Ian Thorpe — Lo Squalo dal cuore tenero

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Mi ricordo di quando ho guardato in tv per la prima volta una delle gare di Ian Thorpe. Avevo iniziato da poco l’attività agonistica e, come tutti i ragazzini che adoravano chi Del Piero, chi George Weah, chi Alberto Tomba, avevo bisogno anch’io del mio eroe sportivo.

Ian, vestito in quella che sarebbe diventata la sua iconica tuta nera a corpo intero, ha abbagliato tutto il mondo con la sua tecnica di nuoto fenomenale, vincendo in totale 27 medaglie d’oro, di cui 5 Olimpiche e 11 ai Mondiali di Nuoto. A detta dei maggiori esperti di nuoto è la più grande leggenda vivente del nuoto.

Lo stile di Ian era ed è ancora impressionante; sicuramente il miglior nuotatore tecnico che io abbia mai visto. Il modo in cui si muove attraverso l’acqua è poesia in movimento.
La sua autobiografia, fortunatamente, non è unicamente tecnica come il suo stile. Nelle pagine di “This Is Me” descrive in particolare come si sia innamorato di questo sport, e perché abbia scelto di tornare, dopo più di cinque anni di assenza dalle vasche.

 

La carriera di Ian non è sempre stata rose e fiori. Che ci fosse qualcosa che non andava lo si intuì già nel 2006, in occasione del suo ritiro. Sembrava troppo presto, ma al tempo stesso inevitabile. Ian era stato logorato e l’impressione che dava era quella di una persona, prima che di un atleta, fisicamente ed emotivamente spento. Nonostante i suoi risultati e le molte medaglie vinte, molti lo avevano sempre e costantemente criticato. Alcuni continuano a farlo tuttora. Probabilmente è stato considerato dal molti, superficialmente, come il classico vincente antipatico e sbruffone.
Nulla di più sbagliato: la sua biografia fornisce il ritratto di una persona genuina e sincera.
Ancora oggi viene ingiustamente paragonato a Michael Phelps. Si tratta di un confronto non equo: senza tutto ciò che Ian ha dato al nuoto, in termini di tecnica, visibilità e passione, forse Phelps non avrebbe raggiunto la notorietà di cui gode.


Ciò che non mi aspettavo da ‘This Is Me’ è la profondità con la quale Ian scava nel suo animo. Non avevo idea che stesse combattendo demoni personali; lo vedevo come una specie di Superman della piscina. Invincibile, sorridente, vincente. Ora ho ancora più rispetto per Ian – non semplicemente come nuotatore, ma come persona.

Nel libro si parla anche, ovviamente, di nuoto e di tecnica, ma senza mai annoiare. Le sue descrizioni sono veramente profonde ed emotive, e consentono al lettore di immedesimarmi in lui, anche se magari non hanno mai fatto una vasca in piscina. Ian si mostra sempre aperto ed onesto sulla sua carriera e nelle sue opinioni – dalla religione, alla politica, alla famiglia. Riesci davvero a sentire ciò che prova e ciò che lo emoziona. E’ un uomo davvero notevole.

“This is me” è la storia di un grande sportivo, di un immenso nuotatore e di un fragile uomo. E’ la metafora della passione per il nuoto e di ciò che si è disposti a sacrificare per amore del proprio sport.
Io per primo sono molto felice e fiero che lui sia tornato in vasca non per vincere altre medaglie, ma perché innamorato del nuoto.

Come lui stesso scrive, “This is why I’ve returned to the pool; not for medals and records or to relive past triumphs as most people assume. If this happens then I’ll be happy, but if not it doesn’t mean I’ve failed. I’m doing it because swimming was an integral part of my life that I felt forced to abandon.
Now I want it back”
Grazie, Ian!


Davide Arioli

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Ragazzino classe ‘85, si laurea in Ingegneria Meccanica/Gestionale con sommo gaudio di papà e mamma, stufi di mantenerlo, data l’elevata quantità di cibo necessaria a riempire un figlio di 205 centimetri. Lavoratore motivato (dicono sia solo per merito delle ammiccanti colleghe), e appassionato per il nuoto, che gli sta facendo perdere una fidanzata dopo l’altra. La piscina è la sua seconda casa, per la gioia del centro in cui si allena (che, con i soldi delle sue entrare, ci sta ristrutturando l’impianto). Nel (raro) tempo libero si dedica ai pochi amici che reggono i suoi discorsi sullo stile libero, sul delfino e su quanti chilometri abbia fatto in piscina.