Ibarbo – Pinilla, il pubblico di casa fa volare il Cagliari

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Finalmente a casa. Festa per pochi intimi (aperte solo la porzione inferiore della Nord e i due anelli della tribuna centrale per una capienza poco inferiore alle 5000 persone), ma troppo importante per i cagliaritani, quelli dentro e quelli fuori dal campo. La Nord A? a posto, distinti e tribuna pure, manca solo da tirare su la curva Sud, che ora lascia spazio alla malinconica visuale della curva che fu, parte della struttura originale.

Il Cagliari parte con la solita difesa composta dagli esterni Perico e Murru e i centrali Rossettini e Astori davanti ad Agazzi; a centrocampo Conti Nainggolan e Cabrera, davanti Cossu ad inventare per Sau e Ibarbo. Come successe nelle poche partite ad is Arenas il Cagliari parte un poa�� contratto di fronte ai suoi sostenitori, errori banali che consentono al Catania di sbloccare dopo appena 5 minuti grazie a un colpo di testa di Bergessio su corner di Plasil. Il gioco dei primi minuti A? imbarazzante, fortuna vuole che il piA? veloce della serie A vesta il rossoblA?; Ibarbo si libera in area di Le Grottaglie e silura Frison che nulla puA?, 1-1 dopo 26 minuti.

Poco dopo A? ancora lo stesso colombiano a bruciare Le Grottaglie (la��immagine A? quella di una Lamborghini che supera una Fiat 127) e procurarsi un rigore con annesso rosso per il difensore etneo. Tira lo stesso Ibarbo ( chissA� perchA�, con Sau e Conti in campo) che regala la scena a Frison, due volte bravo a respingere.

Il secondo tempo inizia con la consapevolezza che i tre punti si possono e si devono portare in cascina, anche per i sostenitori che non smettono mai di spingere la squadra. Non A? facile comunque valicare il muro rossoazzurro, anche perchA� un punto in trasferta con la��uomo in meno sarebbe sicuramente gradito a Maran e compagnia. La svolta la da Mauricio Pinilla, il bomber che al Santa��Elia timbra sempre. La��impatto sulla gara A? devastante , da solo fa tremare la difesa etnea fin quando al 38a�� centra il palo e poi riprende e mette dentro. Gioia e godimento per lui e per la curva che va a d abbracciare, tuffandosi dentro quasi a ringraziare chi ha spinto dalla��inizio alla fine la squadra alla vittoria. Bella immagine, alla faccia di gente sopravvalutata (in maglia rossonera) che quando segna non esulta neanche.A� Pinigol si prende il giallo, A? una regola stronza ma purtroppo ca��A? , per lui sicuramente. VenerdA� Pjanic A? andato due volte sotto la curva, niente. La��anno scorso Guida ammonA� Pinilla a Trieste per un a�?eccesso di esultanzaa��(era il secondo giallo), quando invece a Torino non intervenA� con Vucinic che entrA? letteralmente in tribuna dopo un gol. Forse la regola vale per i cileni ma non per gli ex jugoslavi. Come la chiamano? Discriminazione territoriale?

 

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.

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