Alla Sidigas A? di nuovo l’ora del Green Power. Cibona ko.

14963521_10207467090772177_1869336780_oQuando si entra nel Drazen Petrovic Basketball Center c’A? innanzitutto da ricordare con rispetto il ragazzo a cui A? intitolato il palazzetto. Uno dei primi europei a dare del tu all’NBA. Morto in un incidente stradale mentre tornava da una partita in Polonia della propria nazionale. Uno che andA? in america perchA� “in Europa sono il piA? forte e ho vinto tutto. Non mi interessa continuare a vincere e collezionare coppe. Cerco altre sfide e voglio dimostrare di poter giocare nella NBA”. E arrivato in USA trovA? consacrazione coi Nets. Celebre la frase diA�Vernon Maxwell che, prima di una sfida tra i suoi Rockets e i Nets, ebbe a dire: “Has yet to be born a white European who can beat my ass”. Petrovic quella partita fece 44 punti e Mad Max non osA? mai piA? dire una cosa del genere.

Questa era l’atmosfera che hanno respirato i giocatori irpini durante il primo allenamento nel silenzio totale della Zagabria Arena. Atmosfera in parte rovinata, durante la partita, dallo scarsissimo pubblico presente sugli spalti. Evidentemente in Croazia non conoscono l’1+1. Avellino avanti per lunghi tratti della partita e nel terzo quarto addirittura in controllo fino al +10 di metA� quarto. C’A? da sostituire Ragland negli States per un lutto famigliare. Il suo naturale cambio A? Green ed A? lui infatti a prendere il posto del MVP della scorsa giornata di Champions. Sacripanti sa che i croati non giocano quasi mai spalle a canestro nA� tantmeno prediligono il gioco in pick&roll. Classica squadra ex jugoslava con buonissimi tiratori e un Johnson in piA? ad alzare la qualitA� del ball handling e degli assist.

Migliore in campo

Green e Leunen si dividono il titolo di MVP dell’incontro. Sono le menti pensanti dell’impianto di gioco messo a punto da Sacripanti. Lo sono con Ragland e anche senza Ragland (cosa meno scontata). In due sono autori di 27 punti e 16 assist. Le loro triple affondano la corazzata croata. Green sta probabilmente una spanna sopra per aver preso la tripla della vittoria e per aver giocato 36 minuti senza, praticamente, mai rifiatare.

Peggiore in campo

Deludono le guardie irpine. Obasohan e Randolph, forse preoccupati di dover tenere in difesa i pari ruolo del Cibona, perdono di luciditA� in fase offensiva. Soprattutto Randolph, con un paio di palle perse nell’ultimo quarto, rischia di buttare all’aria la partita. Se da Obasohan oramai ci attendiamo queste prestazioni altalenanti, il trecciuto giocatore proveniente da Alabama aveva ingolosito i tifosi di Avellino con prestazioni eccellenti. Entrambi devono migliorare. Obasohan questa sera ha dimostrato di aver capito alcuni suoi errori. Ma l’uno su sei da tre punti grida vendetta. Randolph ha fatto un passo indietro. Ed A? anche per questo che coach Sacripanti l’ha ripreso durante uno degli ultimi time out della partita.

Discorso a parte va fatto per Cusin. Deludente in fase offensiva, corre e fa di tutto per dimostrare di essere sullo stesso livello del suo compagno di reparto. Qualche fallo di troppo, chiamato con troppa fretta, gli impedisce di essere pienamente efficace nel gioco difensivo. Ha dalla sua ancora una velocitA� maggiore rispetto all’ex NBA ed ex CantA?.

Menzione speciale

Fesenko ha cambiato le sorti della partita. Prende la palla sotto canestro e i suoi avversari sono costretti a chiudersi attorno a lui e il piA? delle volte a commettere fallo. Impeccabile ai liberi (8 su 10), avrA� fatto penare l’allenatore ospite che probabilmente puntava anche sulle sue scarse percentuali dalla linea della caritA� per dare la svolta alla partita. E quando si vince per un punto e il tuo centro, oggettivamente non un buon tiratore, realizza l’80% dei liberi, allora sai che la sua prestazione non puA? che definirsi eccellente. Ha ancora problemi di lentezza e controllo del corpo nel gioco in pick&roll. Questo gli impedisce di ricevere due passi avanti e andare facilmente a canestro. Risolve il problema prendendo per ben due volte il rimbalzo su due suoi tiri falliti. Stesso discorso quando si trova dinanzi a lunghi avversari piA? agili. Preso in velocitA� A? facilmente aggirabile. Ma quando c’A? da combattere e fare a sportellate nel pitturato A? meglio averlo tra i compagni che contro.

Sacripanti

Il quintetto migliore oggi sarebbe stato Green, Obasohan, Thomas, Leunen e Fesenko. Il tecnico biancoverde se ne accorge presto e aggiusta in corsa lo starting five. Avellino, soprattutto nei primi due quarti, soffre la zona avversaria che non riesce nA� a punire da tre punti nA� ad aprire con le penetrazioni dei piccoli. D’altronde Ragland manca e non si puA? chiedere ad Obasohan di sostituirlo giocando allo stesso livello. Nel terzo periodo le azioni Sidigas sono piA? fluide, aumenta la velocitA� con cui corre la palla e aumenta sensibilmente la percentuale di assist. La partita poteva essere chiusaA�lA� ma gli ultimi dieci minuti hanno visto una Scandone in forte debito di ossigeno e con le menti pensanti della squadra un po’ in confusione. Quando sei stanco ma sei un campione sai comunque cosa fare. Blocco sul play avversario, passetto laterale e booom, giA? nel canestro.

Per Thomas va fatta una considerazione a parte. L’ala piccola irpina arrivava da prestazioni non del tutto convincenti e da un’ultima di campionato decisamente in ripresa ma comunque tra alti e bassi. Oggi A? il top scorer della Sidigas ma ha anche tirato tanto e sbagliato. Sicuramente puA? e deve migliorare su entrambi i lati del campo. In difesa troppo spesso si fa superare sulla partenza in palleggio e non riesce a tenere quando gioca con un avversario piA? alto di lui e veloce. Nonostante questi appunti, la sua prestazione A? piA? che discreta anche perchA�, tolto l’incredibile Marques Green, A? quello che gioca di piA? e che quindi perde qualcosa in freschezza atletica. Il divertimento sarA� quando Thomas sarA� finalmente al 100% e potrA� avere qualche minuto di riposo in piA?.

Ora sguardo rivolto al campionato. Si va a Varese. Campo difficile ma squadra che gioca con gli stessi ritmi della Scandone essendo anch’essa impegnata in Champions League. Vedremo chi riuscirA� a recuperare prima le forze necessarie ad affrontare l’incontro e soprattutto vedremo se Ragland riuscirA� a rientrare in tempo per giocare. Rumors dagli States, perA?, parlano di possibilitA� molto prossime allo zero.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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