Il Sassuolo senza strafare doma un Verona in crisi (2-1) — Il match visto dalla curva ospite

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Poco meno di 2000 biglietti sono stati venduti nel settore ospiti per la partita in programma sabato alle 18.00 valevole per l’anticipo della tredicesima giornata di Serie A a Sassuolo.

Il Sassuolo che ospita quindi tra le mura amiche il Verona che si vuole riscattare dopo la sconfitta interna contro la Fiorentina. Verona che scende in campo senza nessuna “novità”; Rafael tra i pali, Gonzalez impegnato come esterno destro, Agostini a sinistra, Marquez e Moras la coppia centrale di difesa, Ionita, Tachtsidis e Halfredsson a centrocampo e Lopez, Lazaros e Toni in attacco.

Il Verona che parte subito forte e già all’ottavo minuto passa in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Lazaros dove Moras stacca più in alto di tutti e batte Consigli. Il Sassuolo però sta poco a guardare seppur privo del suo attaccante più in forma, Zaza. Berardi e Sansone pungono la difesa gialloblu senza però trovare la via del gol ma a fine primo tempo Magnanelli colpisce una traversa clamorosa. Un Verona che non convince i quasi 2000 tifosi giunti al Mapei Stadium (un bel stadio “all’inglese”).

Infatti nella ripresa è proprio Sansone che con un tiro di esterno trova il gol del pareggio battendo (a mio parere) un incolpevole Rafael. Il Verona che non ha reazione, non trova stimoli dopo aver subito il colpo e a 10 minuti dalla fine subisce un altro gol; una confusione in area con una palla che si alza dove Taider arriva prima di tutti e trova il vantaggio.

Nonostante il secondo colpo il Verona non reagisce, e questo è l’aspetto che più di tutti mi fa riflettere, non si è vista una squadra vogliosa di vincere, nessun o quasi che combatte con il coltello tra i denti visto la situazione in cui ci troviamo (ricordiamo che con la partita di sabato il Verona non vince da ormai 10 partite).

Avere un po’ più di umiltà, e stare con i piedi per terra mi sembra la strada più facile e semplice per iniziare a fare punti, la maglia del VERONA va sudata e meritata, indipendentemente dal nome che si porta sulle spalle.

Noi tifosi non molliamo niente, non l’abbiamo mai fatto e mai lo faremo!

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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