Il Frosinone espugna il Partenio con un rigore inesistente

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Ciofani dal dischetto regala i tre punti ai ciociari. La��Avellino recrimina per l’arbitraggio e sfiora il pari con Mokulu nel finale, ma rimedia la settima sconfitta stagionale che vale il terza��ultimo posto in classifica. Mister Toscano resta al suo postoa�� e in fondo le colpe non sono tutte sue! Intanto domenica altra sfida proibitiva a Carpi.

Dopo la pessima prestazione di Ferrara, la��Avellino era chiamato al riscatto contro la corazzata Frosinone e invece ha rimediato la sua settima sconfitta stagionale, la seconda tra le mura amiche del Partenio-Lombardi. Dodici punti in classifica (undici dei quali ottenuti in casa) per i lupi, terza��ultimo posto, secondo peggior attacco e quinta peggior difesa del campionato: numeri impietosi che ben fotografano il momento nero della squadra guidata da Mimmo Toscano, sempre piA? capro espiatorio di una tifoseria mortificata e delusa che da domenica A? perA? in aperta contestazione anche con la squadra e la societA�. E giustamente aggiungeremmoa�� perchA� in fondo il tecnico calabrese avrA� pure delle colpe nella gestione tecnico-tattica della squadra, ma A? altrettanto vero che questi A�calciatori non stanno rendendo al 110% e sono stati probabilmente, anzi sicuramente, sovrastimati. E dal momento che la societA� A? responsabile della scelta del tecnico e della��allestimento della rosa, allora A? giusto distribuire le responsabilitA� di questo fallimentare inizio di stagione tra tutti a�� ma A? altrettanto ingiusto e assurdo gettare la spugna a questo punto della stagione con una classifica cortissima (con tre punti in piA? ci si ritrova a metA� tabellone) chiaro specchio di un campionato mediocre livellato verso il basso.

In fondo la��obiettivo stagionale dichiarato era la salvezza e al momento si A? in piena lotta per mantenere la categoria. SarA� dura, anche e soprattutto alla luce della ormai prevista penalizzazione che colpirA� i biancoverdi da qui a qualche settimana per il caso Trotta e quello ben piA? grave legato al filone del calcio scommesse, ma auspicando in un mercato di riparazione mirato ed oculato, tutto potrebbe diventare possibile. Certo A? che servirA� arrivare a gennaio con un bottino di punti tale da rendere la salvezza non utopicaa�� ma per farlo ci vorrA� anche un Avellino diverso, piA? battagliero, piA? affamato, ma soprattutto piA? concentrato, attento, cinico e perchA� no, fortunato rispetto a quello visto in campo fino ad ora e domenica stessa.

GiA� perchA� la realtA� A? che, errori arbitrali del signor Pezzuto a parte (inventato il rigore vittoria siglato da Ciofani per i ciociari e netto quello non concesso su Ardemagni nella ripresa), la��Avellino ha meritato la sconfitta: il Frosinone, per nulla trascendentale, non ha fatto altro che approfittare e attendere la��errore dei biancoverdi, che puntualmente A? arrivato, per assicurarsi i tre punti. E solo la paura di non riuscire a portare a casa la vittoria, avendo sprecato almeno tre nitide occasioni per chiudere il match, ha permesso ai lupi di assediare nei minuti finali i gialloblA? rischiando anche di pareggiare con quello sfortunato colpo di testa di Mokulu che si A? stampato sul palo. Ma al di lA� di questo episodio, la��estremo difensore del Frosinone Bardi non ha corso mai seri pericoli e il leitmotiv A? sempre lo stesso: la��Avellino, a prescindere dal modulo tattico con cui si schiera in campo, ha delle palesi carenze strutturali (dovute anche alle ormai note assenze dei vari Jidayi, Gavazzi, Molina…) e fa fatica a costruire gioco e palle goal.

Gli esterni sono leziosi e prevedibili, a tratti irritanti (vedi i vari Belloni, Verde, SoumarA?), i centrocampisti (Omeonga, Paghera, Da��Angelo, Lasik) sono tecnicamente modesti, incapaci di gestire la palla e verticalizzare. La��attacco soffre dei mancati rifornimenti dei mediani e in piA? risente della scarsa vena e condizione fisica di alcuni suoi componenti (Castaldo, Mokulu e Ardemagni). E la difesa puntualmente commette delle incredibili ingenuitA�, come quella di Crecco in occasione del presunto fallo da rigore che ha regalato la vittoria alla squadra di Marino. Insomma bisogna invertire la rotta prima che sia troppo tardi: occorre fare quadrato per cambiare il corso di un campionato ancora lungo e il cui esito sarA� tutto da scrivere, a prescindere dal Toscano o dal Taccone di turnoa��

Domenica prossima si va alA�Cabassi”A�per affrontare un’altra squadra retrocessa dalla massima serie, ilA�Carpi dei miracoli di mister Castori. SarA� la��ennesima sfida impari perA� questo Avellino che ancora non ha sfatato il tabA? trasferta, dove fina��ora ha racimolato un solo punticino a Vicenza.A� Che sia la volta buona? Difficile, ma bisogna crederci e sperarea��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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