Il Biliardino (prima o insieme al Subbuteo)

calcettoPrima o insieme al Subbuteo, i ragazzini amanti del calcio, in ogni angolo del mondo, sono sicuro che hanno giocato con il biliardino, in un bar in una spiaggia italiana, in un circolo vicino a casa o addirittura a casa di qualche amico, che, fortunato, aveva quello piccolo in plastica.

Ma come A? nato questo gioco con cui tante volte abbiamo giocato con i giocatori blu ( quasi sempre ) o con quelli rossi, manovrando il portiere e i due difensori, oppure i centrocampisti e le tre punte ?

Stranamente il biliardino non nasce in Inghilterra, patria del calcio, ma in Germania creato da Broto Wachter nel 1930, ma sarA� uno spagnolo Alejandro Finisterre ad idearlo come lo conosciamo ai giorni nostri. Alejandro nacque a La CoruA�a, poi andA? a studiare a Madrid. Quando suo padre, finA� in bancarotta, iniziA? a lavorare come operaio. Si trasferisce a Barcellona, dove inventa e perfeziona il biliardino nella sua versione piA? moderna con i calciatori sagomati e ne registra il brevetto nel 1937. Era rimasto ferito sotto un bombardamento nella guerra di Spagna e quando seppe dai dottori che non avrebbe mai piA? potuto giocare a calcio, decise di creare il biliardino. Con il passare degli anni quando la sua invenzione era ormai famosa e conosciuta in ogni angolo del mondo, mentre si trovava in Guatemala, nel 1952 giocA? una partita con Che Guevara. Sfortunatamente non ne conosciamo il risultato.

Nei paesi europei, il biliardino tuttavia non si diffuse molto fino a dopo la seconda guerra mondiale. Una credenza popolare vorrebbe che sia stato inventato per contribuire a riabilitare i veterani di guerra. Ovviamente non fu inventato per questo scopo, anche se A? stato usato nella riabilitazione del coordinamento della mano. Proprio negli anni del dopoguerra un francese a Marsiglia, Marcel Zosso, crea i primi veri tavoli moderni, chiamati sportfoot, con le stecche metalliche e i giocatori di plastica. SarA� un grande successo. In breve tempo la��eclettico inventore francese arriva anche nel nostro paese, in Piemonte, pronto a vincere la sua battaglia, ingaggia i cassamortari e i detenuti del carcere di Alessandria, e crea il calciobalilla. La Famiglia Garlando recepisce le potenzialitA� di questa novitA� e ne inizia la produzione in serie. Nel gennaio 1950 nasce il primo pionieristico calciobalilla alessandrino. Dal 1951 al 1954 ad Alessandria se ne costruiscono ben 12.000. Ormai A? diffuso in tutta la Penisola, al punto che si arriva al paradosso, quando nel 1954 la Questura di Roma lo proibisce nella Capitale, perchA� le famiglie sono preoccupate: i figli non studiano, e passano le serate nei bar per giocare con questo nuovo gioco.

Resta solo una��ultima domanda, ma di difficilissima soluzione, perchA� in Italia gli fu dato il nome di calciobalilla. Balilla era il soprannome di un giovanissimo eroe settecentesco genovese, Giambattista Perasso, ma fu anche la figura di un modello di rivoluzionario cara al Fascismo. Ca��A? chi vorrebbe far risalire il nome al fatto che fu nel porto della cittA� di Genova che giunsero in Italia i primi esemplari del nuovo gioco tanto di moda in Spagna, ma ca��A? chi afferma che rudimentali biliardini siano stati utilizzati, con buoni risultati, per la riabilitazione dei reduci di guerra e infine ca��A? chi dice che Balilla piccolo eroe abbia dato il nome al piccolo gioco del calcio.

Tutte supposizioni, che convincono poco, forse ce ne sarebbe una piA? logica che il politicamente corretto non vuole si sappia ?

Lo scopriremo solo vivendo, intanto quando capita sfidiamo qualche nostro amico come quando avevamo quindici anni, con questo gioco senza tempo. Senza mai girare perA? !

Giorgio Acerbis

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Tifoso della SS Lazio, sono abbonato fin dal 1976 in Tevere non-numerata. Laureato in scienze politiche, ho pubblicato per Urbone “I Leoni di Lisbona”, la storia del Celtic che vinse la Coppa dei Campioni nel '67. Scrivo da tempo sulla Fanzine del Liverpool “Red all over the land”. Ho collaborato con alcune radio private di Roma curando delle rubriche su argomenti calcistici. Attualmente mi occupo della mia gatta Keira.

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