Il Bologna beffa la��Avellino

 

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Nella gara di andata della semifinale play off, i felsinei espugnano il Partenio dopo 34 anni con una rete di Sansone in posizione di off side ed ipotecano la finale. La��Avellino recrimina per la��ennesimo discutibile arbitraggio stagionale e nonostante il risultato negativo crede nella a�?remuntadaa�?: saranno non meno di 2000 i tifosi biancoverdi presenti al Dalla��Ara

Dopo la��impresa di La Spezia la��Avellino non riesce a ripetersi nella��andata della semifinale play off contro il Bologna cedendo di misura contro una squadra che si A? comunque dimostrata quadrata, piA? esperta e fresca fisicamente. I felsinei con la vittoria ottenuta al Partenio (non lo espugnavano dal 1981!) vedono adesso spalancarsi le porte della finale promozione visto che basterA� loro non perdere martedA� con due goal di scarto. Ai lupi servirA� dunque una vera e propria impresa al Dalla��Ara, proprio quella che i 10mila supporters biancoverdi hanno chiesto ai propri beniamini al triplice fischio del mediocre signor Pasqua di Tivoli, tributando, nonostante la sconfitta, applausi e cori a scena aperta ai loro calciatori.

Segno tangibile che la gente da��Irpinia ha apprezzato lo sforzo profuso, ma contrariamente a quanto accaduto in Liguria, stavolta non A? bastato il cuore, nA� quella grinta, concentrazione e determinazione che la curva Sud aveva chiesto alla squadra con un eloquente striscione condito dalla��ennesimo straordinario spettacolo pirotecnico stagionale: i lupi si sono battuti alla pari contro un avversario piA? quotato, ma non sono riusciti a bucare la porta difesa da Da Costa.

Merito del Bologna e demerito della terna arbitrale, che forse in malafede, forse per incapacitA�, prima non ha decretato un chiaro fuorigioco sulla rete del vantaggio felsineo, poi ha sorvolato su un sacrosanto fallo di mano di Maietta su tiro-cross di Almici. Il tutto condito da una conduzione di gara a senso unico ed estremamente minatoria e severa nei confronti dei calciatori biancoverdi che, giA� condizionati dalle numerose ammonizioni rimediate a La Spezia, hanno inevitabilmente dovuto frenare i loro ardori agonistici. Inutile recriminare, ma fa rabbia pensare che dal dopo Avellino a�� Bari e le dichiarazioni di tal signor Paparesta, Pisacane e compagni non hanno piA? ricevuto un solo arbitraggio imparziale e i torti ormai non si contano piA?a��

La gara – Come era nella��aria Rastelli e Rossi optano per lo stesso modulo tattico (4-3-1-2). Tra le file dei lupi c’A? Regoli dal primo minuto e non Schiavon nella��inedito ruolo di mezza��ala destra, Comi viene invece preferito a Trotta come partner d’attacco di Mokulu. Davanti al confermatissimo Frattali ci sono Almici, Ely, Pisacane e Visconti. La mediana, priva di D’Angelo, infortunato, e Arini, squalificato, A? completata da Zito, Kone e Sbaffo che agisce come al solito sulla trequarti. Il Bologna dal canto suo non rischia Krsticic e si affida a Laribi supportato da Casarini, Matuzalem e Buchel. In attacco accanto a Sansone gioca Mancosu preferito sia a Cacia che ad Acquafresca. La gara A? intensa, ma gli spazi sono stretti, cosA� i primi venti minuti scivolano via senza particolari sussulti per i tanti errori e le interruzioni di gioco. Al 24esimo la svolta: Frattali rinvia corto con il sinistro, Matuzalem recupera palla e lancia in profonditA� Sansone, che in posizione di off side, si invola verso la porta e fa secco la��estremo difensore irpino in uscita.

La��Avellino prova a reagire, ma sbatte contro il muro felsineo e solo al 37esimo si rende pericoloso con un tiro di Almici deviato non lontano dal palo alla destra di Da Costa. Nella ripresa Rastelli dopo dieci minuti getta nella mischia Schiavon al posto di uno spaesato Regoli: i lupi provano ad accelerare e al 60esimo sfiorano la rete con Zito che di sinistro chiama al grande intervento il portierone rossoblA?. La��azione prosegue con Visconti che rimette al centro, dove Almici calcia al volo ma trova la��opposizione di Maietta che colpisce il pallone con un braccio. Ea�� rigore per tutti, ma non per il signor Pasqua e il suo assistente di portaa�� comincia la girandola dei cambi: Rossi inserisce Acquafresca per Mancosu, Rastelli toglie uno stanco Visconti per Bittante e subito dopo inserisce Comi per Trotta. Il Bologna nonostante una maggiore freschezza non riesce a rendersi pericoloso e si limita a difendersi con ordine: la��Avellino cerca il pari, colleziona calci da��angolo a ripetizione, ma non basta. Le gambe non rispondono, nonostante la testa e il cuore. Termina 0-1 tra gli applausi dello stadio e il coro: a�?Noi ci crediamoa�?.

ServirA� una vera e propria impresa. I tifosi ci credono e partiranno in 2000 circa alla volta del capoluogo emiliano. A crederci sono perA? anche i supporters bolognesi che hanno giA� staccato 15 mila tagliandi per festeggiare la��accesso in finale della squadra di patron Tacopina. SarA� una��altra battagliaa�� e la��Avellino non avrA� nulla da perdere.

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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