La Consultinvest Pesaro cede in casa alla Openjobmetis Varese 85-96

MylesLa Consultinvest Pesaro si presenta ai suoi 3200 abbonati dopo la bordata rimediata a freddo a Brindisi appena sette giorni fa; avversario di questo primo turno casalingo A? Varese, guidata dal suo istrione Pozzecco, lA?uomo copertina dopo lo show nella vittoria contro CantA?.

Gara piacevole ed in equilibrio per trentotto minuti (81-83), decisa da un break di 4-13 a favore degli ospiti (punteggio finale 85-96). Pesaro ha spesso guidato nel punteggio, senza mai trovare perA? i mezzi e la convinzione per chiudere il match; dallA?altra parte Varese, forse ancora sbronza dalla vittoria nel derby, ha giocato a sprazzi, alternando prodezze individuali (Diawara, Robinson, Kangur, Rautins) a distrazioni e blackout tipici di un inizio stagione. EA? stato probabilmente Andy Rautins con cinque punti consecutivi nellA?ultimo quarto, tra lA?altro molto belli, a infondere convinzione ai suoi, e a innescare quello che sarA� poi il break decisivo firmato Diawara, Robinson e Willie Dean. Il -11 finale risulta comunque un divario fin troppo severo per la formazione di casa.

Pesaro dimostra di essere ancora un grosso cantiere aperto; al di lA� dellA?inesperienza dei tantiA�rookies, che dovrebbe gradualmenteA�guarire col tempo, a preoccupare sono soprattutto lA?attitudine a difendere di piA? di un giocatore, LaQuinton Ross in testa, e la mancanza di un gioco volto ad innescare ogni tanto i due lunghi Judge e Reddic. Sul primo aspetto, numerose sono state le situazioni in cui gli uomini di casa sono stati sistematicamente battuti come birilli sul primo o secondo palleggio degli avversari; quelle in cui sono state concesse opportunitA� gratis a tiratori temibili come Diawara e Kangur; e quelle dove al primo cambio di marcatura sul pick and roll, i giocatori di casa andavano completamente in panne, salvati soloA�dalla scarsa luciditA� di Varese. Viene da chiedersi se si tratti di pesantezza atletica ancora da smaltire, piuttosto che di nuovi ingranaggi da oleare, ma la prestazioneA�difensiva offertaA�ha davvero del preoccupante per il prosieguo di stagione. A? vero, si tratta solamente della seconda uscita ufficiale di una squadra giovanissima, per la quale risultano difficili i paragoni con quella pur giovane dello scorso anno, ma di fronte a simili amnesie difensive, i punti interrogativi si sprecano e sono piA? che legittimi. Sul secondo aspetto, nonostante Pozzecco abbia deciso di giocarsi lA?ultimo quarto praticamente senza centro, data lA?indisponibilitA� di Craig Callahan e le difficoltA� fisiche (cosA� il Poz in sala stampa) di Ed Daniel, A? da capire come mai DellA?Agnello abbia concesso tutto sommato pochi minuti ai suoi due lunghi; nel quarto periodo, il coach pesarese ha risposto al Poz con un quintetto di quattro guardie, piA? Ross a giocare da finto centro. La squadra ha continuato a cercare iniziative slegate di uno contro uno dei singoli e il tiro dalla lunga distanza, dove il solo Musso sembrava avere ancora una buona mira. E quando Ross ha finito per marcarsi da solo e Myles ha pagato lA?extra work come play, lA?attacco di Pesaro A? diventato statico, e molto prevedibile; forse un poA? di gioco vicino a canestro, dove Varese non aveva nessuno da opporre,A�visto che anche Kangur ha giocato parecchi minuti con quattro falli, avrebbe aiutato.

Varese veleggia al momento leggera in testa alla classifica, dimostrando di essere un gruppo ben amalgamato, con rotazioni non lunghissime, ma con giocatori di indubbio valore. Rispetto alla prestazione contro CantA?, a Pesaro sono sembrati meno brillanti; bisogna capire quanto lA?arrivare da una vittoria super e affrontare una compagnie che ne ha presi piA? di trenta nella prima giornata, possa aver influito sullA?impatto al match. Standing ovation per la conferenza stampa di Pozzecco!!

Fabio Gennari

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Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

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