e sfruttando il gioco pick&pop mettono in difficoltA� la difesa irpina. Fesenko sembra subito in palla e ha gioco facile contro i leggeri pari ruolo avversari. I 9 primi punti targati Sidigas portano il suo nome. Stupisce lui, stupisce ancor di piA? Obasohan. GiA� fattore in difesa, questa sera aggiusta anche il tiro. Oltre a questa nota positiva, realizza un paio di schiacciate che vanno dritte dritte negli highlights del match. Ragland A? il solito fattore. Penetra, scarica, penetra ancora, appoggia a canestro, penetra di nuovo arresto e tiro. Gli avversari impazziscono e lui dA� spettacolo. Zerini risulta finalmente indispensabile nelle rotazioni di Avellino e bissa la buona prova con la sua ex squadra. Nonostante queste buone sensazioni, per tre quarti la Scandone soffre il gioco molto veloce degli avversari. A chi piaceva il gioco dei russi (ora ex) fine anni ’80 fatto di poco spettacolo, tanta sostanza e tanto movimento senza palla adorerA� il gaming di Utena. In piA? l’innesto di gente come Diggs e Parker danno la necessaria fluiditA� all’azione offensiva lituana. Ovviamente un siffatto atletismo offensivo paga dazio dall’altro lato del campo e soprattutto spalle a canestro.

Quarto periodo decisivo per le sorti del match. Avellino annichilisce gli avversari che mettono a referto soltanto 10 punti contro i 27 dei biancoverdi. Il risultato A? fin troppo pesante ma i lituani vivono 3 minuti di follia in cui si sciolgono come neve al sole. Neve come quella che hanno trovato i ragazzi di Sacripanti al loro arrivo in Lituania. 75 a 85 a palla ferma. A Utena non basta essere stata in vantaggio per ben 34 minuti su 40. Avellino dA� tutto nel momento topico dell’incontro e fa sua la difficile trasferta nell’est Europa.

Migliore in campo

nuova-immagine-5FesenkoA�va ben oltre la doppia doppia. 35 di valutazione, 25 punti, 13 rimbalzi, 75% dal campo e 9 su 11 ai liberi, plus minus di 12. E’ una prestazione sontuosa. Prestazione al limite della perfezione. 30 minuti di sostanza che danno fiducia ai compagni e a lui stesso. I mezzi ce li ha. Oggi trova anche la maniera. Impossibile fermarlo. I quasi 10 falli subiti testimoniano la difficoltA� degli avversari e lo strapotere fisico dimostrato dall’ucraino. Se gioca con questa grinta e se continua a scivolare sulle penetrazioni dei play avversari come se fosse alto 1.80, ne vedremo delle belle. La sensazione, tra l’altro, A? che possa ancora migliorare soprattutto nella gestione dei possessi e dello scarico verso gli esterni.

Da rivedere

Thomas e Cusin appaiono appannati. Se Thomas si prende un giorno di meritato riposo e tra alti e bassi la partita la gioca, Cusin rischia di passare in panca piA? tempo di quanto immaginava ad inizio stagione. Fa strano vedere anche Severini non giocare con la consueta intensitA�. Meglio ancora: l’intensitA� c’A? ma va di pari passo con una inconsueta ingenuitA� che lo porta a commettere errori non da lui.

La sorpresa

nuova-immagine-4Il malato era grave. Non difendeva, non tirava, non la passava. Sacripanti glielo aveva detto qualche partita fa chiamandolo in panchina dopo due minuti pessimi. O cambi registro o ruoti dietro Severini, Parlato, Esposito, Di Gennaro, Oldoini, Ivan. Dapprima ha sistemato i problemi in difesa. La pressione sulla guardia avversaria A? aumentata sensibilmente e con essa sono aumentati i recuperi. Poi ha iniziato a provare qualche penetrazione. Oggi ha finalmente ripreso a tirare dall’arco. Obasohan A? rinato. Diamo atto a Sacripanti che non ha smesso di crederci neppure un secondo mentre il pubblico mugugnava indispettito da certe giocate al limite del lecito per un giocatoreA�con le sue possibilitA� fisiche.

I numeri

Le statistiche parlano di una partita sostanzialmente giocata alla pari dalle due formazioni. Stesso numero di rimbalzi, stesse percentuali da 2 e da 3 punti. A dimostrazione di quanto detto sopra, parlano biancoverde i points in the paintA�(44 contro 38) e le 10 palle recuperate contro le sole 7 degli avversari. Miglior tiratore su almeno due tentativi: Obasohan da oltre la linea dei 6.75, Fesenko da due e Ragland ai liberi (4/4). Per gli avversari Jakstas ha un ottimo 5 su 5 da due mentre Siritavicius fa 2 su 4 dalla lunga distanza.

Visto da fuori

E’ prematuro parlarne adesso? Forse. Ma iniziare a fare un discorso serio sulla permanenza in Irpinia di coach Sacripanti A? quanto meno necessario. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli addetti ai lavori parlano molto bene della squadra e del suo allenatore che sta riconfermando in un anno difficile per gli impegni di Champions quanto di buono fatto nella passata stagione. Le sirene si faranno sentire presto. Sarebbe bello se si mettesse subito nero su bianco. Nel basket nostrano due stagioni sono di solito l’orizzonte massimo a cui aspira un tecnico. Esperienze tipo quelle di Popovich in NBA (dal ’96 ad oggi indiscusso coach dei Sant’Antonio Spurs) sono impensabili in Italia. PersinoSacchetti che sembrava dover essere l’unico punto fermo di Sassari si A? visto messo da parte. Ma Sacripanti in un anno e mezzo ha dimostrato di aver creato il giusto feeling tra societA� e staff tecnico. Oltre a questo c’A? l’essersi calato appieno nel clima del Paladelmauro. Nessuno A? indispensabile, certo. Ma un allenatore cosA� bisognerebbe riconfermarlo ad occhi chiusi a prescindere da come andrA� il prosieguo della stagione.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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