Inter in difficoltà, un grande Hellas sfiora il colpaccio (3-3)

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Dopo la bella prestazione di mercoledì sera in casa contro l’Atalanta (prima vittoria, finalmente in campionato), il Verona affronta la dura sfida contro l’Inter sempre fra le mura amiche.

Il Verona scende in campo con Gollini, Helander Moras Pisano e Albertazzi, Fares Marrone Ionita e Wsolek, e davanti la coppia Toni Pazzini. Parte meglio l’Inter però, dopo 7 minuti Murillo di testa batte Gollini e sigla il vantaggio ma il Verona non ci sta; in 10 minuti ne fa 2, prima con Helander e dopo con Pisano entrambi di testa su assist di Marrone.
Gli scaligeri macinano molto bene i schemi di Gigi Del Neri, e la prima frazione di gioco si conclude a favore dei padroni di casa. La ripresa è delle migliori: calcio d’angolo (ancora di Marrone) e colpo di testa di Ionita, è 3 a 1.

L’Inter non ci sta e pochi minuti dopo accorcia le distanze con Icardi che anticipa Helander in scivolata e Gollini in uscita, e a 15′ dal termine trova il pareggio con un’azione fotocopia purtroppo.

La partita termina 3 a 3, con un ottimo Verona seppur sbadato in difesa, ma con uno spirito totalmente diverso rispetto la prima parte di stagione, gran bella partita per Gollini che in più occasioni ha salvato la porta gialloblù.
Nel secondo tempo sono entrati anche Gilberto (fantastica la sua performance mercoledì contro i nerazzurri dell’Atalanta) che colpisce un palo nel finale e si rivede anche Rómulo che con un pallonetto quasi sorprende Handanovic.
Resta il rammarico di aver gettato al vento quella che potrebbe essere stata una gran vittoria.

Ho visto un Verona vivo, che dà ancora una luce di speranza ad una salvezza che avrebbe dell’impossibile, quindi crediamoci tutti, ora più che mai forza Verona.

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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