Inter, ottimo punto, ora la salvezza è solo a -7 …

inter-cataniaIl titolo può sembrare paradossale o anche eccessivo, nella realtà dei fatti la società e la squadra Inter viste nel 2014 sono da serie B.

La Beneamata (che di questi tempi, visto il dissenso unanime espresso ieri dai suoi tifosi a San Siro dovrebbe chiamarsi Benodiata…) è riuscita nella grande impresa di pareggiare in casa col Catania, ultima in classifica, reduce tra l’altro da una inequivocabile striscia perdente di dieci sconfitte su dieci trasferte. E, a dire il vero, se una squadra meritava il gol e ci è andata più vicino questa è proprio l’etnea, che si deve mangiare le mani per l’occasione gettata al vento.

Thohir, in tribuna, forse si sarà già pentito del suo acquisto autunnale perché dal suo avvento in poi la squadra, appena decente nella prima parte del campionato, è diventata col passare delle giornate via via sempre più brutta, più involuta, spesso obiettivamente inguardabile.

Gran merito di cotanta schifezza non la si può non attribuire al suo condottiero Walter Mazzarri, per dirla al contrario di un famoso detto, un uomo con molta macchia e molta paura…WM ha per (sua e nostra) fortuna raccolto dapprincipio ben di più del seminato e del meritato, conquistando punti con un gioco sparagnino, noioso ed indegno di una squadra blasonata come la nostra.

L’Inter ora si ritrova con 33 punti, un buon capitale per raggiungere l’obiettivo stagionale, la salvezza, perché nulla di più puoi pretendere (ora come ora) da una squadra come questa. Tutti i nodi sono venuti al pettine dopo il fortunato avvio, il toscanaccio si è rivelato ben presto, oltre che antipatico ed irriverente verso tutti (colleghi compresi) pure decisamente incapace. Schierare per la quinta volta consecutiva titolare Kuzmanovic, un giocatore che farebbe la panchina in seconda divisione, è il chiaro segnale di un allenatore sicuramente sopravvalutato e che farebbe bene a dimettersi già da ora prima di trascinare l’Inter nella colonna di destra della classifica. Ma, ahinoi, ciò di sicuro non succederà, la presunzione dell’allenatore rende l’evento impossibile, prepariamoci ad altri mesi d’inferno ed al sorpasso primaverile del Milan, e speriamo in un toto allenatore (un altro anno con questo allenatore non lo sopporterei) che stavolta ci regali un mister coi fiocchi…e le palle.

Nell’attesa del probabile disastro possiamo comunque coltivare un minimo di ottimismo e speranze di aver sbagliato previsione? Temo di no. Inutile credere che qualsiasi acquisto, semmai ne avvenisse qualcuno in questi giorni, possa cambiare il volto di questa squadra, Di sicuro non Vucinic, please.

Forse l’unica speranza è la rinuncia al gioco sparagnino ed il passaggio ad un modulo decisamente più offensivo che veda schierati costantemente sempre tre attaccanti (Palacio, Milito ed Icardi, Alvarez è in caduta libera e può tranquillamente tornare a scaldare la panca).

Comunque, se veramente i giocatori hanno le palle, lo dimostrino domenica contro la corazzata bianconera, hanno la migliore delle opportunità per smentirmi.

Staremo a vedere… 

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).