Il 19A� Torneo di Sassari all’Enel Brindisi

brindisibasket1Seconda e ultima giornata del Torneo CittA� di Sassari. Nella finalina per il 3A� posto Sassari cede a CantA? con la��onore delle armi. Ampiamente in partita per la��intero match, il quintetto della Dinamo cede nel finale della��over-time dopo essere stata avanti per ampi tratti dei tempi regolamentari chiusisi sul 74 pari. Man of the match il nazionale Pietro Aradori che mette a referto 26 punti tra i quali i tiri liberi che portano la partita alla��over time. Cucchiaio di legno per Sassari che perA? avrA� tempo e modo di migliorare la��intesa e la��affiatamento e mettere a punto il tiro dalla��arco dei 6.75, vero punto di forza della Dinamo annata 2012/2013. CantA? riscatta la brutta sconfitta patita con la compagine brindisina e finisce al terzo posto in un torneo dai buoni contenuti tecnico tattici. Punteggio 88 a 89 per CantA? dopo un over time. Parziali: 17-19; 41-28; 60-52; 74-74; 88-89

Enel Brindisi e Sidigas Scandone Avellino giocano la finale per stabilire chi si porterA� a casa il trofeo della due giorni del torneo sassarese. Starting five per i lupi irpini composto dalla point guard slovena Lakovic, la guardia USA Dean, la��ala piccola ex NBA Hayes, la��ala forte Ivanov e la��americano passaportato georgiano Will Thomas che va a contendersi la palla a due. Pronti, partenza e via Jerome Dyson inchioda una schiacciata che fa addensare le prime nuvole nere attorno alla compagine biancoverde. Immediata la replica di Ivanov che dalla lunga distanza mette a referto 3 punti replicati nella��azione successiva. Mentre Brindisi predilige il gioco in pick&roll e le penetrazioni, Avellino si affida ad una buona vena dalla linea dei 6.75 con due tiri consecutivi di Taquan Dean. Nonostante questo il quarto si chiude con Brindisi meritatamente in vantaggio 25 a 17 grazie ad una maggiore precisione ma soprattutto ad una migliore propensione difensiva. Il secondo quarto scorre veloce con Brindisi che prende lentamente il largo in virtA? di una difesa arcigna e un attacco sicuramente piA? incisivo di quello Avellinese. Jaka Lakovic sembra la��ombra del giocatore che conosciamo e le attenuanti dei problemi fisici e della��Europeo giocato con la propria nazionale servono solo parzialmente a giustificarne la prestazione. Quindici minuti di sosta e le due squadre sembrano uscire entrambe dagli spogliatoi. In realtA� A? solo Brindisi a portare gambe e testa sul parquet. Avellino si sgonfia come un palloncino bucato e il punteggio si fa veramente pesante. Il terzo quarto si chiude con la��Enel in vantaggio di 23 punti con il quintetto avellinese in balia dei tiri e dalle penetrazioni brindisine. Vitucci prova a cambiare qualcosa inserendo Spinelli ma oramai Avellino ha tirato i remi in barca e la��ultimo quarto serve solamente per dare spazio e minutaggio a Riccio (buono) e ad ammirare le giocate di Brindisi. I giornalisti sassaresi, pur non dicendolo chiaramente, hanno gioco facile parlando di una Scandone che di fatto non sta onorando il torneo e che a pochi minuti dalla sirena finale rischia di essere doppiata (86-44). La partita termina sul punteggio di 90 a 51, con Brindisi che porta meritatamente a casa il 19A� Trofeo CittA� di Sassari.
Nota polemica: la regola del fallo tecnico automatico quando un giocatore, dopo una schiacciata, indugia appeso al ferro A? veramente qualcosa che non capiremo mai; come, del resto, la regola del possesso alternato in sostituzione della palla a due ad ogni inizio quarto e in situazioni di palla contesa. Il basket A? molto piA? spettacolare di qualsiasi altro sport giocato con una palla ma la FIP e gli organi internazionali sembrano voler fare di tutto per diminuire questa spettacolaritA�.
Nota di colore: non vorremmo mai essere nei panni dei giocatori della Scandone quando coach Vitucci, uscito dal parquet evidentemente scuro in viso, farA� capire loro che giocando cosA� al massimo si ottiene una stentata salvezza. Non A? il momento delle critiche e il precampionato non assegna alcun punteggio. Ma sarebbe stupido liquidare questa sconfitta come una semplice battuta da��arresto causata dalle assenze, dai carichi di lavoro e dalla vicinanza tra la prima e la seconda partita del torneo giocato in terra sarda. Ea�� una sconfitta pesante, contro una squadra che evidentemente non si candidava ad avere un ruolo primario nel prossimo campionato ormai alle porte. Ma A? una sconfitta che puA? essere da stimolo per non commettere gli stessi errori piA? avanti nel corso della stagione, per capire che ogni partita di basket va giocata con intensitA�, buttando il cuore oltre la��ostacolo. Sintomatica, da questo punto di vista, la protesta contro una discutibilissima decisione arbitrale di capitan Spinelli nella��ultimo quarto, con Brindisi giA� avanti di oltre trenta punti. Questo A? ciA? che si aspettano i tifosi biancoverdi dai propri giocatori. LA� dove non arriva il fisico e la tecnica, deve arrivare il cuore e il rispetto per la maglia che si indossa. Discorso generale, chiariamoci, non legato alla prestazione odierna.
Nota di costume: onore al pubblico sassarese che non si A? arreso neppure dopo che la Sidigas ha iniziato ad imbarcare acqua e che ha assistito alla partita fino alla fine. Forse pensavano di essere al cinema a vedere Titanic.
Considerazioni finali sul torneo: ovviamente la formazione che ha piA? impressionato A? Brindisi. Il pivot Alade Aminu, arrivato da pochi giorni, A? giA� leader in campo e padrone del rettangolo pitturato. Dotato di ottima agilitA� e mano dolce, sarA� probabilmente una delle sorprese del prossimo campionato. Il torneo A? servito ad Avellino per dare minuti di partita vera a Lakovic che tra Europeo e meritate vacanze non poteva di certo essere giA� al centro degli schemi biancoverdi. Sorpresa piacevole Will Thomas che sta dimostrando, nonostante lo scetticismo di qualcuno, di essere un buon centro nonchA� un ottimo tiratore dalla media distanza. Da rivedere Dragovic (appena uscito da un infortunio alla caviglia) e Ivanov che pur giocando due partite di buona caratura non A? ancora ai livelli dello scorso campionato. Hayes, pur dovendo migliorare le percentuali e scegliere meglio i tiri che prende, A? indiscutibilmente un campione (vedere la stoppata nel terzo quarto della finale con Brindisi) e quando entrerA� negli schemi di coach Vitucci sarA� sicuramente mortifero.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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