In viaggio col Pallone d’Oro – Parte II (Il ‘lodo Weah’)

Come era mio auspicio, il Pallone da��Oro 2014 A? andato a Cristiano Ronaldo. Cosa tutto sommato prevedibile; non cosA� il risultato globale della classifica. Intanto perchA� CR7 ha piA? che doppiato (37.66%) gli avversari, e poi perchA� secondo A? arrivato Leo Messi e non Manuel Neuer, che alla vigilia veniva dato testa a testa col portoghese.

Il portiere tedesco, bruciato dalla stella del Barcellona per un misero 0.04% (15.76% contro 15.72%), A? stato a�?fregatoa�? dai suoi compagni di club. Al quarto, quinto e sesto posto, infatti, si sono classificati tutti giocatori del Bayern: nella��ordine Robben, MA?ller e Lahm. Che insieme hanno collezionato oltre il 15%. Altri 3 punti percentuali gli sono costati Kroos, GA�tze e Schweinsteiger. Di contro, i compagni del a�?blaugranaa�? (Neymar, Iniesta e Macherano) sono costati alla a�?Pulcea�� nemmeno 4 punti percentuali. Altrimenti, la��estremo difensore della Germania trionfatrice del Mondiale, sarebbe arrivato secondo, a poca distanza dal vincitore, e staccando nettamente la��argentino.

La��unico rappresentante della Serie A, il francese Paul Pogba della Juventus, si A? classificato 22imo sui 23 pre-finalisti, precedendo perA? niente meno che lo spagnolo Sergio Ramos, eroe del Real Madrid nella finale di Champions a Lisbona, e in rete a�� nonostante sia un difensore a�� tanto nella finale di Copa del Rey quanto in quella del Mondiale per Club.

Bene, affrontata anche oggi la��attualitA�, torniamo alla narrazione del nostro a�?viaggioa�?.

Avevo accennato, nella��introduzione, a questo a�?lodo Weaha��, ossia il cambio di regolamento, avvenuto nel 1995, che permetteva di assegnare il Pallone da��Oro anche a giocatori non europei, purchA� giocassero in Europa.

Senza questo a�?lodoa��, i brasiliani Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho e KakA� il premio non la��avrebbero ricevuto.

Di contro, ci fosse state sempre quella regola, quanti ne avrebbe potuti vincere, per dire, Maradona?

Ecco, partiamo proprio dal a�?Pibe de Oroa��; sbarcato in Europa nel 1982, al Barcellona, l’anno seguente potrebbe giA� essere un buon pretendente al premio, vincendo con Barcellona la Coppa del Re e quella di Lega, nella quale A? assoluto protagonista, segnando in entrambi i match della doppia finale col Real Madrid. Ma la seconda metA� del suo 1983 A? sulle stampelle, per via del fallo-killer del basco Goikoetxea. La��anno dopo, stufo del clima creatosi attorno a lui dopo la��incrocio-bis col suo a�?carneficea�?, lascia Barcellona per il Napoli, dove si afferma come la star della Serie A e del calcio mondiale. Sicuramente avrebbe alzato al cielo il Pallone da��Oro 1986, dopo il Mondiale vinto praticamente da solo con la��Argentina. E, probabilmente, avrebbe pure fatto il bis la��anno successivo, quando condusse il Napoli al suo primo storico Scudetto, impreziosito dal double con la Coppa Italia. Tra la��altro, in queste due annata, il premio di a�?France Footballa�� non va a due a�?biga�? nel senso classico del termine. Nel 1986, infatti, A? il sovietico Igor Belanov della Dinamo Kiev, a risultare miglior giocatore da��Europa, davanti alla��inglese Gary Lineker (Barcellona) e al Buitre madridista. Gli valgono il premio, il trionfo in Coppa delle Coppe da capocannoniere (a pari merito coi compagni Zavarov e Blokhin, questa��ultimo vincitore nel 1975a��ne parleremo), il bis nel campionato URSS e i 4 gol al Mondiale, di cui 3 rifilati al Belgio.

La��anno dopo a vincerlo A? Ruud Gullit, messosi in mostra col PSV Eindhoven, ma non ancora la��icona globale milanista che diverrA� di lA� a poco (anche proprio grazie al Pallone da��Oro, che riceve quando A? giA� passato al Milan).

E se poi, nel 1990, il Mondiale la��avesse vinto la��Argentina, invece che la Germaniaa��

Sempre rimanendo sugli argentinia��1978: il Pallone da��Oro va alla��inglese Kevin Keegan. Uno dei piA? grandi calciatori britannici di sempre, ma che in quella��anno non fa sfaceli: ha giA� lasciato il Liverpool per i tedeschi della��Amburgo e, mentre i a�?Redsa�� fanno il bis in Coppa dei Campioni, la sua nuova squadra chiude la stagione con un nulla di fatto.

Di contro, un certo Mario Kempes vince il titolo di capocannoniere in Spagna, col Valencia, e poi anche quello del Mondiale, che la sua Argentina vince in casa. Lui A? assoluto protagonista, con una doppietta in finale alla a�?versione-bisa�? della��Arancia Meccanica che, quattro anni prima, aveva stupito il Mondo.

Lo stesso Kempes lo avrebbe meritato anche due anni dopo, quando lo vinse Karl-Heinz Rummenigge. Il tedesco A? capocannoniere in Patria, vestendo la maglia del Bayern Monaco, con cui vince il campionato. In estate, poi, con la Germania trionfa pure alla��Europeo. Ma la��argentino nella Liga spagnola segna 22 reti in 33 partite, fa 2 su 2 in Copa del Rey e, soprattutto, 9 su 9 in Coppa delle Coppe, che il suo Valencia vince. I a�?Pipistrellia�? qualche mese dopo strappano la Supercoppa Europea al Nottingham Forest bi-campione da��Europa.

 

Tornando ai Mondiali: sarebbe stato cosA� strano, con a�?lodo Weaha�� attivo, vedere il Pallone da��Oro 1994 assegnato al brasiliano Romario? Oa�� Baixinho quella��anno fa quasi un gol a partita in Liga (33 presenze con 30 centri), vincendola da capocannoniere; arriva in finale di Champions League col Barcellona (poi strapazzato 4 a 0 dal Milan di Capello) e vince il Mondiale, segnando 5 reti, compresa quella decisiva nella semifinale con la Svezia, che porta la SeleA�ao a giocarsi la Coppa del Mondo con la��Italia, portata poi a casa ai rigori (e lui ne trasforma uno). A� anche vero perA? che nel 1994 non lo demerita la��effettivo vincitore, che poi di Romario era il a�?gemelloa�? nel club. Vinse infatti un altro a�?blaugranaa�?, il bulgaro Stoitchkov, capocannoniere del Mondiale (nel quale porta la Bulgaria fino in semifinale), vice-bomber della Champions League, e autore di 3 reti, tra andata e ritorno, nella Supercoppa di Spagna 1994.

Vediamo ora, invece, cosa sarebbe potuto succedere dal 1995 in poi, se il a�?lodoa�? non ci fosse statoa��

Proprio in quella��anno, dietro al grande favorito Weah, si piazzA? inaspettatamente una vecchia conoscenza del calcio italiano: JA?rgen Klinsmann. Il tedesco, che si divise tra Tottenham Hotspur e Bayern Monaco, fece la tipica annata di chi era solito vincere il premio quando non ca��erano di mezzo Mondiale o Europei. Dopo una stagione da 30 gol (in 50 partite) in Inghilterra, la��ex interista partA� alla grande nel suo ritorno in Patria, mettendosi in mostra soprattutto in Coppa UEFA, segnando la bellezza di 11 reti in 6 partite in quella seconda metA� della��anno (Il Bayern poi vincerA� il trofeo, con Klinsmann ovviamente capocannoniere).

Avrebbe probabilmente vinto lui, dato che il terzo classificato, la��allora stella della��Ajax campione di tutto in carica, il finlandese Jari Litmanen,, era stato penalizzato dai buoni risultati dei suoi compagni di squadra. A cominciare dal a�?cecchinoa�? Kluivert, giunto quinto. Tra i due, Alex Del Piero, che nella prima metA� del 1995 mise in bacheca il double Scudetto-Coppa Italia, piA? la finale a�� persa a�� di Coppa UEFA. Mentre nella seconda parte della��anno, debutto in Champions League andando a segno in cinque partite consecutive. Meglio di lui aveva, a quel punto, fatto solo lo stesso Litmanen, che con 6 reti aveva una media di un gol a partita in Europa.

Due anni dopo, tocca a Ronaldo, che stravince, anche perchA� non A? che in quella��anno gli avversari siano particolarmente ispirati e ispiranti. Secondo, staccato di 150 punti, ca��A? lo slavo Predrag Mijatovic, attaccante del Real Madrid fresco di Liga vinta con Fabio Capello in panchina. Segue Zinedine Zidane, sempre molto gettonato a�� a prescindere – in quanto francese. Forse la��avrebbe vinto lui (cosa che farA� la��anno dopo), dato che poi seguirono diversi giocatori del Borussia Dortmund, campione da��Europa, che si sottrassero quindi voti tra loro.

La vicenda pare legata agli anni dispari, dato che la questione si ripropone nel 1999, quando vinse un altro brasiliano del Barcellona: Rivaldo. Sarebbe probabilmente toccato a David Beckam, che giA� avrebbe potuto insidiare la vittoria al a�?blaugranaa�?, se la fantastica stagione dello United (Treble fatto da Champions, campionato ed FA Cup) non avesse portato i compagni a sottrargli qualche voto di troppo.

A smentire un legame con gli anni dispari, il bis di Ronaldo nel 2002, che trascinA? il Brasile alla sua quinta Coppa del Mondo. Secondo, staccato di poco, un altro brasiliano, Roberto Carlos.

Il primo europeo A? quindi la��uomo sul gradino piA? basso del podio: Oliver Kahn, portiere del Bayern Monaco e miglior giocatore del Mondiale. Dietro di lui Zinedine Zidane, autore del gol-vittoria in finale di Champions per la nona Coppa Campioni del Real Madrid. Se lo sarebbero senza dubbio giocati questi due, il premio. E, per ruolo e nazionalitA�, la��avrebbe vinto Zizou.

A completare il trittico di brasiliani targati BarA�a che vinsero il Pallone da��Oro ecco, nel 2005, Ronaldinho. Dietro di lui, la coppia di centrocampisti che si sono giocati, nella��ultimo decennio, la palma di miglior a�?8a�� da��Inghilterra (e da��Europa, fino alla��esplosione di Iniesta). Si parla ovviamente di Frank Lampard e Steven Gerrard, rispettivamente secondo e terzo per soli sei punti di differenza. Il giocatore del Chelsea prese piA? voti in generale, ma il capitano del Liverpool campione da��Europa fu indicato maggiormente per il primo posto. Butto lA� che la��avrebbe spuntata il leader dei a�?Redsa��.

Il brasiliano che vince in un anno dispari A? ormai un classico; nel 2007 tocca a KakA�. Dietro di lui, staccati tra loro da non tantissimi punti, i dominatori degli anni seguenti: Cristiano Ronaldo (secondo) e Leo Messi (terzo). Difficile pensare che i voti di a�?Riccardinoa�? potessero convogliare tutti su un altro milanista (il a�?Diavoloa�� vinse la Champions quella��anno): Pirlo, quinto, totalizzA? meno di un decimo dei punto del compagno di squadra. Inzaghi arrivA? sedicesimo, Maldini due posizioni dopo, seguito da Gattuso.

Punto sul portoghese, che vinse la��anno dopo e che, se Messi non avesse avuto passaporto spagnolo, avrebbe trionfato sempre di lA� in poia��

A�

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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