Imprecisione e arbitraggio: lupi KO a Catania.

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La��Avellino perde immeritatamente la sua terza partita consecutiva. A decidere il match un rigore inesistente procurato e trasformato dallo stesso CalaiA?. Trattamento indegno per i tifosi biancoverdi.

Il signor Baracani e l’imprecisione battono la��Avelllino 1 a 0. Basterebbe questo A? sintetizzare la gara disputata al Massimino tra il Catania e gli uomini di mister Rastelli. Ma sarebbe troppo riduttivo e poco edificante nei confronti di una squadra, quella biancoverde, che seppur sconfitta, ha disputato un ottimo match mettendo alle corde la formazione etnea che almeno sulla carta A? tecnicamente superiore a quella irpina anche se poi la classifica dice esattamente il contrario.

I padroni di casa al termine di una settimana assai complicata per tutta una serie di motivazioni, alcune delle quali anche extracalcistiche, dovevano vincere e lo hanno fatto. Solo quello contavaa�� dunque a nulla importa se la vittoria A? nata per gentile concessione di un rigore inventato dal signor Baracani di Firenze, se Terracciano A? stato il miglior in campo dei suoi e se sul piano de gioco Rosina e compagni ancora una volta hanno deluso. Ha prevalso il cuore e tanta, tanta fortuna… La��Avellino, priva di tre importanti pedine come Ely, Trotta e Sbaffo, nonchA� dei lungodegenti Visconti e Vergara, ha disputato una signora partita. Rastelli A? partito con un inedito 4-4-1-1 con il ritorno di Frattali tra i pali, linea difensiva con Pisacane, Fabbro, Chiosa e Bittante, in mediana Regoli, Arini, KonA? e Schiavon, con Soumare libero di scorazzare alle spalle di Comi.

Primo tempo equilibrato con i lupi che controllano bene le sfuriate rossoazzurre e colpiscono in contropiede chiamando agli straordinari Terracciano su tiro ravvicinato di Arini. Poi al 32esimo la��episodio che deciderA� il match: cross di Del Prete dalla destra, contatto (??) tra Fabbro e CalaiA? in area: per Baracani nessun dubbio, A? rigore e ammonizione. CalaiA? trasforma fermando la sua rincorsa in maniera irregolare. Nella ripresa Rastelli decide di giocarsi le carte Castaldo e Zito per dare maggiore spinta alla��attacco. E difatti diventa quasi un monologo biancoverde. In successione Schiavon, Regoli, Comi e SoumarA? vanno vicinissimi al pari. E sempre il giovane attaccante belga (uno dei piA? propositivi) al 28esimo reclama il penalty quando a botta sicura colpisce Capuano sul braccio. Ma per Baracani di Firenze, ca��A? la��involontarietA�a�� La��Avellino cala da��intensitA� dopo lo sforzo profuso e presta il fianco al Catania che al 33esimo si rivede in avanti con Castro che coglie il palo e cinque minuti piA? tardi con Rosina che lanciato a rete si scontra con Frattali in uscita e si becca un giallo per simulazione (sicuramente piA? rigore questo che quello su CalaiA?a��). Nei minuti finali altre due occasioni per i lupi: la prima sulla testa di Castaldo su cui salva ancora saracinesca Terracciano, la seconda sui piedi di Schiavon che spreca malamente a lato. Si chiude con la festa dei padroni di casa.

La��Avellino esce sconfitto, ma a testa alta e tra gli applausi dei suoi 300 tifosi. A fine gara il patron Taccone impone ai suoi il silenzio stampa. Una decisione saggia e giusta. Il momento A? delicato: quella di Catania A? la terza sconfitta consecutiva per i lupi che adesso piA? che mai hanno bisogno di ritrovarsi e non distrarsi. Un ulteriore passo falso potrebbe compromettere quanto di buono fatto fino al mese di febbraio e mettere a rischio la��obiettivo play off dichiarato ad inizio stagione, anche perchA� le pretendenti agli spareggi promozione aumentano e la lotta comincia a farsi dura e serrata.

GiovedA� sera al Partenio arriverA� il Modena. Rastelli, che rimarrA� saldamente al suo posto fino al termine della stagione (dunque si mettano la��anima in pace i suoi detrattori, anche perchA� la voce Delio Rossi circolata in queste ore A? una bufala bella e buona), potrA� quasi riavere il gruppo al completo: non importa come, ma serviranno i tre punti. Per cancellare le ultime due sconfitte immeritate, per riacquistare fiducia, per smorzare tutte le polemiche e per continuare a coltivare un sognoa��

CAPITOLO TRASFERTA. Una postilla finale doverosa su come sono stati trattati i tifosi irpini a Catania. Non solo sono stati perquisiti uno ad uno con cani antidroga e anti-esplosivo come fossero stati terroristi, non solo gli A? stato proibito di portare alla��interno dello stadio cibo, acqua e numerosi bandiere e steccati, non solo A? stato loro negato il diritto di usufruire dei servizi igienici, non solo sono stati caricati dalle forze del “DIS”ordine in maniera immotivata e provocatoria, quanto sono stati bloccati per quasi due ore nei pressi dello stadio e fatti entrare soltanto al 40esimo del primo tempo e al triplice fischio trattenuti per altrettante ore all’interno del settore ospitia�� ca��A? bisogno di commentare? Lo riteniamo superfluo, i fatti parlano da sA�a��

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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