Il Verona domina l’Atalanta e passa con merito a Bergamo (1-2). La partita vista dalla curva ospite

toniPartiamo verso le 10.30 dall’ormai solito ritrovo di Legnago col gruppo Manipolo Gigi, destinazione Bergamo; si giocava alle 15.00 e si sa, tra le due tifoserie non scorre buon sangue, diciamo che siamo proprio rivali storici.

Il viaggio d’andata A? dei migliori tra birra e con la solita musica (rigorosamente) anni ’80 a fare da sottofondo; arriviamo all’uscita del casello di Bergamo e veniamo “parcheggiati” in un piazzale dove gli autobus organizzati (si fa per dire!) dall’ordine pubblico si preparano a “scortarci” fino all’interno dello stadio Atleti Azzurri d’Italia. Apprendiamo, nel tragitto, A�di alcuni scontri nei pressi dello stadio tra forze dell’ordine e bergamaschi; arriviamo ed entriamo ad appendere la “pezza” del nostro club.

Manca ancora un po’ all’inizio della gara e giA� tra le due curve partono i primi sfottA?; la partita inizia con un bel Verona che esprime un buon calcio nonostante alcune assenze importanti (squalificati Maietta e Sala) con il solito saracinesca Rafael tra i pali, il giovane Albertazzi a sinistra con Marques e Moras centrali e a destra il debuttante Pillud a sostituire Cacciatore che siede in panchina; a centrocampo ritorna Cirigliano con Donati e Halfreddson a supporto di Marquinho, il mostro Iturbe e il vice-capocannoniere della Serie A, Luca Toni.

E’ l’ultima chiamata per l’Europa per entrambe le formazioni, infatti le due squadre viaggiano allo stesso ritmo e si trovano agli stessi punti (46). Verona che parte meglio dei padroni di casa ma la prima occasione arriva sui piedi del giovane atalantino Livaja (scuola Inter) che spedisce a lato e poco dopo soltanto un miracolo del forte Consigli mantiene fermo sullo zero a zero il risultato: Iturbe la mette in mezzo (o forse ha calciato, mah!), la palla passa e di riflesso il portiere neroazzurro respinge sui piedi di Toni che non riesce a gonfiare la rete e spedisce a lato. Passano pochi minuti, altra occasione da gol per il Verona con il solito Iturbe che triangola molto bene con Marquinho e va al calcio trovando nuovamente l’opposizione dell’ottimo Consigli. Termina la prima frazione, c’A? molto rammarico per la mole di gioco fatta che perA? non ha portato al meritato vantaggio. L’ Hellas ci crede perA? pure ad inizio ripresa, al 7′ finalmente trova un gran gol: palla sulla sinistra sui piedi dell’islandese Halfreddson che cerca la testa di Toni, non la trova, respinge Benalouone, arriva Donati che controlla molto bene la palla e calcia in porta senza farla rimbalzare; la sfera si insacca nel “sette” dove questa volta il portiere bergamasco non puA? arrivare, 1 a 0 per gli ospiti, esplode la festa nel settore riservato ai tifosi scaligeri.

Passa qualche minuto e ancora Iturbe che si fa quasi tutto il campo prima di servire in ottima posizione Marquinho ma che non riesce a trovare il gol con il solito Consigli che si supera, ripetendosi poco dopo su un sublime pallonetto di Gomez (entrato al posto di Marquinho). Al 72′ Iturbe (che non si stanca mai di correre!) parte in accelerazione, ne salta due e la mette dove sa che puA? trovare il gol: la passa a Luca Toni che da due passi non sbaglia e trova il 2 a 0 per la gioiaA� dei butei. Non serve a molto il gol di German Denis all’86esimo, se non a mettere un po’ di paura agli scaligeri che hanno le spalle larghe e portano a casa l’intero bottino.

Nel settore ospiti viene poi ricordato uno dei miti della curva, il A�tifoso scomparso la settimana prima chiamato da tutti “Pacciani”.

“PER SEMPRE VOLEREMO IN ALTO”.

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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