Il Cimento sul Naviglio

Non sono poche le iniziative invernali che vedono politici, attori, cantanti, personaggi dello sport, atleti disabili e gente normalissima sfidare le acque gelide di laghi, fiumi o mari per amore (dell’acqua), per scommessa, per sport o semplicemente per la sfida di essere uno dei pochi a partecipare ad eventi storici, piA? unici che rari.

Se il conosciutissimo sindaco di Verona, Flavio Tosi, per l’undicesimo anno consecutivo ha voluto festeggiare il Capodanno del 2013 con un tuffo fuori stagione (acqua a 10A�) nelle acque del lago di Garda, non meno temerari sono stati i 130 volontari che hanno dato vita nei “giorni della Merla” (fine gennaio, tradizionalmente il periodo piA? freddo dell’anno) al Cimento del Naviglio.

La prima edizione della manifestazione si era tenuta nel lontano 1895, solo nel 1962 si era interrotta causa inquinamento delle acque. Per fortuna nel 1999, accertato da esami batteriologici che i valori di balneabilitA� erano pari se non superiori a quelli delle normali spiagge italiane abitualmente frequentate, la tradizione aveva ripreso il suo corso grazie ad un centinaio di volontari che, applauditi da migliaia di milanesi, avevano rilanciato lo storico evento per la gioia di migliaia di milanesi.

Ma cos’A? il Cimento del Naviglio? Semplice a dirsi ma…difficile a farsi, una gara di nuoto a squadre con tanto di costume d’epoca, una A�nuotata di circa 150 metri nelle acque gelide dei Navigli (5A� la temperatura nell’ultima edizione!).

Per la pura cronaca agonistica, vengono sommati i tempi dei 5 concorrenti di ogni squadra. Quest’anno la vittoria ha arriso alla Canottieri Olona che ha cosA� riportato in sede il trofeo, grazie alle performance di Luca Galli, Diego Novella, Clemente Manzo e Walter D’Angelo (questi ultimi reduci dalla traversata della Manica) e soprattutto del capitano Giorgio Vanerio che, non contento di questo successo, ha poi pensato bene di ripetere la nuotata partecipando pure al ParaCimento (per i nuotatori disabili).

Il Cimento del Naviglio di Milano A? qualcosa che ti “batte sulleA�spalle” giA� dal settembre che lo precede. Qualcuno ti chiede se ci sarai, qualcun altro pretende che tu ci sia…E tu annuisci, pensando in veritA� che forse quel giorno – per scampare al freddo e al gelo – una scusa valida riuscirai a trovarla e te ne starai invece al calduccio davanti ad un caminetto acceso.

Il tratto A? breve, ma chi ha percorso a tutta birra qualche metro in acque gelide sa bene che – dopo i primi movimenti naturali e ritmati – il freddo ha la meglio e inizia un processo irreversibile che non ti permette piA? di respirare agevolmente, fino al blocco del diaframma. Dopo i primi 100-120 metri, l’ultimo tratto si fa praticamente in apnea.

I Vigili del fuoco pronti con scooter d’acqua, barelle e ambulanze sulle sponde ti ricordano in ogni istante che forse, se stai partecipando all’evento, sei ricco diA�coraggioA�eA�determinazione, ma non sei proprio del tutto normale, anzi, probabilmente sei un temerario o forse, ancor peggio, un matto…

Ma vuoi mettere la soddisfazione quando esci dall’acqua? Ti senti come nuovo…se sei ancora vivo!

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.