Il Latina spreca e la��Avellino vince

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Olivera fallisce il rigore del possibile vantaggio pontino. La��Avellino in 10 trova la rete della vittoria con il solito Castaldo.

Una vittoria attesa 45 anni: da tanto la��Avellino non batteva in casa il Latina. La��ultima volta fu il 1 marzo del 1970 quando i lupi vinsero 1 a 0 con una rocambolesca autorete: da allora solo due pareggi e una sconfitta. Fino a sabato pomeriggioa�� quando un lampo del solito Castaldo ha regalato ai biancoverdi i 3 punti al termine di una partita equilibrata, vibrante, ricca di colpi di scena ed emozioni.

Ad avere la meglio su un terreno di gioco pesante, ma in buone condizioni la maggiore grinta e determinazione dei biancoverdi, che, diciamola tutta, al cospetto di una formazione pimpante, veloce, aggressiva e ben messa in campo dal neo tecnico dei pontini Iuliano non hanno certamente brillato per gioco e forse ai punti non avrebbero meritato la��intera posta in palio. Ma il calcio si sa, A? imprevedibile e spesso gli episodi fanno pendere la��ago della bilancia da una parte o dalla��altraa��

Minuto 17esimo della ripresa: Chiosa commette fallo su Oduamadi lanciato a rete. Espulsione e rigore: dal dischetto (scavato a�?con mestierea�? da Zito prima e Da��Angelo poi) si presenta a�?el polloa�? Olivera (lo stesso che la settimana scorsa sui social veniva rimpianto dai tifosi avellinesi, ma che dopo la gara del Partenio A? stato sommerso da fischi). Tiro alle stelle, sospiro di sollievo e Avellino rinfrancato, a tal punto che dopo 13 minuti i lupi passano in vantaggio con una bella inzuccata di Castaldo su angolo di Zito.

Il Latina prova a reagire, ma lo svantaggio A? una mazzata che fa perdere la testa ai neroazzurri capaci anche di sciupare la superioritA� numerica con il rosso di Oduamadi per proteste. Al 93esimo i pontini trovano il pari, ma la��arbitro annulla per fallo di a�?confusionea�? davanti a Gomisa�� soffrendo, ma senza rubare nulla, al triplice fischio gioisce la��Avellino che consolida il suo quarto posto.

Un gradino piA? in alto rispetto allo scorso anno, ma con gli stessi identici punti (39). Merito di Rastelli e del suo staff, che ancora una volta hanno messo a tacere i loro detrattori con i risultati e i numeri: dieci vittorie, nove pareggi e soltanto sei sconfitte, 24 goal fatti, solo 23 quelli subiti, che valgono la seconda miglior difesa del campionato dietro a quella del Carpi. Anche contro i laziali, se i calciatori sul campo hanno meritato la vittoria per spirito di abnegazione, quantitA�, corsa e carattere, fuori dal rettangolo di gioco A? stato Rastelli a leggerla e prepararla alla perfezione.

Il tecnico di Castellammare ha riproposto lo stesso undici e modulo (3-5-2) che bene aveva figurato a La Spezia e non ha sbagliato: linea difensiva con gli ormai inamovibili Pisacane, Ely e Chiosa; in mediana, pur potendo contare sul rientrante Kone, ha riproposto uno strepitoso Arini in cabina di regia, il ritrovato guerriero Da��Angelo e uno Schiavon impreciso, con maggiore quantitA� che qualitA� (poi sostituito da un Zito sempre piA? in ripresa). Sugli esterni Regoli e Bittante, bravi ad abbassarsi sulla linea difensiva quando necessario, ma anche superlativi nel proporsi in fase offensiva e per servire in mezzo palle invitati per la coppia Castaldo-Comi.

Un undici equilibrato, che anche quando A? rimasto in 10, Rastelli non ha snaturato, mantenendo in campo le due punte che gli hanno di fatti consegnato la vittoria. Adesso occorre preparare la sfida interna di sabato prossimo contro il Frosinone con la stessa cattiveria, determinazione e concentrazione. Se bisognava temere il Latina, squadra di caratura superiore rispetto alla posizione che occupa, e affrontarla con la massima intensitA� e caparbietA�, altrettanto e di piA? bisognerA� fare contro i ciociari allenati da Stellone che hanno un solo punto in meno degli irpini.

I tifosi biancoverdi fanno gli scongiuri, ma tutti in fondo cullano la��idea del a�?non ca��A? due senza trea�?a�� e dopo le vittorie contro Spezia e Latina, toccherebbe al Frosinone!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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