Inter vs. Verona, cronaca della trasferta di uno dei “butei” veronesi

hellas-verona-curvaSi puA? seguire la propria squadra del cuore con mezzi propri (treno, macchina, moto per trasferte vicine) o con i Calcio Club. Ecco,io ho sempre optato per questa scelta, anche se mi “lega” a degli orari molto piA? larghi e meno flessibili, mi piace l’atmosfera goliardica del pullmann, che in genere non manca mai, nemmeno quando ce ne torniamo a casa dopo una batosta.

Pe rla sfida con l’Inter, a Milano alle 20.45, il ritrovo A? fissato alle 15.00; faccio parte del Calcio Club “Manipolo Gigi” (Gigi A? stato capo degli Ultras del Verona negli anni 80/90) di Legnago, uno dei tanti calcio club della zona “Bassa Veronese”, certamente uno dei piA? rinomati.

Nei pressi di Verona – a San Giovanni Lupatoto – si raccolgono altri “butei”, il pullmann ora A? pieno. Le tre ore di viaggio volano, il viaggio come di consueto A? ricco di goliardia con balli a ritmo di musica anni 80 (da Claudia Mori, Umberto Tozzi a Pippo Franco e Loretta Goggi) e cazzate a nastro…

Alle 18.30 in un’area di servizio poco prima della barriera di Milano ci troviamo con tutti gli altri “butei”, A? prassi radunarci tutti assieme ed entrare in un gruppo unico allo stadio; ecco che qui la goliardia viene un po’ a mancare e prevale una leggera tensione nel volto di tutti, la partita era e sarA� sempre molto “sentita” visto il pessimo rapporto che abbiamo verso la squadra nerazzurra dopo la rottura del gemellaggio avvenuta ad inizio millennio. Riprendiamo il viaggio diretti a San Siro, degli interisti nemmeno l’ombra fino al nostro arrivo alla “Scala del Calcio” (questo glielo dobbiamo ai Boys…) e finalmente possiamo entrare e salire.

Come giA� l’anno scorso in coppa Italia, un sentito grazie all’Inter, che ci relega ancora in “piccionaia”. Questo non ci impedisce di cantare a squarciagola, siamo un decimo di loro ma in tv si sentono solo i nostri cori, da pelle d’oca.

La partita inizia e subito A? l’Inter che trova due gol nel giro di 5 minuti sfruttando soltanto e semplicemente due calci d’angolo (errori enormi sulle marcature da parte dei difensori gialloblA?). Potrebbe essere un harakiri da paura, invece Martinho riesce a riaprire la partita sfruttando una triangolazione con il nostro Luca Toni.

Fuoco di paglia, Cambiasso poco dopo fa ritornare a +2 gol la sua Inter spedendo in rete dopo il palo colpito da Nagatomo.

Nella ripresa becchiamo un altro gol da calcio d’angolo (tre gol su quattro sono quasi un record);A� sul corner battuto corto sul prima palo A? bravo Rolando ad arrivare e appoggiare in rete per il poker nerazzurro.

Noi butei dal settore ospite non molliamo un secondo che sia uno (nemmeno tra il primo e secondo tempo), e spingiamo la nostra squadra a trovare con Romulo il gol del 4-2 con un bel tiro angolato servito sempre da Toni.

Dubbi sul gol annullato proprio a Toni (che visto i due assist, lo avrebbe meritato) che in mezzo a tre giocatori dell’Inter riesce a mettere dentro ma l’arbitro si inventa un fallo.

La partita da qui in avanti regala pochissime emozioni e il Verona perde cosA� il match e il quarto posto, ma poco importa, non A? qui che bisogna pe rforza fare punti.

A? un po’ difficile fare delle considerazioni dopo aver perso, dopo non aver visto un bel Verona, dopo non aver ammirato alcune giocate in cui solitamente ci stavamo abituando, una cosa A? comunque certa: ci ritroveremo ancora a parlare dei “butei” che ancora una volta sono stati una spanna sopra a tutti e tutto con la solita goliardia veronese e sostenendo quella maglia, quei colori che ci fanno perder la voce ogni domenica.

Tutti dopo una partita cosA� si tirerebbero indietro, ma noi no. Siamo e sono fiero di tifare l’Hellas Verona e di sostenerlo per sempre!

 

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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