Il Napoli in scioltezza domina e passa a Sassuolo (0-2)

insigneOttima prova del Napoli che, seguito da ben 4000 tifosi (una curva piena) umilia un deludente Sassuolo, alla terza sconfitta consecutiva dall’avvento di Malesani (ed ora desolatamente ultimo in classifica).

Gli azzurri impiegano più o meno un quarto d’ora a prendere le misura di un Sassuolo che, almeno sulla carta, appare finalmente schierato nella quasi miglior formazione possibile: in panchina l’abulico Floccari, al suo posto Floro Flores (ma perchè non Zaza dall’inizio?), un bel 4-3-3 teoricamente offensivo con Sansone a sinistra e Berardi a destra a supportare il tatuato centravanti emiliano. Nel Napoli sembrano poter pesare le assenze di Jorginho, sempre più padrone del centrocampo, nonchè di altre due importanti pedine quali Inler e Callejon.

Invece Berardi e Sansone in pratica fanno dal primo minuto i terzini, Maggio a destra e Ghoulam a sinistra spingono di brutto, sovrapponendosi a Mertens ed Insigne che paiono in buona giornata e del Sassuolo oltre la propria metà campo non v’è traccia.

Logico quindi il gol di Dzemaili alla mezzora con tiro dal limite alla terza occasione clamorosa, dopo che Hamsik (prima) e Higuain (poi) si erano divorati due gol già fatti.  La reazione neroverde sta tutta in una punizione da trenta metri di Floro Flores che Rafaela controlla uscire a lato di poco alla destra del suo palo, mentre gli azzurri sfiorano ancora il meritato raddoppio in un paio di occasioni.

Nella ripresa il Sassuolo si fa più propositivo, ma non riesce mai ad arrivare al tiro, ed ogni contropiede partenopeo è sempre pericoloso, solo la bravura di Cannavaro o del portiere Pegolo tengono in vita il Sassuolo fino all’11° quando Insigne conclude in rete con uno splendido tiro a giro un’azione viziata da fallo in partenza di Behrami su Marrone.

Pochi minuti dopo Zaza (subentrato a Floro Flores) spedisce a lato da facile posizione il pallone del 1-2 che riaprirebbe il match, così come Rafael è bravo – al 25° –  a distendersi su diagonale insidioso di Sansone e deviare la sfera diretta all’angolino.

E’ l’ultimo sussulto neroverde, Malesani schiera addirittura quattro punte e sbilancia così troppo la sua squadra in avanti, da lì in poi è solo dominio Napoli che sfiora a ripetizione  il gol con Insigne (fuori di centimetri), Dzemaili (traversa) e Mertens (miracolo di Pegolo).

Si chiude con i tifosi napoletani che – per festeggiare la vittoria o per criticare al pappone Squinzi il caroprezzi del biglietto di curva – cantano senza sosta e fanno scoppiare a ripetizione dei petardi o delle bombe carte di inaudita potenza…

Scommettiamo che gli Ispettori Federali per una volta saranno sordi e la multa sarà di zero euro? Alla faccia della discriminazione…

 

Matteo Brama — Dallo Stadio Mapei di Reggio Emilia

 

 

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.