Galletti azzannati, lupi di nuovo terzi

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La��Avellino con le reti di Da��Angelo e Trotta batte il Bari e si riporta a due punti dalla vicecapolista Bologna. Dopogara infuocato con il presidente Paparesta protagonista di accuse pesanti nei confronti dei tesserati, degli addetti alla sicurezza e del pubblico avellinese.

Riscatto e vendetta dovevano essere e riscatto e vendetta sono stati. Dopo il pari casalingo con la Ternana e la sconfitta di Carpi, la��Avellino di mister Rastelli si rialza, centra una vittoria meritatissima, mette a tacere le polemiche e i mugugni della��ultima settimana e soprattutto si toglie dalla faccia le quattro sberle, con conseguenti a�?sberleffi e insulti gratuitia�?, rimediate alla��andata al San Nicola. Vittima dei lupi A? stato un Bari, che a�?ringalluzzitoa�? da tre risultati utili consecutivi, nonostante i a�?grandi nomia�? in campo, A? apparso timido, impacciato, disordinato, quasi mai pericoloso, in balia per gran parte del match della foga dei calciatori biancoverdi.

Ancora una volta Rastelli zittisce chi aspramente lo aveva criticato dopo lo stop in terra emiliana e indovina modulo e interpreti: 4-3-1-2 con Frattali tra i pali al posto di un Gomis ultimamente un poa�� distratto, linea difensiva con Fabbro e il rientrante Ely centrali, Bittante e Pisacane terzini; centrocampo a rombo con Arini metodista, Da��Angelo e Zito rispettivamente interni di destra e sinistra con Sbaffo nella posizione di trequartista per dare profonditA� alla squadra e servire assist alla��ormai collaudata coppia Castaldo a�� Trotta.

La��Avellino, in un Partenio euforico e caricato a mille per un match assai sentito dalle due tifoserie, da subito A? padrone del campo e in rapida successione si rende pericoloso con Zito, Da��Angelo e Castaldo; il Bari prova a difendersi e ripartire in contropiede, ma tutte le sue azioni vengono stroncate sulla trequarti dalla mediana irpina, bravissima ad aggredire i portatori di palla biancorossi, a ripartire velocemente scaricando su Sbaffo o innescando, con palla lunga, Trotta e Castaldo e soprattutto a raddoppiare sugli esterni aiutando Bittante e uno Pisacane stratosferico anche in un ruolo a lui non del tutto congeniale. Al 24esimo il vantaggio irpino: calcio di punizione dal vertice sinistro della��area, Zito esplode il suo sinistro mirando alla��angolino basso alla destra di Guarna, che si supera respingendo in tuffo, ma nulla puA? sulla��accorrente Da��Angelo che fa esplodere il Partenio insaccando di testa sotto misura. Il Bari prova a reagire, cerca di riversarsi nella metA� campo biancoverde, ma lo fa in maniera sterile perchA� mancano idee e mordente e dunque il primo tempo si chiude senza sussulti.

Nella seconda frazione il tecnico del Bari Nicola prova a cambiare qualcosa: dentro Galano per uno spento Schiattarella, Bari a trazione interiore con un 4-2-4 che, occasione di Ebagua a parte al 27esimo su cui A? a dir poco strepitoso Frattali, non sortisce gli effetti sperati, visto che A? la��Avellino ad andare vicino al raddoppio con Arini e soprattutto con Castaldo che sciupa da solo a tu per tu con il portiere. Il colpo del definitivo ko per i pugliesi arriva a sette minuti dal termine: fantastico scambio al limite tra Castaldo e Trotta, con tiro a giro di questa��ultimo leggermente deviato che Guarna puA? solo sfiorare e vedere infilarsi nella sua porta. Tripudio sugli spalti al triplice fischio e festa finale con tanto di sfottA? della��andata ricambiati a De Luca e compagni dalla��intera squadra biancoverde che mostra sul tabellone dello sostituzioni lo 0 a 2 finale e mette in scena un trenino a�?irriverentea�? sotto la Sud per brindare alla vittoria ritrovata e al terzo posto riagguantato a due soli punti dal Bologna.

Nel post partita davanti ai microfoni di Sky, il presidente del Bari Paparesta ha accusato dirigenza, addetti alla sicurezza, forze della��ordine e pubblico avellinese per la��accoglienza per nulla signorile riservata a lui e alla sua squadra in tribuna e negli spogliatoi. La Lega a tal proposito ha aperto una��inchiesta e sicuramente la societA� di patron Taccone, che immeditatamente si A? scusato ed ha cercato di minimizzare la��accaduto, pagherA� una multa salata. Stigmatizzando comportamenti beceri da parte di qualche solitario sostenitore irpino in tribuna (che comunque non sono andati oltre a qualche parola di troppo) e anche la��eccessiva esultanza e le provocazioni del pre e post partita di Zito e compagni, vorremmo dire che prima di accusare in maniera pesante un pubblico e una dirigenza esemplare, il signor Paparesta farebbe bene a guardare in casa sua e anche a leggersi bene le normative:

1) la capienza del Partenio attualmente A? di soli 10.125 posti, pertanto il settore ospiti non puA? contenere piA? di 800 tifosi, cioA? circa il 10% del totale, esattamente come prevede il regolamento;

2) accusare un pubblico, quello irpino, che si A? sempre fatto apprezzare in giro per la��Italia per correttezza e sportivitA� A? il colmo, soprattutto alla luce del comportamento dei suoi tesserati e dei suoi tifosi, che alla��andata e anche in Coppa Italia, furono fatti passare dalla curva alla tribuna per andare a lanciare oggetti verso il settore ospiti e che ieri si sono fatti apprezzare oltre che per il numero (800), il sostegno e lo sventolio delle bandiere per tutta la��arco della partita, soprattutto per il lancio continuo di petardi, almeno 5 dei quali lanciati direttamente in tribuna, e per aver pestato senza motivo uno steward;

3) fare la morale e il piagnisteo davanti ai microfoni delle Tv nazionali additando la��Avellino e il suo ambiente di essere inadatto alla serie A e forse neppure meritevole di un campionato dilettantistico lo potremmo accettare da altri personaggi, ma non dal signor Paparesta. Un ex arbitro inibito e sospeso perchA� implicato in calciopoli per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ora presidente di una squadra che sarebbe dovuta ripartire dalla serie D e che invece A? stata a�?salvataa�? con un fallimento pilotato da un pool di imprenditori di cui ancora non si conosce la��identitA�, non puA? permettersi di ergersi a paladino di quella legalitA�, lealtA�, fair play, correttezza e dignitA� sportiva che la cittA� di Bari ha perso nel 2011, quando si A? scoperto che prima i suoi tesserati calcistici e poi addirittura i suoi capi tifosi si vendevano le partite;

4) prima di parlare degli altri, la Bari delle cozze pelose, degli appalti pubblici truccati, delle escort, della malasanitA�, delle parentopoli alla��universitA� e al Petruzzelli, della��immoralitA� sportiva, insomma la Bari tutta e in particolare quella che tanto si A? indignata sui social e non solo, dovrebbe svestire i panni della vestale, e invece di apostrofare una��intera piazza basandosi sulle a�?eroiche gestaa�? di qualche idiota, dovrebbe farsi un bella��esame di coscienza imponendolo anche a qualche suo tesserato che ha scambiato la goliardia (come quella dello striscione a�?seguaci della Snaia�? esposto in curva Sud dai tifosi irpini) con gli insulti gratuiti e offensivi.

In conclusione, pur disapprovando fortemente il comportamento di alcuni tifosi, calciatori, dirigenti e addetti ai lavori biancoverdi, che avrebbero fatto meglio a ignorare completamente i baresi senza scendere al loro stesso livello inscenando uno spettacolo per certi versi grottesco, ci auguriamo che in futuro il presidente Paparesta, i suoi calciatori e tifosi imparino ad accettare le sconfitte in maniera piA? serena, senza trovare alibi, senza infangare chi proprio non lo merita e ricordando che a�?chi semina vento, spesso raccoglie tempestaa�?a�� AD MAIORA.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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