Green tripla da sette. Avellino batte Varese dopo un supplementare.

vareseavellino_1617_leultimeE sono sette. Sette vittorie consecutive. Sette perle infilate nel bracciale che mostra fiero Sacripanti. L’uomo che sta facendo della gestione della partita e del minutaggio la sua preoccupazione principale. L’uomo che riesce a trovare la mossa vincente anche quando sembra tutto perduto. Uscire da un time out sotto di 5, di 7 o di 30 non fa differenza. Pino Sacripanti ha sicuramente detto la cosa giusta. I giocatori in campo rispondono sempre presente. Si aiutano. Incitano i compagni. Si passano la palla. Per ottenere questi risultati i campioni sono importanti, ma la squadra e la mentalitA� collettiva A? decisiva. Sempre. Questo ha dimostrato oggi la Scandone. Di essere consapevole della propria forza, di credere nella vittoria anche quando si sta giocando male e si A? in svantaggio. Vincere a Varese non era facile. Era piA? facile adagiarsi sulle vittorie ottenute fino ad ora e concentrarsi sull’Oostende e su Reggio Emilia, prossime avversarie rispettivamente in Coppa e in Campionato. Ma la Sidigas di quest’anno fa un passo alla volta e soprattutto non ha voglia di perdere. Ha fame. E si diverte. E diverte il proprio pubblico.

Primi due quarti in forte equilibrio (19-16; 35-36). Nessuna delle due squadre sembra avere la forza di fare quello strappo che probabilmente si auguravano i due allenatori. CosA� i quintetti ruotano di meno e la qualitA� in campo diventa decisiva. Cruccio di Sacripanti le troppe palle perse sintomo che la stanchezza, checchA� se ne dica, si fa sentire partita dopo partita. Anche dopo l’intervallo lungo il film dell’incontro rimane invariato. Nel basket non c’A? la possibilitA� di pareggio e quindi dopo 40 minuti intensi A? l’overtime a decidere la partita. Varese ha da rimproverarsi un paio di tentativi di fuga rintuzzati da Avellino. La Scandone avrebbe potuto chiudere prima la partita ma errori dalla linea della caritA�, prima, e Fesenko che sbaglia una situazione spalle a canestroA�a due secondi dalla fine, poi, sono il rammarico che giocatori e squadra tramuteranno in voglia di vincere e rabbia durante il tempo supplementare. Il lungo ucraino si fa perdonare il canestro sbagliato realizzando 4 punti. Green mette la solita tripla del sorpasso e poi va a segnare i due tiri liberi che consegnano la vittoria ad Avellino.

Migliore in campo

Ragland torna dagli States e neppure 48 ore dopo fa una partita da 14 punti, 6 assist e 35 minuti di utilizzo. Considerati i valori in campo A? lui l’MVP dell’incontro. A seguire Green, freddo e preciso nei momenti decisivi, Fesenko autore di 13 punti e Thomas top scorer della Sidigas con 16 punti e col 75% dall’arco dei 6.75.

Dietro la lavagna

Obasohan stecca ancora. Tira 10 volte e ne mette 3 (ma sono liberi). I 15 minuti di utilizzo sono il racconto della sua serata. Da dimenticare anche la fase difensiva. La poca aggressivitA� (con un fallo commesso e plus minus negativo) A? sintomatica di un periodo di non grande condizione forse piA? mentale che fisica. Aspettiamo un suo pronto riscatto giA� martedA� sera.

Varese

Probabilmente coach Moretti lo sentiva a Pelle. 12 punti realizzati, 13 rimbalzi, 26 di valutazione per il suo lungo piA? esplosivo. Con Anosike ai box per problemi fisici, i due metri e 11 centimetri di Pelle Norvel sono croce per gli avversari e delizia per il pubblico di casa. Insieme all’ottima prestazione di Maynor, sono le note positive di una partita tutt’altro che positiva. Se San Kangur non avesse messo una tripla praticamente allo scadere dei 40 minuti, staremmo qui a parlare di una vittoria neppure tanto sudata della Scandone. Il coach lombardo non puA? essere contento della prestazione generale. Ma crediamo che i piA? grandi problemiA�da risolvere in settimana siano legati a chi A? rimasto in panchina e a chi, su quella panchina, neppure si A? seduto. Fossimo coach Moretti prima di partire per la prossima trasferta faremmo la conta sul pullman.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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