Il Pescara sbanca Avellino

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Caprari, Lapadula e Mitrita rilanciano gli adriatici in zona play off. Per gli Irpini seconda sconfitta consecutiva e dura contestazione del pubblico alla squadra. La cura Marcolin non funziona…

La��anticipo della 35esima giornata di serie B ha visto trionfare un Pescara in netta ripresa che, seppur orfano di ben otto calciatori, ha battuto senza troppi patemi un Avellino timoroso e coi soliti limiti tecnico, tattici e strutturali. 3 a 1 il risultato finale per gli adriatici che dopo essere passati in vantaggio con Caprari nel primo tempo, si sono fatti raggiungere da Castaldo, ma subito hanno ritrovato il vantaggio con il solito Lapadula, hanno conservato il pari grazie a due strepitosi interventi di Aresti e hanno infine messo in cassaforte i tre punti con Mitrita.

La cura Marcolin non funziona: in tre partite, un solo punto ottenuto contro un Crotone rimaneggiato e due sconfitte, con ben 6 reti incassate ed una sola siglata. Tre moduli adottati (4-5-1, 4-3-3 e 4-4-2) e tanta, troppo confusionea�� A fine gara il tecnico dei lupi ha parlato di paura, di ambiente ostile, di una squadra che comunque ha espresso un buon calcio e creato tanto. Ma puA? definirsi ostile un pubblico che ha sostenuto la squadra per 85 minuti e che solo ad inizio gara ha esposto uno striscione (condivisibile o meno) accompagnato da cori di incitamento a tirare fuori gli attributi ed ha civilmente contestato al triplice fischio chiedendo maggiore impegno? PuA? dirsi questo un ambiente che crea paura e non lascia tranquilli i calciatori di esprimersi al meglio? E soprattutto puA? un tecnico affermare che la squadra si A? espressa bene pur prendendo 3 goal, giocando solo 10 minuti nel secondo tempo e dando costantemente la��impressione di non essere equilibrata, bensA� confusa, lenta, macchinosa, abulica, palesando altresA� svogliatezza, poco mordente e scarso attaccamento?

La societA� esonerando Tesser tre settimane fa, aveva probabilmente cercato di dare uno scossone ad una squadra che sembrava essersi appiattita e che doveva e poteva dire ancora la sua in chiave play off. Lo scossone perA? non ca��A? stato e anzi prestazioni e classifica sono peggiorate a tal punto che adesso i biancoverdi si ritrovano a ben 10 punti di lunghezza dagli spareggi promozione e a soli 6 dal quinta��ultimo posto. Se non ca��A? da preoccuparsi, poco ci mancaa�� anche perchA� il calendario prevede nelle prossime 4 giornate (che si giocheranno in 14 giorni), ben tre trasferte (Perugia, Vercelli e Lanciano) e una sola gara casalinga contro il lanciatissimo Trapani. Serve urgentemente una inversione di tendenza e soprattutto coesione: la curva ha il diritto di contestare ma deve pur ricordare che salvo un clamoroso a�?harakiria�? questa squadra accusata di non avere dignitA�, raggiungerA� la salvezza e regalerA� alla piazza la quarta stagione consecutiva in cadetteria. Un miraggio durante le gestioni Sibilia, Casillo e Pugliesea�� Non bisogna in tal senso avere la memoria corta e neppure dimenticare che la societA� cerca di operare come meglio puA? con le risorse che ha, e che i calciatori sono uomini e possono sbagliare, esattamente come ha fatto Castaldo esultando in maniera provocatoria nella��ultimo match casalingo e calciando sciaguratamente due rigori che avrebbero potuto dare ben altro senso a questa stagione. Ma questo non A? il tempo dei rimpianti, nA� degli alibi: A? tempo di rimboccarsi le maniche e remare tutti dalla stessa parte per centrare una salvezza che dista soli sei punti. E visto le premesse e la��andamento della stagione, se non sarA� un successo, poco ci mancaa��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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