Inter Revolution

interritiropinzolointerprato2014La rivoluzione A? iniziata, anche se tardi e forse nel modo sbagliato. L’Inter di Thohir, dopo aver detto addio agli ultimi eroi del Triplete, si appresta a ripartire costruendo nuove fondamenta, puntando su giocatori sbocciati e relative promesse, proprio come una decina di anni fa.

Ad Appiano Gentile, se in un modo o nell’altro non si esagera, non si A? contenti.A�Il cheA�sA�,A�consiste nella principale risorsa di una squadra che non muore mai, ma che talvolta contribuisce solamente a creare confusione nelle menti di tifosi e non solo. Inevitabile, dopo l’addio di Samuel e il licenziamento di Cordoba, chiedersi cosa abbia spinto la societA� a prendere la drastica decisione di eliminare ogni collegamento col maggio 2010, dopo quattro anni passati a provare a far risorgere una fenice che in realtA� era un comune volatile. Bello, per caritA�, ma guardando al passato non si costruisce il futuro. In societA� devono averlo capito solo ora, e per rendere i tifosi consapevoli della nuova scoperta, A? stato necessario mandare uno dei piA? forti (e vecchi, ma questo conta relativamente) difensori al mondo a giocare in Svizzera, rendendo la difesa il reparto maggiormente coinvolto dall’imminente rivoluzione: lasciato perdere Rolando per le eccessive richieste del Porto e cacciato Campagnaro per un’improvviso disaccordo con l’allenatore, l’arrivo del mastino Vidic (che poi tanto differenteA�dal vecchio Walter non A?, anzi), che affiancherA� i riconfermati Juan Jesus, Ranocchia e Andreolli, copre solo in parte i buchi lasciati dai partenti. La nuova Inter sarA� quindi costruita in parte nel prossimo mese, dopo aver incassato dalla probabile cessione di Guarin (possibile apertura dello United per uno scambioA�colA�ChicharitoA�Hernandez) soldi a sufficienza per garantire al buon Piero Ausilio la liquiditA� necessaria per portare a termine quello che sarA� un compito fondamentale per il futuro rendimento della squadra. Mentre a centrocampo, con l’arrivo dei dueA�PitbullA�Yan M’Vila e Gary Medel (il soprannome A? lo stesso per entrambi), un Kovacic in crescita, l’energico Nagatomo, il nuovo acquisto DodA?, Diego Laxalt e i magiciA�DivinoA�Jonathan eA�ProfetaA�Hernanes si A? addiritura in troppi per gli standard mazzariani e si dovrannoA�allontanare, chi in prestito, chi in via definitiva,A�i vari Botta, Schelotto, M’baye, Kuzmanovic e probabilmente Taider e ObiA�oltre al colombiano col numero 13 citato in precedenza, in attacco si scarseggia di risorse. I soli Palacio e Icardi (che resterA� a meno di offerte folli e comunque improbabiliA�daA�35/40 milioni), supportati dall’unico trequartista Ricky Alvarez, saranno presto affiancati da una seconda punta e da un ultimo attaccante molto probabilmente verso la fine del mercato, quando saranno state sondate tutte le possibili piste di mercato e sarA� stata ovviamente scelta la piA? conveniente in rapporto economico/tattico.

LaA�Guinness Champions Cup, che per l’Inter prenderA� il via stanotte, sarA� molto probabilmente il test decisivo per capire di quali rinforzi necessitino i nerazzurri per competere in Europa.

L’obiettivo, d’altronde, A? questo: ripartire dalle fondamenta per tornare a vincere. This isA�Inter Revolution.

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

2 Comments on this post

  1. Federico Zuliani

    A me il modo di intendere il calcio che ha Thohir piace molto. Ancora non è del tutto applicabile, perché deve prima ripianare i megadebiti di Moratti, per poi investire seriamente nella squadra (per intenderci: quando per la mediana potrà comprare Mascherano o Khedira, e non Medel, con tutto il rispetto…).

    Solo che ci sono due “piccole” stonature, nel suo progetto, una tecnica e una “politica”. La prima è la riconferma di Mazzarri, che è tutto il contrario del mix “giovani+bel gioco” che vorrebbe il presidente. La seconda è l’aver assecondato Galliani e Lotito nell’appoggio a Tavecchio per la FIGC. Ma qui, forse, hanno più colpe Fassone e Ausilio, che potrebbero aver malconsigliato un ET ancora poco aggiornato sullo ‘Who’s Who’ del calcio italico…

    Federico Zuliani / Rispondi
    • Jacopo Brama

      Sì, hai ragione… Anche a me sembra strano pensare che Thohir si sia interessato alla politica del calcio italiano al punto da esprimere un’opinione frutto delle sue idee… Molto più probabile che si sia lasciato trascinare dall’opinione della maggioranza, anche perché i qualsiasi altro paese uno come Tavecchio sarebbe stato mandato a casa a calci… 😉
      La conferma di Mazzarri ha sorpreso anche me, dopo un anno di gioco assai poco spettacolare, per usare un eufemismo, e nel corso del quale non ha sicuramente dimostrato di meritare la fiducia della società… Si sarebbe potuto aspettare tranquillamente ancora qualche mese… Bah, capirli è difficile…

      P.S.
      Ho visto solo ora il commento, devo ancora cambiare l’indirizzo mail del mio profilo SportBloggers… 😉

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