Juve – Napoli: inaccettabili sia gli insulti che i vandalismi

SedereSarA� arduo parlare dell’argomento senza cadere negli stereotipi tipici del calcio moderno. E sarA� ancora piA? difficile tenere le distanze senza prendere le parti dell’uno e dell’altro. Ma la querelle tra Juve e Napoli, con la prima punita per gli insulti razzisti e i tifosi della seconda denunciati per danni causati al settore ospiti del nuovo Stadio, bisogna quantomeno provare a sviscerarla.

Partiamo dagli insulti. Chi scrive trova inconcepibile che si debba ancora assistere a queste manifestazioni becere di tifo. Tenere per i propri colori A? un dovere, esultare al gol una gioia immensa, sfottere potrebbe anche essere divertente. Ma l’insulto fine a se stesso che senso ha? Cosa porta in termini di tifo? Se si offende l’avversario si A? tifato meglio di chi non l’ha fatto? Molti rispondono che A? cosA� da sempre, che il calcio A? uno sport popolare ed A? normale che accadano queste cose. Come se gli atteggiamenti stupidi non si possano cambiare. E’ cosA� da sempre? Anche in Inghilterra avevano un problema simile e piA? grave (gli hooligans), ma hanno deciso che in quella maniera non si poteva andare avanti e l’hanno fatto. Quanto alla connotazione “popolare” del calcio, crediamo che la veritA� sia sotto gli occhi di tutti. Il baseball e il basket negli USA sono popolari. Mai viste cose del genere. E cosA� in ogni angolo del globo dove un qualsiasi sport A? altrettanto popolare. PiA? che altro si ha l’impressione che i tifosi del calcio (non la maggioranza, ma la minoranza piA? rumorosa e dannosa) credano che gli stadi siano zone franche dove sfogare gli istinti piA? bassi. Spazi dove leggi, regolamenti e norme del vivere civile vengono quotidianamente ignorate. L’insulto per il colore della pelle, per l’appartenenza etnica, per la provenienza geografica danno valore aggiunto al tifare civilmente per la propria squadra? Il disprezzo per le forze dell’ordine, i cori contro carabinieri e polizia, aggiungono quel quid senza il quale la propria squadra di calcio non potrebbe mai vincere? Non lo crediamo. Giuste allora le sanzioni. Sbagliatissimo ammorbidirle. Opportuno inasprirle fino a prevedere la partita automaticamente persa a tavolino, la chiusura per tutto il campionato dei settori interessati dal fenomeno e finanche l’estromissione dal campionato in corso. Si dirA�: ma cosA� si consegnano le societA� ad un gruppo di facinorosi. No. CosA� si impone alle societA� di identificare, isolare ed estromettere quelle persone. Cosa che soluzioni tipo la tessera del tifoso non sono riuscite a fare. Pazienza se per un anno non vedremo giocare qualche squadra. Bisogna comprendere che senza calcio non si muore. Ma senza razzismo si rende piA? fruibile questo sport anche a chi vuole portare i propri figli allo stadio senza che sentano insulti e cori offensivi gridati agli avversari di turno. Fine del discorso insulti.

La Juve denuncia la distruzione del settore ospiti dello Juventus Stadium durante la partita col Napoli. E, spiace dirlo, l’atteggiamento di tifosi e giornalisti partenopei A? stato inconcepibile. Il leitmotiv A? stato “come si permettono di denunciare questa cosa visti i cori razzisti che hanno fatto da colonna sonora per tutta la partita ?”. Beh, e cosa significa? La Juventus e i propri tifosi sono stati puniti. Divellere le poltroncine, distruggere i bagni e imbrattare tutto il settore ospiti non puA? essere la risposta. Non si puA? comprendere nA� giustificare. E il discorso A? similare a quello per gli insulti. Paghino le societA� i danni. FinchA� non capiscono che determinate frange di tifo non servono e vanno emarginate. Paghino e vengano sanzionate seriamente e pesantemente. Proviamoci. Vediamo che succede. Si giocheranno campionati senza Juve, Napoli, Lazio, ecc…? Pazienza. Ma dobbiamo riconsegnare il tifo a chi tifoso lo A? veramente. A chi va allo stadio perchA� ama i propri colori e li rispetta. PerchA� di questione di rispetto si parla. Se rispetti i tuoi colori e sai che facendo cori razzisti e vandalizzando stadi la tua squadra subisce un danno, queste cose non le fai. Se le fai vuol dire che non ti interessa nA� del calcio nA� della tua squadra. Che non hai rispetto per l’avversario e per il posto che ti sta ospitando ma non ne hai neanche per chi scende in campo con la maglietta dei tuoi colori del cuore, che butta l’anima per vincere ed in cambio ottiene di perdere la partita a tavolino per un coro imbecille o per un atto vandalico. Quindi bene la Juve ha fatto a denunciare il danno subito. Bene farebbe la Juve a dire che chi ha fatto quei cori non A? indispensabile ed anzi non A? bene accetto. I mezzi tecnologici per individuarli, isolarli e tenerli fuori dagli stadi ci sono. Ma siamo sicuri che, nel momento che la macchina organizzativa si muoverA� seriamente, anche i lupi diverranno Agnelli (!). Come gli hooligans che oggi in maniche di camicia assistono alle partite della propria squadra, composti e attenti a ciA? che fanno e che dicono.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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