Hellas…sulla pelle

hellas112 maggio 1985 , 5 maggio 2002, 24 giugno 2007, 25 maggio 2008 , 18 maggio 2013

Ci domandiamo spesso come abbiamo fatto ad essere sempre presenti, sempre in numero straordinariamente incalcolabile come la nostra incrollabile fede. Eppure A? facile e naturale per noi, che non chiediamo di essere capiti ma solo rispettati. Le date sopraccitate per i “butei”del mondo Hellas sono come il Natale, date certe.A�Ognuna, ne ho omesse volutamente altre come lo spareggio di Reggio Calabria che ci regalA? una meritata salvezza in serie A, ha profuso nei nostri cuori sensazioni di gioia, tristezza o sconforto, ma ci ha anche regalato la consapevolezza di un legame indissolubile tra persone di ogni genere, ceto, cultura o razza completamente diverse, un legame tacito non comunicabile esternamente ma solo interiormente. Sarebbe facile partire nell’analisi dal 12 maggio 1985, io c’ero (come si suol dire) in quel di Bergamo con lo scudetto che ci piombava addosso nel primo ed unico anno, guarda che strano caso, in cui ci fu il sorteggio totale degli arbitri. Sensazioni che a vent’anni ti lasciano dentro un qualcosa che non si ripeterA� piA?, proprio per averle vissute a vent’anni… Invece vorrei ricordare una data in particolare, il 25 maggio 2008. PerchA? proprio quella, si domanderebbero i profani? PerchA? quel giorno eravamo in 4500 dentro lo stadio di Busto Arsizio con il sindaco Tosi a pochi metri sotto di me, in 4000 erano fuori dallo stadio a tifare e circa in 15000 (!) in Piazza Dante . Quel giorno la sensazione del baratro imminente con la seconda divisione ad un passo era presente in tutti noi. Al gol di Zetulayev a due minuti dalla fine ho visto gente abbracciarsi, piangere, urlare perchA? pazza di gioia, e quando siamo tornati a Verona ho visto il filmato dei tifosi in Ppiazza Dante al momento del gol, i brividi scorrono ancora adesso sulla mia pellaccia. Dopo tanti anni tra purgatorio, inferno e di nuovo purgatorio siamo tornati nel paradiso della A. Non abbiamo aspirazioni di chissA� quale traguardo, siamo solo fiduciosi nella serietA� dell’attuale SocietA� e in un programma che ci possa garantire una stabilitA� di progetto. Non importa se retrocederemo di nuovo perchA? siamo consapevoli che la SocietA� Verona Hellas d’ora in poi A? sana, A? vera e potrA� comunque regalarci la stabilitA� programmatica che era assente da troppo tempo. Riassaporare il calcio di serie A A? stato come se il tempo non fosse trascorso, come se le sensazioni di allora rifiorissero all’istante. Vorrei in ultima analisi far notare che tanti, tantissimi giovani che fanno parte del mondo Hellas non hanno mai vissuto la serie A, lo scudetto, la Coppa Uefa o la Coppa Campioni, ma solo periodi che definire bui A? un eufemismo, eppure sono sempre presenti ed hanno un attaccamento ai colori sincero e indissolubile. Questo A? il vero mondo Hellas!

Daniele Sembenini

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Daniele Sembenini, veronese doc del 1965, mille soprannomi ed una laurea in Economia e Commercio, grandissima passione nell'organizzazione di sport (calcio a 5, tennis in primis) con anni di presidenza di Circoli alle spalle, "malato" di Hellas, considera Oscar Wilde il più grande genio della letteratura Inglese e del secolo Vittoriano e fa sua la frase: " Amare se stessi è un idillio che dura tutta la vita"