Gambe molli e testa altrove. La Scandone spreca una grande occasione.

Nuova immagineIncapacitA� di attaccare la zona scolastica del Mornar, sofferenza nel tiro da tre, difficoltA� nel battere sul primo palleggio il proprio difensore. E poi tanta ma tanta sfortuna. Probabilmente servita ad aggiustare la bilancia della sorte dopo il rocambolesco match con Trento finito al termine di un tempo supplementare alla fine di una partita che sembrava giA� ampiamente persa. Questo A? il riassunto di una delle peggiori partite della prima fase di Champions League.

La partita storta puA? capitare.A�Chi gioca a basket o ha visto tanto basket sa che giornate cosA� sono possibili. PerA? tante coincidenze nella stessa partita puntano dritto in un’unica direzione. Avellino ha sottovalutato l’impegno. Ed A? stata giustamente punita. Bisogna che nell’immediato Sacripanti riesca a far capire ai propri giocatori come attaccare la zona (cosa che A? stata croce anche della passata stagione). Non si puA? perdere con una squadra che gioca un basket scolastico, che fa 60 punti e che va in difficoltA� ogni volta che la difesa diventa un poco piA? aggressiva.A� I tiri presi dai biancoverdi sono stati tutti ottimi tiri. Molti di questi con grandi spaziature col proprio avversario. Ma se non entra non entra. E quando non entra in questo modo, il fattore psicologico diventa determinante. Si prova ad inventare qualcosa e non si riesce. Quintetto piccolo, fallimento. Quintetto giovane, fallimento. Quintetto di buoni difensori, fallimento. Quando provi a cambiare ma nulla va bene non si puA? dare la colpa soltanto alla sfortuna. E’ probabile che l’approccio mentale sia stato del tutto sbagliato.A�Ragland ha fatto pochissime penetrazioniA�attaccando il ferro. I lunghi non sono mai stati serviti a dovere. Severini (che era l’unico a salvarsi nei primi due periodi) ha perso due palle come un ragazzino alla prima esperienza. Insomma, tutto quello che poteva andare storto A? andato storto. D’altronde i 14 punti di media a quarto sono lA� a dimostrare che la partita l’ha persa la Sidigas e che gli avversari hanno fatto ben poco per vincerla.

Dietro la lavagna

Troppo facile trovare un colpevole. Quindi nessuno dietro la lavagna ma tutti a lavorare duro in palestra e sul parquet. Obasohan fa una buona partita ma sbaglia la cosa piA? importante nel momento di una parziale rimonta avellinese. Cusin gioca bene in difesa, idem Fesenko. Ma non vanno piA? in lA� di un modesto compitino fatto tra una partita di playstation e l’altra. Ragland A? il fantasma di quello visto al Paladelmauro in questi due anni. Zerini, Severini, Green che pur si impegnano non danno mai la sensazione di poter cambiare le sorti della partita. Gli altri fanno uguale rimanendo nell’anonimato. A guardare il plus minus irpino, sembra di osservare le temperature registrate di notte in cittA� durante le nevicate. Tirare dal campo col 27% A? da squadretta delle minor. Quella col pivot di 120 chili per 170 centimetri di altezza e con l’unico play bloccato a letto con la sciatica. Trovare il peggiore A? davvero impossibile. Tutti sullo stesso piano. Potrebbe salvarsi Thomas, autore di 13 punti. Ma il suo bottino A? frutto soltanto di tanti tentativi fatti. Le percentuali sono quelle dei suoi compagni. Quindi niente. Tutto da cancellare. Da domani si ricomincia.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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