IL Capitano mata il Toro

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Tre gol nelle ultime due partite. Ma se quello di Verona si è rivelato purtroppo insufficiente ai fini del risultato, i due sigilli su punizione di Conti valgono tre punti fondamentali dopo tre sconfitte, utili anche a diradare le nubi che pericolosamente si erano addensate sulla panchina di Diego Lopez.

Il Toro arriva al Sant’Elia forte del pari imposto alla schiacciasassi Roma, con l’ex Ventura pronto a puntare su una vittoria che manca ormai da troppo, contro i rossoblù in palese difficoltà e con la zona retrocessione pericolosamente vicina. Lopez propone il solito 4-3-1-2, con Eriksson titolare a centrocampo e la coppia Sau – Ibarbo in avanti.  Il primo tempo è lento e macchinoso, ci provano Eriksson che trova Padelli pronto, mentre dall’altra parte sono velenose le incursioni sulla destra di Cerci e gli spunti di Immobile spesso intrappolato nella rete del fuorigioco. Il gol arriva su calcio piazzato di Capitan Conti, che sfrutta il buco nella barriera creato intelligentemente da Dessena che si fa seguire da Brighi.

Le difficoltà del Cagliari di questo periodo purtroppo non sono finite, e infatti i granata trovano il pareggio appena 7 minuti dopo l’inizio della ripresa: El Kaddouri lancia perfettamente in verticale Immobile che evita l’intervento di Rossettini e insacca all’angolino con L’incolpevole Avramov (oggi titolare al posto di Agazzi) che si trova costretto a raccogliere la palla dell’1-1.

Le due squadre faticano a creare gioco, e dopo un secondo tempo fondamentalmente mediocre ci vuole un altro calcio piazzato a risolvere la partita. Questa volta il più cagliaritano tra i romani scaglia una bomba dal limite dell’area che sorprende il non impeccabile Padelli e regala al Cagliari una vittoria e tre punti fondamentali, soprattutto per il morale. La sua corsa ad abbracciare il figlio Manuel ricorda la scena già vista l’anno passato, dove a ricevere l’abbraccio fu invece il figlio maggiore Bruno (e anche in quell’occasione il papà fu autore di una doppietta).

La panchina del ‘jefe’ Diego per ora è salva, grazie a due sigilli del capitano che decidono una partita fondamentalmente complicata, in attesa che si possa vedere finalmente il Cagliari che tutti aspettano con punti e prestazioni convincenti.

 

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.