La buona stella di Edy

rejaBuon viso a cattivo gioco condito dalla benevolenza della dea bendata. Ancora una Lazio brutta ed incolore che perA? concretizza in modo cinico superando nettamente i propri meriti. Questo il sunto della gara casalinga disputata dai biancocelesti negli Ottavi di finale di Coppa Italia contro il Parma. Se la gestione Reja non sta portando migliorie in termini di schemi e gioco, almeno in quelli dei risultati il trend sembra migliorato. Due vittorie ed un pareggio con un solo gol subito e tre segnature alla��attivo in tre partite. Dati che, letti per mera fredda statistica, potrebbero consentire un poa�� di sollievo ma che invece sono traditi dai tristemente noti fattori imponderabili.

Il tecnico biancoceleste, cosA� come Donadoni decidono per un ampio turn-over schierando di fatto quasi tutte le seconde linee tanto da lasciare qualche dubbio sulla reale intenzione di entrambi i club di voler onorare la competizione. Nel particolare Reja opta per una difesa da brivido con la coppia centrale formata da Ciani e Novaretti. Ancora infortunato, cosA� dicono, Marchetti sostituito dalla��albanese Berisha, forse la��unico a ben impressionare tra gli ultimi arrivati. Con Onazi e Biglia a centrocampo spazio ai giovani talenti Anderson, KeitA� e Perea. Dal canto suo il Parma con Cassani, Marchionni, Parolo, e Cassano aveva di che preoccupare gli avversari.

Dopo un incoraggiante inizio che culmina con il gol di Perea pronto a ribadire in rete una ribattuta del portiere ospite, la Lazio si spegne e comincia a subire in modo preoccupante. Perso il centrocampo dove il solo Onazi non poteva contrastare gli emiliani, non inatteso giungeva il pareggio di Biabiany allo scadere della prima frazione, in una delle innumerevoli amnesie della difesa che nel corso del tempo aveva perso Radu per problemi muscolari sostituito da Cavanda che diminuiva il tasso tecnico della linea arretrata.

Se nei primi quarantacinque minuti si era spenta la luce in itinere, nei secondi per la Lazio A? notte fonda sin dalla��inizio. In una gara da dentro e fuori, il ritmo si smorza con il netto sopravvento degli ospiti che costruiscono azioni su azioni dando la netta sensazione di poter passare agevolmente. Un paio di notevoli interventi della��estremo difensore di casa impediscono il vantaggio ospite mentre a centrocampo uno spento KeitA�, e gli inconcludenti Anderson e Perea non riescono a rendersi pericolosi A�ed alleggerire la pressione del Parma. La��innesto di Candreva fornisce nuova linfa ma sembra predicare nel deserto. Poi quando tutti si aspettano la��innesto finale per tentare il colpo utile per evitare i supplementari, Klose resta in panchina e Dias, nello stupore generale, prende il posto di un negativo Novaretti, alle prese con preventivabili crampi. Ma la buona stella arride ancora al buon Edj e quando ormai si attendono con rassegnazione, considerata la freschezza atletica dei gialloblu, i supplementari, ecco che gli ospiti pasticciano di nuovo nella propria area cosA� da consentire ancora a Perea, prima doppietta a�?italianaa�? una facile ribattuta A�che dimostra, almeno in area, di aver il guizzo della��attaccante visto che in fase propositiva lascia abbastanza a desiderare.

Triplice fischio e passaggio del turno acquisito. Ora occorrerA� attendere la prossima avversaria, una tra Napoli e Atalanta ma soprattutto le interpretazioni regolamentari su chi spetterA� il turno casalingo. Una vittoria che fa bene al morale ma che non deve illudere. Ancora una volta le seconde linee hanno dimostrato tutti i propri limiti ed inadeguatezze. La societA� farebbe bene ad intervenire sul mercato. Urgono almeno un centrale difensivo ed un attaccante affidabile. Ma la sensazione A? che la vittoria faccia travisare, piA? o meno volutamente, la realtA� considerando comunque di livello e sufficiente una rosa che invece avrebbe serie difficoltA� a proseguire in Coppa Italia cosA� come in campionato ed Europa League. Se davvero si vuole onorare la coccarda occorre assolutamente investire seriamente su giocatori fatti e non su scommesse. Reja stessa lo ha ribadito e richiesto, si aspetta due regali da Lotito, A? consapevole del livello dei suoi ragazzi. Tante le voci ma ancora nulla di fatto ed il tempo passa inesorabile e la buona stella non puA? essere un alibi o peggio una scusante.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.

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