JuveCaserta fatica per metA� gara, poi si mangia la Libertas Pesaro in un boccone (100-88)

PettyDellagnelloDellagnellocasertapesaroCaserta ospita Pesaro, match importante in chiave salvezza: Caserta, seppur distante dalle zone pericolose, vuole infliggere il 4-0 a Pesaro, sistemando definitivamente lo scontro diretto, Pesaro cerca punti per provare a risalire in classifica. In settimana a Pesaro sono arrivati Perry Petty e Luigi Dordei, forze fresche al posto dei sacrificati Young e Amici. La squadra di Dell’Agnello ha finalmente il suo playmaker, che esordisce direttamente nello starting five. Pesaro parte subito forte: 2-6 in un amen, rinforzato da Anossie e Trasolini che fanno dire al tabellone 4-10. Ma Caserta A? lA�, sembra sapere che Pesaro da un momento all’altro inizierA� a sprecare; cosA� succede. Johnson dA� il via alle danze commettendo uno dei suoi sciocchi falli su avversari che hanno giA� segnato e concede un 2+1 a Easley (7-10). La VL segna altri 4 punti con un filo di gas, pare quasi scherzare con gli uomini di Lele Molin, che fanno ancora fatica ad inquadrare il match (7-14). Accorcia Mordente con una tripla in contropiede (13-14) e, visto che gli ospiti continuano a scherzare buttando palloni, Tomassini sigla il sorpasso con un’altra tripla (16-14). Caserta va al primo riposo in vantaggio sul 18-15, con Pesaro che ha giA� 7 falli sul groppone.

Alla ripresa del gioco, Mordente continua da dove aveva terminato: conduce il gioco con maestria e sfoggia il 100% in fase realizzativa. Easley e Michelori limitano il pericolo Anosike. Pesaro A? viva; gode della freschezza e dell’intraprendenza di Petty (10 punti per lui nel quarto) e della balistica dei vari Trasolini, Musso e Johnson; gli ospiti concedono perA? in difesa anche perchA� vengono continuamente penalizzati dalla terna arbitrale per contatti tutto sommato venali: sono 14 le penalitA� a metA� gara. Pesaro vince il quarto sul 30-22 e ribalta il match sul 40-45.

La Pasta Reggia prova ad aumentare la fisicitA� nel terzo quarto. PuA? farlo vista la propria situazione falli, mentre Pesaro non puA? reagire: i suoi uomini principali sono carichi di falli: a Turner viene fischiato il quarto nei primi minuti, Petty A? anche lui a quota quattro, Johnson ne ha tre. La buona strategia dei locali isola Anosike, sia in attacco, dove il colored biancorosso non riesce a prendere un pallone giocabile e, quando ci riesce, ha timore di sbattere contro i pivot locali, sia in difesa dove Easley, Michelori e Scott iniziano a creare varchi nel fortino pesarese. Brooks aumenta il suo scorrer, mentre Hannah sembra imprendibile per Pecile: lo pressa mettendolo spesso in difficoltA�, e in attacco segna punti importanti. Caserta ribalta nuovamente il match sul 65-60; Pesaro sembra attendere il colpo del ko..

Caserta ha molte piA? energie da spendere di Pesaro. PuA? quindi continuare a pressare e a cercare di sporcare ogni pallone. Dell’Agnello prova a ruotare i suoi per quanto puA?; PaternicA? e soci continuano a tartassare i suoi ragazzi, e il coach toscano sembra a piA? tratti perdere la pazienza: il quarto si apre con una situazione di 22 falli contro 14. Le maglie difensive si allentano comunque da entrambi i lati, ma Pesaro non ne approfitta, e Caserta prende lentamente il largo. Tomassini, buona la sua partita, non sbaglia praticamente mai, Hannah riprende da dove aveva terminato nel terzo quarto, anche perchA� Pesaro non ha armi per contenerlo (Petty A? fuori per falli); Easley prosegue nella sua ottima serata. Nella VL si rivede Turner che insieme ad Anosike e Musso tenta l’ormai impossibile Inizia una strana sequenza di falli antisportivi e tecnici, che prolungano il match, senza generare sorprese ne emozioni, se non il raggiungimento di quota 100 da parte dei padroni di casa. Il match termina 100-88, con i due punti in favore della Pasta Reggia.

Che dice il blogger?

Pesaro viene ricacciata a casa ancora una volta a mani vuote, in una giornata in cui vincono sia Cremona che Montegranaro. Nonostante la pessima qualitA� delle riprese televisive, Caserta mi ha impressionato meno che non all’andata, anche se ha degli americani veramente interessanti, gestiti dalla mente di Molin, in panca, e di Mordente, in campo; Tomassini disputa una gara praticamente perfetta al tiro e all’appello mancava quel Michele Vitali a lungo corteggiato da Pesaro in estate.

Pesaro? L’esordio di Perry Petty A? di buon auspicio, visti i pochi allenamenti fatti dal play con i suoi nuovi compagni di squadra. La VL continua d’indole propria a non difendere, e questo A? un peccato grave per una squadra che vuole salvarsi. Questa sera, anche avendo voluto difendere, l’arbitro PaternicA? avrebbe concesso davvero poco, ma questa non puA? essere una scusa.

Fabio Gennari

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Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

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