Il gatto mangia il lupo, che perde pelo e partita. Vicenza batte Avellino 1-0 e sognA.

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Sfida al vertice al Menti dove si incontrano Vicenza e Avellino, terza contro quarta, Cocco (16 gol) contro Castaldo (15). Ancora una volta il Menti risponde “presente” all’ appello. Curva Sud esaurita in circa 20 ore nonostante sia stata aumentata la capienza di ulteriori 250 posti in settimana; Distinti e Tribuna quasi esauriti, e circa 350 avellinesi nel settore ospite. Un’ ottima cornice per una serata di gran calcio.

In realta` pero` chi si aspettava una partita scoppiettante rimarra` deluso. Squadre fin da subito intente a studiarsi; poche, pochissime incursioni verso le porte avversarie. Diversi anche gli errori in fase di impostazione, soprattutto da parte dei biancorossi, con in particolare un Di Gennaro che si, tocca tanti palloni come sempre, ma non riesce ad essere il solito faro che illumina la manovra vicentina, che oggi e` anche poco supportato da Moretti, in leggera flessione negli ultimi match.

In partite come queste devono uscire i veri Bomber, quelli che i gol li sanno anche inventare dal nulla, quelli che ad inizio campionato destano particolare scetticismo, quelli che portano il 19 sulle spalle con sopra scritto Cocco. Ebbene si, ancora lui, magnificamente lui, divinamente lui, che ci crede anche vedendo un campanile buttato a casaccio da Brighenti, sposta furbescamente il suo avversario di spalla, controlla, e di sinistro insacca alle spalle di Gomis, e fa 17 in campionato agganciando la testa della classifica cannonieri. 1-0 ed esplode il Menti intero!

Cominciano i cori che vanno al di la` di ogni scaramanzia, cori che parlano di Serie A, come quello proposto dai ragazzi della Sud: ” ale` ale` ooh ale` ale` ooh, e lotta par la maglia, vinci per gli ultra`, torniamo in Serie A!”. Questi cori la dicono lunga sul sentiment che sta attraversando la tifoseria biancorossa, e per estensione tutta la citta`.

Senza altre emozioni si va al riposo, con la squadra che esce sotto gli applausi del Menti. Parte il secondo tempo, tutto di marca irpina, che non ci sta a lasciare il campo senza almeno un pareggio. Allora ci prova Trotta al 5′ con una bomba da fuori area neutralizzata in due tempi da un ottimo Vigorito. Cinque minuti piu` tardi arriva un cross in area, colpo di testa del bomber ospite Castaldo che fa gridare al “gol” gli ospiti, ma la palla finisce di pochissimo a lato. Avellino che ci crede, Vicenza che cerca di chiudersi e riesce a farlo in modo abbastanza ordinato, ma non senza sbavature in fase di reimpostazione del gioco.

Ci prova allora Moretti a mettere al sicuro il match, ma al 64′ manca di un nulla il colpo di testa su ottimo cross di Giacomelli, mentre dieci minuti piu` tardi calcia un’ ottima punizione che termina di poco alta.

Ultimo quarto d’ora di sofferenza con un paio di cross insidiosi neutralizzati dall’ attento Vigorito, e una mischia furibonda agli sgoccioli del match non sfruttata dagli ospiti.

Termina cosi` il match con la vittoria dei padroni di casa che agganciano momentaneamente il Bologna, atteso dal match in trasferta con il Brescia e atteso anche da una sentenza che potrebbe ridare loro il punto di penalizzazione tolto qualche mese fa.

Cosi` un Vicenza che non convince, ma vince, sotto gli occhi di un certo Francesco Guidolin, mister della risalita in A nel 95, e che ha portato la squadra alla vittoria della Coppa Italia e alla semifinale di Coppa delle Coppe, salutato calorosamente anche da un coro della Sud. Uno come lui che assicura che questo Vicenza, sebbene sia partito per salvarsi proprio come il suo Vicenza 94-95, puo` puntare forte sulla promozione nella massima serie, sicuramente da` fiducia ai tifosi.

Quindi il sogno continua, e venerdi` ci si aspetta un esodo biancorosso al Tombolato di Cittadella per continuare la cavalcatA!

Luca Bellotto

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Era il 9 Marzo 1997. Avevo 7 anni. Tifavo la mia squadra del cuore da quando avevo una leggera capacità di intendere e di volere, ma mai l'avevo vista dal vivo. Vincemmo 2-0 contro l'Udinese. Ricordo ancora il tiro dal limite di Jimmy Maini e la girata di testa di Roby Murgita. Da lì, fu ancor più amore, non solo per la squadra, ma anche per il pubblico ribollente del catino del Menti. Ora, 18 anni dopo e con 144 partite all'attivo, in continuo incremento, accolgo con piacere la possibilità di raccontarvi ciò che si prova vivendo il Lanerossi Vicenza da vicino.

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