Il ritorno della “Legge del Partenio”

Avellino - TernanaDopo anni bui, la��Avellino A? tornato in cadetteria e tra le mura amiche, grazie al suo straordinario pubblico, ha ripristinato la��inviolabilitA�: 16 punti su 18a�� un ruolino da��alta quota!

a�?Esiste in Italia una squadra che gioca come il Brasile, che profuma di cibo genuino e campi in fiore. Una squadra che, perA?, non A? brasiliana: si chiama Avellino ed A? la piA? bella realtA� del calcio di provincia della storia italiana. Questa squadra gioca al calcio magistralmente, senza sentirsi inferiore a nessuno e senza mostrare nessun borioso senso di superioritA�. Umile ed operaia, e nello stesso tempo nobile, come solo i veri aristocratici sanno esserea�?

Era il 1980 quando il a�?maestroa�? del giornalismo sportivo Gianni Brera utilizzava queste parole per parlare del fenomeno Avellino. Una piccola cittadina di provincia del profondo Sud balzata agli onori delle cronache per la sua straordinaria capacitA� di incarnare alla perfezione lo spirito di un popolo, quello irpino, capace di rialzarsi da tragedie immani come quella del sisma della��80 e di affrontare le avversitA� sempre con rinnovato ardore. Erano i tempi della��indimenticato capitano Adriano Lombardi, di i Tacconi, Vignola, Favero, Colomba, Barbadillo, Juary, Diaz, Dirceu, solo per citarne alcunia�� erano i favolosi anni a��80, quelli dei dieci anni consecutivi in serie A, quelli della famosa a�?legge del Partenioa�?.

Chiunque arrivava ad Avellino, squadre blasonate e non, tremavano alla sola idea di entrare nel sottopassaggio di quel catino infernale che a stento riusciva a contenere la��entusiasmo, il calore e la ribollente passione non solo delle 40mila anime palpitanti sugli spalti, ma quelle di una��intera provincia che nella sua squadra di calcio vedeva la��occasione del suo riscatto sociale.

A distanza di 25 anni dalla��ultima apparizione dei lupi in serie A, dopo la��umiliante altalena tra B e C che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni e dopo lo straziante fallimento di quel maledetto 10 luglio 2009, Avellino e i suoi tifosi sono tornatia��

Merito della��oculata e per certi versi miracolosa gestione del patron Taccone, che con la��aiuto di uno staff tecnico e dirigenziale di primissima qualitA� e tutto a�?made in Irpiniaa�?, in soli 4 anni A? riuscito a trascinare i biancoverdi dalla polvere della serie D al prestigioso palcoscenico della B.

Un campionato difficile, equilibrato, lungo, dispendioso, pieno di insidie, che i lupi irpini stanno perA? affrontando come nessuno avrebbe mai immaginato, sospinti da un pubblico finalmente ritrovato che A? tornato ad affollare e colorare gli spalti del rinnovato a�?Partenio-Lombardia�? come non si vedeva da anni.

Dopo dieci giornate la��Avellino A? quarto in classifica con 18 puti, a sole 4 lunghezze dalla sorprendente capolista Lanciano. Di questi, ben 16 sono stati conquistati tra le mura amiche, frutto di 5 vittorie e un solo pareggio (quello strappato dal Varese, con rigore fallito dal bomber Castaldo), con 10 reti fatte e solo 3 subite.

Un ruolino di marcia di tutto rispetto per una neopromossa, il cui obiettivo dichiarato resta al momento la salvezzaa�� ma come si fa a non sognare?

Il popolo biancoverde da troppo tempo sognava una squadra del genere, capace di sciorinare un calcio brillante e pratico, i cui interpreti (in gran parte reduci dal torneo di Lega Pro) sono magistralmente orchestrati da quel mister Rastelli, che dopo aver portato a termine la trionfale cavalcata della scorsa stagione in cadetteria, ha avuto la��ardire di cambiare modulo di gioco rispetto allo scorso anno, passando ad un 3-5-2 camaleontico e redditizioa�� anche se lontano da casa i punti conquistati sono ancora pochini (solo 2 su 4 trasferte).

Ma si sa, la��appetito vien mangiando e dopo aver ripristinato la a�?legge del Partenioa�?, CastaldoA� & C. sospinti da una tifoseria infervorata da questa��avvio di stagione, vogliono continuare a stupire e cominciare a far punti pesanti anche in trasferta. Magari cominciando da martedA� sera, quando la truppa irpina sfiderA� al Tombolato il Cittadella di mister Foscarini, decimo in classifica a 13 punti e intenzionato a far suo questo inedito scontro di media/alta classifica.

Chi avrA� la meglio? Ai posteri la��ardua sentenzaa�� ma attenzione, i lupi sono tornati a far paura!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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