Fra conferme e speranze: al via la stagione della terra battuta

Nuove certezze, qualche dubbio e tanta curiosità. Ci siamo: fra poche ore a Houston torneremo a riassaggiare il sapore della polvere.
La stagione della terra battuta riapre finalmente i battenti, dopo un inizio di primavera che ha visto sbocciare fra il cemento molti più giovani fiori di quanti se ne attendessero.
E se di gioventù dunque si parla, immediato è il riferimento alla nuova fucina del tennis mondiale: il Canada si trova improvvisamente al centro dei migliori campi da gioco, e sembra destinato a piantarvi radici.
Da una parte troviamo infatti Félix Auger-Aliassime, talento di origine africana da un anno fra i primi cento, salito alla trentatreesima posizione del ranking dopo la finale a Rio e un esaltante cavalcata in quel di Miami. Velocità e precisione hanno permesso al diciannovenne di piegarsi solamente in semifinale ed esclusivamente ai tiebreak, al cospetto di un pragmatico John Isner. Il viaggio verso i campi in terra battuta (sicura la wildcard a Madrid) porta con sé bagagli pieni di curiosità circa il modo in cui proverà a riconfermarsi, tenendo presente il più che ampio margine di miglioramento che il miglior millennial del mondo ha, inevitabilmente, nelle corde.
Un anno e qualche match vinto in più caratterizzano invece il connazionale Denis Shapovalov: stabilmente in lotta coi migliori, ha saputo continuare a stupire sulle superfici statunitensi aggiungendo sempre più concretezza e una disarmante potenza ai suoi magnifici colpi da mancino. Il rovescio a una mano illumina gli occhi degli appassionati ormai da qualche tempo, e come una carezza li rassicura in vista del futuro ritiro di due veri specialisti nel settore: l’eredità di Gasquet, almeno per quanto riguarda la parte estetica, è davvero in buone mani, mentre quella di Federer non rappresenta poi una così grande preoccupazione. Tanto insormontabile la sua grandezza, quanto insuperabile rimane tuttora lo svizzero, quando scende in campo nel giorno giusto. E di giorni giusti, testimone Shapo, ultimamente se ne sono visti parecchi. Lo abbiamo visto infatti trionfare a Miami dopo aver sfiorato il successo Indian Wells, ragion per cui non possiamo che sperare in quante più sue apparizioni possibili nei prossimi due mesi.
Proprio in California ha alzato le braccia al cielo Dominic Thiem, sfatando tabù e leggende secondo le quali mai si sarebbe potuto imporre sul rapido. La crescita è notevole, l’aspettativa per lo Slam francese è ancora maggiore: sarà lui il rivale principale di Nadal?
Se la risposta è più che mai di arduo pronostico, certo sarà invece il tentativo di Nole Djokovic di inserirsi egli stesso fra i candidati. Problemi personali a parte, il Grande Slam fa gola al serbo quest’anno come non mai.
Senza dimenticare poi il ritorno di Rafa dall’infortunio, la voglia di Zverev di dimostrarsi grande, l’ingresso in top ten di Tsitsipas e le rinnovate ambizioni di Cecchinato e Fognini.
Voliamo quindi verso Huston e Marrakech, prima di Montecarlo: terra rossa, here we are!

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.

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