Giro da��Italia 2014: Quintana contro tutti

Le tre settimane sono una��altra cosa, cambiano il sapore della fatica, mutano di ora in ora le sensazioni, i pensieri, le angosce. Le grandi corse a tappe sono uno sport nello sport, vivono di una luce diversa rispetto alle gare di un giorno, alle grandi classiche e persino al mondiale. Hanno un fascino che le rende immortali, incredibilmente capaci di abbattere le barriere del tempo. In quei ventuno giorni ci sono tante corse che si mescolano ed assumono i contorni piA? vari, straordinariamente diversi ed in grado di accostare quotidianamente A�bagliori di felicitA� e squarci improvvisi di miseria e crudeltA�. Corse nella corsa, eccolo il Giro.

Ci sono corse dove attendi solo la crisi di fame ed in cima ci arrivi solo con la��ammiraglia. Ci sono corse in cui sai di poter attaccare ed aspetti il tuo momento.Ci sono corse che promettono battaglia dalla partenza ed invece si spengono lungo un percorso martoriato da una pioggia quanto mai inclemente. Ci sono corse in cui se hai le gambe devi aspettare, altrimenti puoi persino perdere le ruote dei migliori. Ci sono delle corse dove non servono cartine altimetriche e frequenze cardiache per comprendere fino in fondo quello che si avrA� davanti agli occhi.

La veritA� A? che alcuniA� sportA� non si possono raccontare attraverso dei numeri, perchA� portano con sA� troppe cose, troppi diversi sentimenti contrastanti. Eppure non saprei trovare niente di meglio che un numero, il dieci, per raccontare il Giro da��Italia 2014, che avrA� inizio il 9 maggio nella lontana Irlanda: dieci, come gli arrivi in salita su un totale di ventuno tappe. Una��enormitA�. La��essenza della a�?corsa rosaa�?, ancora una volta, saranno le grandi montagne, dallo Zoncolan al Gavia, passando per la a�?cima Coppia�? di questa��anno, lo Stelvio.

Giro d’Italia 2014 – Le tappe

Mancano i nomi grossi, non si puA? negarlo. La��intera stagione ciclistica, questa��anno piA? che mai, ha nel Tour de France il suo punto di riferimento indiscusso, perchA�, non ci si scandalizzi, le corse le si a�?interpreta.a�? A? cosA�, da sempre. Ed allora A? chiaro che gli a�?interpretia�? che si contenderanno la maglia gialla in terra francese sono i nomi che contano, i migliori del mondo. Il Tour, quindi, resta una��altra cosa nonostante un percorso che, come al solito, sembra disegnato su misura per conciliare il sonno, almeno nei primi dieci giorni di gara. Ci saranno tutti, perA?, da Chris Froome ad Alberto Contador, senza dimenticare A�la��altro spagnolo, Alejandro Valverde. E poi Vincenzo Nibali che, dopo una parte iniziale di stagione francamente sotto le aspettative, proverA� a far saltare il banco.

Diamo tempo al tempo, ora ca��A? il Giro: altri protagonisti, altre storie da raccontare, altri vincitori ed altri sconfitti annunciati. A? sempre cosA�, il ciclismo non si smentisce: la corsa la fanno gli atleti, la modellano, la smussano nella angolature piA? contorte, la appiattiscono per poi farla rivivere di improvvisi sprazzi di luce viva. Mi piace raccontarla cosA� la corsa, a partire dai suoi protagonisti annunciati, in attesa di poter mirare le imprese giornaliere degli altri, dei gregari in libera uscita per la tappa a�?mistaa�? o di alta montagna, di quelli che la classifica non la curano dal primo arrivo, di quelli che aspettano la fase di stanca della tappa per piazzare il colpo della vita.

Nairo Quintana vuole vincerlo questo Giro, lo ha detto apertamente ed in piA? di una circostanza. Il ragazzo, nato e cresciuto in altura, ha giA� dimostrato quanto puA? essere determinante il suo modo, tutto colombiano, di interpretare la gara, ed in particolare la montagna. Lo scorso anno, al Tour, A? stato la��unico a tenere la ruota, per quanto A? stato possibile, del britannico Froome, finendo secondo nella classifica generale e meritando a pieno titolo la maglia bianca di miglior giovane. Ecco,Quintana A? uno di quei personaggi che bisognerebbe studiare; probabilmente occorrerebbe, per tutta la durata della tappa, una telecamera fissa puntata sulla sua faccia, su quei lineamenti del viso, su quei tratti somatici che non mentono ma che non fanno trasparire emozione. Lineamenti che stonano con la sua giovanissima etA�( A? un classe a��90), ma che lo rendono figlio della sua meravigliosa e complessa terra. A? uno di quegli uomini che non ha etA�, perchA� potrebbe averle tutte. Va forte perA?, va maledettamente forte e negli occhi restano le immagini del Ventoux, lo scorso anno: la��unico a tenere per gran parte della salita il ritmo infernale di Froome.

Nairo Quintana – Il favorito

 

Quitana resta incollato al capo del Tour e, mentre Contador A? costretto ad alzare bandiera bianca, lui resiste, salvo poi cedere il passo solo ad un kilometro dalla vetta.A� DuranteA� i mille metri piA? lunghi e difficili del suo Tour, il colombiano A? sempre sui pedali, anche lassA?, anche ai duemila metri, in assenza di vegetazione: la��altura del Ventuox gli fa respirare la��aria di casa, quella purissima delle Ande colombiane. Pedala A�senza che il suo volto da indios dia segni particolari di stanchezza, attraversato da una serenitA� fuori dal tempo, quella propria di chi viene da un altro mondo. La telecamera fissa lo vede, lo cerca e lui A? lA�, ancora sui pedali a spingere fin su la linea da��arrivo, fin quando la strada, finalmente, smette di salire per farsi piA? accomodante. Come una sfinge taglia il traguardo controllando il cronometro. Un fenomeno, dicono in molti colti quasi di sorpresa dalla��impresa del giovane corridore colombiano. Poi si accascia, un attimo dopo, e perde A�sangue dal naso, sfinito e con il viso che, per la prima e ultima volta in quelle tre settimane, tradisce i segni della sofferenza. Ha dato tutto. Questo A? Nairo Quintana, il grande favorito del Giro da��Italia 2014.

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