Gol di tacco di Palacio, all’Inter (con merito) il derby di Milano

inter-milanUna prodezza di Palacio a quattro minuti dal termine della gara regala i tre punti, meritatamente, ai nerazzurri che restano nella scia delle grandi e possono così continuare a cullare il sogno Champions. Il Milan mastica amaro, per almeno un’ora ha giocato alla pari o anche meglio dei cugini, ma non ha saputo finalizzare il possesso palla ed è crollato nervosamente ma soprattutto fisicamente alla distanza, scomparendo dal campo (e pagando così dazio) negli ultimi venti minuti.

La partita

Nessuna sorpresa nello schieramento nerazzurro di partenza, il 3-5-1-1 previsto, Rolando vince il ballottaggio per il posto di difesa con Ranocchia, Zanetti è schierato a centrocampo con Cambiasso e Taider e Guarin è a supporto dell’unica punta Palacio. La sorpresa la schiera invece il Milan, che propone per la prima volta in stagione Saponara da titolare a fianco di Kakà, per supportare Balotelli in avanti. Bonera conferma il momento-sì ed è preferito a Mexes, sulla fascia sinistra torna Konstant.

L’Inter parte fortissimo, pur senza creare grossi pericoli (a parte un tiro dalla distanza di Guarin) e schiaccia i cugini nella propria metà campo. Col passare dei minuti però il Milan cresce e dopo una girata alta dal dischetto di Balotelli crea un altro paio di occasioni favorevoli, stavolta grazie anche alle incertezze di Handanovic. Il portierone nerazzurro dapprima respinge corto un modesto diagonale di Kakà e per sua fortuna nessuno dei rossoneri si avventa sulla sfera per un tap-in vincente, pochi minuti dopo esce a vuoto su corner, la palla dopo una breve mischia arriva sui piedi di Poli che, solo soletto, spara incredibilmente sopra la traversa da non più di 5 metri. Lo scampato pericolo spinge i nerazzurri ad alzare il baricentro troppo votato alla difesa, su ripartenza di Jonathan (siamo al 35′) Guarin è servito al limite dell’area, palla filtrante rasoterra per Palacio che anticipa nettamente Zapata: il colombiano lo stende platealmente ma incredibilmente Mazzoleni non fischia il rigore sacrosanto. La partita si innervosisce nel finale del tempo, ma l’arbitro (per rimediare al suo errore) è bravo a sedare gli animi con una buona dose di cartellini gialli.

La ripresa ricalca sostanzialmente il refrain della prima frazione, con l’Inter subito aggressiva ed il Milan che cresce alla distanza. Balotelli prima impegna Handanovic con un diagonale velenoso (bravo Nagatomo ad anticipare l’accorrente Poli sulla ribattuta), pochi minuti dopo lo stesso centravanti gira verso la porta un cross di Emanuelson e solo una deviazione di Rolando evita un probabile gol col portiere nerazzurro immobile.

Il Milan a quel punto scompare, l’Inter cresce invece anche grazie ai cambi azzeccati: Kovacic, Kuzmanovic ed Icardi danno freschezza alla manovra dei nerazzurri, sospinti dal pubblico (si giocava in casa dei bauscia), anche perchè Jonathan e Nagatomo continuano a correre senza sosta come se fossero ad inizio match.

Il gol dell’Inter sembra così nell’aria: al minuto 80 Palacio controlla in area un passaggio di Nagatomo, si gira su se stesso per eludere il suo difensore e di punta gira verso la porta, bravo Abbiati a sventare lateralmente, l’azione prosegue con un tiro cross di Jonathan su cui si avventano gli stessi Nagatomo e Palacio che mancano di un soffio la spaccata vincente in gol ad un metro dalla porta.

Mazzarri non ci sta, ordina ai suoi di attaccare a spron battuto perchè “vede” e vuole i tre punti. Il tecnico livornese è premiato al minuto 86. Solita azione sulla destra di Jonathan che serve Guarin al vertice dell’area, schema praticamente analogo a quello del rigore non concesso nel primo tempo ma stavolta Palacio resta in piedi, anticipa Zapata e con il tacco devia il pallone nel palo più lontano dove Abbiati può solo guardare ed ammirare la prodezza del Codino.

I minuti finali regalano solo del gran nervosismo e l’espulsione di Muntari per un fallo di reazione, al minuto 94 il triplice fischio di Mazzoleni sancisce il buon Natale per l’Inter e rovina quello del Milan…(e forse ancor più quello di Allegri)

MVP: (il migliore) Per l’Inter un devastante Palacio non ha rivali, fa reparto a sè ed è incontenibile, a lui la palma del migliore sebbene tutta la squadra abbia fatto una buona prestazione. Unico neo Handanovic, ultimamente gli errori si stano facendo frequenti, la cosa sorprende vista la continuità di ottimo rendimento a cui ha sempre abituato il portiere in passato. Per il Milan solo Kakà e Bonera sulla sufficienza, ben oltre Abbiati che ha tenuto a galla la squadra con ottime parate.

LVP: (il peggiore) Nel Milan c’è l’imbarazzo della scelta, anche se Saponara non si è visto praticamente mai e si è certo giocato molto male la prima carta importante della sua carriera. Ma avrà modi e tempi per rifarsi…

 

 

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.