Il Palermo torna grande contro un piccolo Avellino

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I rosanero si riprendono la testa della classifica sbancando il “Partenio” nonostante quasi un’ora in inferiorità numerica. L’autorete di Molina spiana la strada ai siciliani che poi dilagano con merito con Gnahoré e Nestorovsky. A nulla serve la rete della bandiera di Asencio. Dura contestazione per tecnico, squadra e società biancoverde: D’Angelo e compagni non vincono da cinque turni e adesso il vantaggio sulla zona play out è di due soli punti. Domenica contro il Carpi urge una vittoria scaccia-crisi!

Dopo la bella e gagliarda prestazione di Frosinone, l’Avellino torna tra le mura amiche del Partenio per affrontare un Palermo con il dente avvelenato per l’amara e pesante sconfitta rimediata lunedì sera in casa contro il Cittadella.

Novellino si affida nuovamente al 3-5-2: Lezzerini confermato tra i pali, in difesa Marchizza batte la concorrenza di Suagher e Kresic e guadagna la maglia da titolare al fianco di Migliorini e Ngawa. In mediana, con Di Tacchio indisponibile per squalifica e il duo Gavazzi-Lasik out per infortunio, tornano Paghera e D’Angelo a dar man forte a Moretti. Sugli esterni Molina e Falasco a supporto del tandem d’attacco formato da Ardemagni e Castaldo. Mister Tedino si schiera quasi a specchio con un compatto e cortissimo 3-5-1-1 con Coronado al posto di Embalo a sostegno del bomber Nestorovsky, il rientro in mediana di un sontuoso e devastante Gnahorè e in difesa di un Cionek quasi impeccabile fino all’espulsione che avrebbe potuto complicare non poco il match.

Gara nervosa e bloccata nei minuti iniziali: le squadre si studiano e si temono, poi al decimo primo squillo degli ospiti, scortati in Campania da circa un centinaio di tifosi, con un bel tiro dal limite di Jajalo smanacciato in corner da un attento Lezzerini. L’Avelllino comincia a soffrire il maggior tasso tecnico e la fisicità dei rosanero in mezzo al campo, ma prova a reagire con Molina autore di un bel destro che si spegne di poco alla sinistra di Posavec. Al 36esimo la rete del vantaggio siciliano: Chocev prova a servire Nestorovsky, Molina interviene goffamente e nel tentativo di anticipare l’attaccante beffa Lezzerini con un imprendibile pallonetto. I lupi si riversano nella metà campo avversaria e dopo l’espulsione di Cionek per un entrataccia su D’Angelo, è Moretti, quasi allo scadere, a sfiorare il pari con un potente destro che fa la barba al palo.

Si va negli spogliatoi con la pesante ammonizione di Paghera sul groppone, ma con la consapevolezza di dover giocare tutta la ripresa con il vantaggio di un uomo in più. Novellino fa scaldare tutta la panchina e sembra pronto a gettare subito nella mischia Bidaoui; Tedino sostituisce l’acciaccato Chochev con Szyminski. Tre minuti di gioco e subito raddoppio del Palermo: Moretti perde ingenuamente palla a centrocampo, Coronando si invola palla al piede facendo 40 metri, poi giunto al limite dell’area scarica sulla destra per l’accorrente Gnahorè che scarica un violento destro sul primo palo sul quale  Lezzerini non è immune da colpe. Tutto perfetto, da manuale del contropiede… 0-2 e gara praticamente chiusa.

Il tecnico dei lupi si gioca allora il tutto per tutto e azzarda tre cambi in pochi minuti, rivoluzionando la formazione e passando al 4-4-2. Dentro Bidaoui, Asencio e Laverone per Paghera, Ardemagni e Marchizza. Gli irpini guadagnano campo, macinano gioco, fanno possesso, ma raramente riescono a verticalizzare e rendersi pericolosi; e anzi, quando sembra che i rosanero stiano per capitolare arriva invece il sigillo di Nestorovsky bravo a capitalizzare con un potento destri di prima intenzione una bella azione sulla sinistra di Jajalo. C’è solo il tempo per assistere alla inutile rete della bandiera dei biancoverdi firmata in scivolata da Asencio su bella giocata e cross rasoterra di Bidauoi dalla sinistra.

Al triplice fischio festa grande per i siciliani che hanno dimostrato tutta la loro forza e spessore disputando una gara complicata con carattere, equilibrio tattico, sacrificio, spirito di squadra e cinismo. Tutti ingredienti che sono invece mancati alla squadra di casa a secco di vittorie da ben cinque turni e aspramente contestata dai propri tifosi, che hanno riservato parole dure anche al presidente Taccone, nonostante il faccia a faccia con la curva di venerdì. Domenica si rigioca al Partenio: arriverà il Carpi galvanizzato dalla vittoria sul Parma. L’Avellino dovrà necessariamente ritrovare i tre punti se non vuole rischiare di ritrovarsi invischiata nella zona calda della classifica e incrinare ancor di più i rapporti con una tifoseria sull’orlo di una crisi di nervi, spaccata in tante fazioni che dovrebbero indistintamente farsi un bell’esame di coscienza, un  bagno di umiltà e poi tornare a ricoprire il ruolo che compete loro: sostenere e basta!

Non è più il tempo delle chiacchiere, ma dei fatti concreti…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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