In zona Cesarini Nico Lopez beffa l’Inter a San Siro e regala un prezioso punto all’Hellas (2-2)

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I vecchi cantori del calcio lo raccontano dai tempi del bianco e nero. “Con un grande portiere e un centravanti da almeno 15 gol a stagione hai già più di mezza squadra”. Ma all’Inter non bastano neppure Samir Handanovic e Mauro Icardi: col Verona finisce con un 2-2 pieno di rimpianti. I nerazzurri vanno sotto e ribaltano la situazione con l’argentino. Poi restano in 10 (rosso a Medel), resistono con la prodezza di Handanovic sul rigore di Toni, ringraziano la traversa colpita da Lazaros ma si arrendono alla grande giocata dei nuovi entrati Saviola e Nico Lopez. Finisce coi fischi di San Siro al cambio Icardi-Osvaldo e la curva che applaude la squadra. Non arrivano i tre punti e neppure il sorpasso sul Milan. A Mazzarri non gira nemmeno troppo bene: i tre punti, al netto di problemi che restano evidenti, avrebbero significato serenità, prima della sosta e della doppietta derby-Roma. Tra 15 giorni i vari Osvaldo, Hernanes e Guarin staranno meglio e si potrà anche immettere un po’ di qualità. Ma il barometro dell’umore resta fiacco, come l’espressione di Thohir in tribuna dopo il 2-2.

BLOCCATA — La partenza dell’Inter è molle. Un recupero di Vidic su Toni, coperto male da Juan Jesus, è il campanello d’allarme. Il Verona, che abbassa quasi sulla linea difensiva Lazaros e Juanito Gomez, sulla carta attaccanti esterni, al 10’ recupera palla con Hallfredsson. L’islandese, col suo passo tutt’altro che irresistibile, scarica su Ionita. Cross per Lazaros, sponda intelligente del greco e girata di Toni. Tutto troppo facile: l’azione, per come (non) è contrastata sembra da partitella del giovedì. San Siro, malinconico e piovoso, inizia a mugugnare. L’Inter però, come spesso le accade, non si disunisce. Rimedia prima che la situazione si complichi. Ranocchia crossa, Palacio, in timida crescita, batte un colpo con la sponda di testa per Icardi. Maurito, giocatore letale in area, non sbaglia di sinistro. Il Verona, che non ha neppure grandi velocisti per ribaltare il fronte, accusa. Kuzmanovic esce dal suo torpore e colpisce il palo, Rafael e Moras sono decisivi in una parata su Vidic e in una chiusura su Palacio. Sono 15’ eccellenti quelli dei nerazzurri, spaventati ancora da Lazaros in chiusura di primo tempo.

ANCORA PALACIO-ICARDI — Riparte bene l’Inter, alta di baricentro e decisa ad aggredire. E passa subito. Bel filtrante di Medel per Palacio, il diagonale del Trenza diventa assist per Icardi che segna nonostante il disperato tentativo di Rafa Marquez. Per Mazzarri solo il tempo di sedersi e di provare a immaginare una partita più serena, che arrivano altri guai. Medel mura in area col braccio la girata di Juanito Gomez. Rigore e secondo giallo per il cileno. Dopo la prodezza di Handanovic, l’Inter è brava a compattarsi. Tre centrali molto stretti, linea a 5 con Nagatomo e Dodò, due mediani dietro Palacio-Icardi. Ionita spreca da pochi passi prima dell’incrocio dei pali colpito dal miglior Lazaros visto fin qui a Verona. Mandorlini (forse tardi) aggiunge Nico Lopez e Saviola. Ma sono proprio i nuovi entrati a trovare il pari: tacco del Conejo per il rimorchio dell’ex Roma e Udinese, che fulmina di sinistro un Handanovic stavolta imperfetto.
Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

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