In viaggio col Pallone d’Oro – Parte IV (Dimenticati e Miracolati)

Quante volte vi A? capitato di dire a�?Ma come A? possibile che Maldini non abbiamo mai vinto il Pallone da��Oro?a�?, vero?

A� capitato anche a me, e non solo riferito a quello che ritengo esser stato il piA? grande difensore nella storia del calcio italiano.

Partiamo proprio da lui, dunque: passata la prima era di successi milanisti da lui vissuti, ossia quella di Sacchi dominata da Van Basten (penso sia lapalissiano come, al tempo, fossero altri, dai tre olandesi a Baresi, i a�?nomia�? della squadra), ca��A? tutto un quindicennio in cui il 3 rossonero per antonomasia avrebbe potuto accaparrarsi il premio.

Nel 1994 ca��A? la Champions League targata Capello, quella del clamoroso 4 a 0 rifilato al Barcellona di Crujiff. Inoltre, disputa un gran Mondiale con la��Italia, rimpiazzando al centro della difesa Baresi, infortunato, con gli Azzurri che arrivano fino alla finale, poi persa solo ai rigori.

In questo periodo, probabilmente, Maldini A? il difensore piA? forte al Mondo. Ma nella classifica del Pallone da��Oro arriva a�?soloa�? terzo, dietro al bulgaro Stoichkov (capocannoniere di USA a��94, ma che contro Maldini ha perso la finale europea e la semifinale della Coppa del Mondo), vincitore, e a Roby Baggio che di quella��Italia era stato il trascinatore, e che aveva vinto il premio la��anno prima.

Il resto degli Anni Novanta, per un motivo o per un altro, lo vedono poi uscire dal novero dei papabili, ma nel Terzo Millennio ecco che potrebbe prepotentemente tornare in auge. Dal 2003 al 2007 il Milan va in finale di Champions ad anni alterni, vincendo nel primo e nel terzo caso e perdendo, clamorosamente, nel secondo, nella famosa rimonta subita contro il Liverpool.

Ebbene, A? proprio in questa occasione che Maldini avrebbe meritato il premio. Nel 2003, infatti, il suo Milan aveva vinto la coppa piA? per fortuna che per meriti (Ajax eliminato solo alla��ultimo secondo nei quarti, Inter superato in semifinale con due pareggi, solo grazie alla regola del gol in trasferta e Juve battuta ai rigori in una finale che la Juventus aveva raggiunto eliminando Barcellona e, soprattutto, il Real Madrid campione in carica, e che durante il match fu stoppata da una traversa), e in quella��annata Nedved era stato stratosferico.

Nel 2007, invece, il premio A? andato meritatissimamente a un altro milanista, KakA�.

Ma nel 2005 vinse Ronaldinho per i sui numeri da fromboliere, perA? la Champions doveva ancora arrivare. Maldini andA? addirittura a segno nella disgraziata finale di Istanbula��

Un altro nome che A? sempre nella mia testa, tra quelli che non sono mai stati premiati, A? quello dello spagnolo RaA?l, icona del Real Madrid fino alla��avvento in a�?blancoa�? di Mourinho.

Attaccante moderno, capace di operare su tutto il fronte offensivo e di segnare in tutte le maniere, A? il piA? grande marcatore di tutti i tempi nella storia delle a�?Merenguesa�� (anche se nel giro di poco tempo Cristiano Ronaldo lo supererA�), e anche primatista per presenze.

Lanciato in prima squadra a 17 da Jorge Valdano, trova consistente spazio nella prima gestione di Fabio Capello, diventando poi il cardine della squadra negli anni a venire.

Nel 1998, a soli 21 anni, vince Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, in questa��ultima segnando il gol-vittoria.

Ma A? la��anno della Francia-mondiale, ed A? inevitabile che il Pallone da��Oro vada a Zidane. Meno che al secondo posto arrivi il suo compagno di club Davor Suker che, forte della��exploit della Croazia nella Coppa del Mondo (terzo posto finale), A? il primo tra i madridisti nella classifica del premio. Meglio di RaA?l si piazzano anche Roberto Carlos e Mijatovica��

La��anno dopo A? capocannoniere della Liga, inizia una Champions (che vincerA�) con 4 reti, ma a vincere il Pallone da��Oro A? Rivaldo, dei rivali del Barcellona. E per RaA?l ca��A? solo il nono postoa��

Il 2000 pare il suo anno, vista la Champions League vinta da capocannoniere (e con gol in finale), ma invece A? il neo-compagno di squadra Figo a trionfare. E anche stavolta lui A? solo nono.

Ci va davvero vicino solo nel 2001, quando sarA� secondo a�� e nemmeno per tanti voti di scarto a�� dietro Michael Owen (che sarA� poi suo compagno di squadra al Real), stella del Liverpool dei 5 titoli in tre mesi.

Un peccato, perchA� tra la Liga vinta da capocannoniere, la Supercoppa di Spagna portata a casa grazie a una sua tripletta e il secondo successo consecutivo come bomber di Champions League, le basi per una vittoria ca��erano tutte.

Nel 2002 il Real Madrid sfiora la��en plein, centrando primo, secondo e quarto posto. Ma in nessuna di queste posizioni ca��A? RaA?l: vince Ronaldo stella del Mondiale (che passa proprio in quella��estate al Real Madrid, segnando poi nella Coppa Intercontinentale vinta). Secondo A? Roberto Carlos, che tra i successi madridisti e quelli di club quella��anno mette in bacheca la Coppa del Mondo, la Coppa dei Campioni, la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europa. Quarto, infine, A? Zinedine Zidane, autore del gol-vittoria nella finale di Champions tra Real e Bayer Leverkusen.

Gli anni seguenti sono ancora ricchi di titoli e riconoscimenti individuali, ma nel frattempo sbocciano nuovi campioni, il Barcellona diventa la squadra del momento e per RaA?l il sogno sfuma definitivamente.

Come A? successo al suo a�?gemello diversoa�?, Alessandro Del Piero. Carriere simili, sia in campo sia fuori, la bandiera (ormai ammainata) della Juventus a inizio carriera avrebbe potuto farci piA? di un pensierino, al Pallone da��Oro.

Nel 1996 vince la Champions League da assoluto protagonista, quindi segna il gol-vittoria nella Coppa Intercontinentale a Tokio, contro il River Plate. PerA? quella��anno gli Europei fanno una gran differenza, tanto A? vero che arriva primo (in maniera assolutamente immeritata) Mathias Sammer, leader della Germania campione, mentre al terzo posto ca��A? la��inglese Alan Shearer, super bomber. In mezzo a loro Ronaldo, che vincerA� la��anno dopo e che in quella��anno al PSV Eindhoven segna tipo un gol a partita. a�?Pinturicchioa�?, quindi, A? solo quarto.

Due anni dopo ancora meno considerazione, nonostante una stagione da oltre trenta reti, una Champions League da capocannoniere persa solo in finale (contro il Real), e la��ennesimo Scudetto.

Citando il tedesco Sammer, qualche riga fa, mi sono giA� addentrato nella categoria degli a�?immeritatia��, ovviamente secondo il mio modestissimo punto di vista.

Penso ce ne sia stato piA? di qualcuno, a partire dal primissimo. AndA? alla��inglese Stanley Matthews, il primo vero giocatore/personaggio mediatico.

Fu piA? un premio alla carriera: A? vero che nella stagione 1955/a��56 il suo Blackpool arrivo secondo in campionato, ma non fu certo la sua miglior stagione.

Due anni dopo la cittadinanza francese favorisce Raymond Kopa, che ai successi col Real Madrid affianca la��ottimo terzo posto della Francia al Mondiale.

PerA? Alfredo DA� Stefano (che vincerA� la��anno prima e quello dopo) ai titoli (campionato e Coppa dei Campioni) di Kopa contribuisce in entrambi i casi da capocannoniere, cui aggiunge un gol a partita in Coppa di Spagnaa��

Passano altri due anni, e anche qui ci sarebbe qualcosa da ridire: vince Luis SuA�rez del Barcellona (e poi pilastro della Grande Inter), con cui fa il double campionato-Coppa delle Fiere.

Ma quella��anno Ferenc PuskA�s del Real Madrid vince la Coppa dei Campioni da capocannoniere, sigillando il tutto con un poker in finale. Ed A? pure a�?Pichichia�� della Ligaa��

Forse a�?Luisitoa�? la��avrebbe meritato di piA? la��anno seguente, quando arrivA? secondo per soli 6 punti dietro alla��oriundo Omar Sivori. Il quale, peraltro, aveva chiuso un campionato 1960/a��61 col Tricolore, e segnando tra le varie competizioni 28 gol in 29 partite. Cui vanno aggiunti gli 8 centri in 4 partite con la Nazionale italiana, frutto della doppietta alla a�?suaa�? Argentina in amichevole e al poker rifilato ad Israele, nelle qualificazioni al Mondiale 1962.

A� ancora un mistero il Pallone da��Oro 1962 al cecoslovacco Josef Masopust, che batte EusA�bio nonostante la sua doppietta decisiva nella finale vinta di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, e quella altrettanto risolutiva nella Coppa del Portogallo di quella��anno.

La��anno dopo il premio al portiere sovietico Yashin suona come quello dato a Matthews qualche anno prima.

Sarebbe stato cosA� fuori dal comune pensare di premiare JosA� Altafini, che diede al Milan la sua prima Coppa dei Campioni, con 14 reti in 9 partite (capocannoniere e record imbattuto fino alla��ultima Champions League, col sorpasso operato da Cristiano Ronaldo), compresa una doppietta in finale?

Nel 1967 la��ungherese FlA?riA�n Albert vince il campionato con 28 gol in 27 partite, ed A? pure capocannoniere della Coppa delle Fiere. Ma non sarebbe stato cosA� sbagliato puntare sul grande talento della squadra della��anno, quella��anno. Sto parlando di Jimmy Johnstone (che giunse terzo) e dei Celtic di Glasgow, che nella stagione 1966/a��67 vinsero tutto ciA? che ca��era il palio: Coppa dei Campioni, campionato, Coppa di Scozia e Coppa di Lega scozzese.

Dieci anni piA? tardi, vince assurdamente il danese Allan Simonsen, campione di Germania col Borussia Ma��Gladbach, sconfitto in finale di Coppa dei Campioni dal Liverpool. E proprio il giocatore simbolo di quel Liverpool, Kevin Keegan, gli arriva dietro per soli tre voti.

KK viene a�?risarcitoa�? vincendo il premio nei due anni successivi, nonostante non siano stagioni particolarmente importanti le sue, nel frattempo passato ai tedeschi della��Amburgo.

Ma il calcio inglese spopola, e lui ne A? il simbolo.

Anche perchA�, in quelle due annate, la Coppa dei Campioni del Liverpool prima e, soprattutto, del Nottingham Forest poi, sono piA? frutto del collettivo che di un solista, anche se il collettivo dei a�?Redsa�� A? formato nella quasi totalitA� da giocatori di altissimo valore.

PerA?, almeno quello del 1978, a un protagonista del Mondiale argentinoa��

A proposito di Mondiali: il Pallone da��Oro a Pablito Rossi nel 1982 si basa esclusivamente sulla Coppa del Mondo, che il giocatore vince da capocannoniere. Praticamente tutta la prima parte della��anno la��aveva saltata per squalifica, e dopo non A? certo lui la stella della Juve quasi perfetta (e sfortunatissima) che perderA� la Coppa dei Campioni nella finale di Atene. PerA?, con la Coppa dei Campioni che va ad un Aston Villa in veritA� parecchio modesto, non A? che ci fosse granchA� da sceglierea��

La successiva tripletta di Platini, invece, A? comprensibile: nel 1983 A? la stella della Juve probabilmente piA? forte di sempre, che in Europa domina, anche se poi perde la finale come detto poca��anzi.

Nel 1984 con la Juve fa Scudetto e Coppa delle Coppe, e trascina inoltre al Francia a vincere la��Europo. Quindi, nel 1985, ecco Supercoppa Europea, la Coppa dei Campioni da capocannoniere e una Coppa Intercontinentale da protagonista assoluto.

Inoltre in tutti e tre gli anni A? re dei bomber della Serie A.

La��anno dopo torna, dopo 11 anni, la vittoria di un sovietico, e sempre della Dinamo Kiev.

Tocca a Igor Belanov, stella della squadra ucraina che in quella��anno vince campionato e Coppa delle Coppe, competizione di cui A? anche capocannoniere.

Vittoria che lascia un poa�� cosA�, ma spiegabile: la Coppa dei Campioni la vince una squadra a�?operaiaa�? come la Steaua Bucarest (perA?, un pensierino sul portiere Duckadam, che parA? tutti i rigori degli avversari del Barcellona), il Mondiale A? andato a una sudamericanaa��

Certo, un pensierino lo si poteva fare su Emilio ButragueA�o, a�?el Buitrea�� del Real Madrid che centrA? la doppietta campionato-Coppa UEFA, cui aggiunse 5 gol ai Mondiali, di cui 4 tutti in una sola partita.

Il grande attaccante madridista A? terzo anche la��anno seguente, quando a vincere A? Ruud Gullit, stella del PSV che passa nel frattempo al Milan. Il a�?trecciolonea�? vince il campionato in Patria, e fa molto bene con la Nazionale, ma i suoi primi mesi a Milano non sono un granchA�, A? il premio pare esagerato. Forse la��avrebbe meritato di piA? il secondo classificato (e anche lui futuro milanista), il portoghese Paulo Futre, stella del Porto che quella��anno vinse la Coppa dei Campioni, e poi campione perduto causa una serie infinita di guai fisici.

Tutto bene, poi, fino al 1994 quando abbiamo detto come lo meritasse Paolo Maldini, piA? che Hristo Stichkov.

Idem due anni dopo, quando giA� poteva vincerlo Ronaldo o andare a Del Piero, invece che a Sammer.

Gli anni a cavallo tra Secondo e Terzo Millennio li abbiamo trattati parlando di RaA?l, quindi non ca��A? molto da aggiungere.

Buono quello del 2003 per Nedved, cosA� come quello della��anno dopo a Shevchenko, che non A? solo un a�?conguaglioa�? per la Champions della��anno prima, visto che nel 2004 ca��A? stato uno Scudetto da capocannoniere e una Supercoppa Italiana vinta a�?da soloa�? con una tripletta.

Anche del 2005 abbiamo giA� detto, e saltiamo quindi alla��anno della��Italia, il 2006 del cielo azzurro sopra Berlino. Vince il nostro capitano, Fabio Cannavaro, ma se avesse invece vinto Gigi Buffon, arrivato secondo, non ci sarebbe stato niente da dire. Anzia��

Meritati quello di KakA�, Cristiano Ronaldo e Leo Messi, che chiudono la��era del a�?vecchioa�? Pallone da��Oro, entriamo nella��era di quello a�?nuovoa�? con un vero e proprio a�?furtoa�? sportivo, ossia la��immeritato a�?bisa�? della a�?Pulcea�� argentina del Barcellona. A� vero, vince la Liga da a�?Pichichia��, fa una tripletta nella sfida di ritorno della Supercoppa di Spagna, ed A? pure capocannoniere in Champions. Ma il suo Mondiale A? un flop clamoroso, mentre in Sudafrica continua a brillare quel Wesley Snejider che A? stato la chiave tattica del Triplete della��Inter, e che ha poi trascinato quasi da solo la��Olanda alla finale Mondiale. Facendo meglio anche del compagno di club Diego Milito, che se da un lato A? stato il cecchino decisivo per Mourinho, poi con la��Argentina A? sparito.

Niente da dire sul tris del 2011, e forse tutto sommato nemmeno sul poker del 2012. A� vero che in quella��annata vince a�?soloa�? una Coppa del Re, ma A? anche vero che stabilisce il record mondiale di gol in un anno solare, con 91 centri.

Secondo me inattaccabili pure gli ultimi due, andati a Cristiano Ronaldo, anche se non avrei trovato scandaloso se quello 2013 fosse andato a RibA�ry, principale protagonista del Triplete del Bayern Monaco.

PiA? ingiusto che tanto lui, quanto il compagno di squadra Neuer una settimana fa, siano arrivati terzi dietro a Leo Messi, che in entrambi i casi non meritava la seconda piazza.

Penso che adesso sia veramente tutto e, nella speranza che questo a�?speciala�� vi sia piaciuto, vi dA? appuntamento al prossimo, che confesso non so ancora su cosa verterA�.

Nel frattempo continuate a seguire la��appuntamento settimanale con a�?Zona Zuliea�� (indicativamente il martedA�, ma non siate troppo fiscalia��) e con a�?All Time XIa��, quasi pronto a tornare con tutta una serie dedicata alla Coppa dei Campioni/Champions League e alle sue regine, ma non soloa��

A�

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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