La Consultinvest Pesaro rimane chiusa nello spogliatoio e Avellino ne approfitta (62-77)

WrightPesaro riabbraccia i suoi amati ex Cavaliero, Trasolini e Anosike, attesi dall’applauso caloroso di tutto il pubblico dell’Adriatic Arena. La Sidigas Avellino A? da qualche giornata con le spalle al muro per una sequenza negativa di risultati, mal digeriti dalla dirigenza e soprattutto dai tifosi irpini; il rooster allestito A? effettivamente di prim’ordine e la qualificazione alle final eight di Coppa Italia deve aver fatto rilassare un po’ troppo la compagine di Vitucci. Giocare il posticipo serale permette agli uomini di coach Paolini di sapere che Varese e Capo d’Orlando hanno entrambe perso, ma soprattutto che Caserta ha battuto Bologna e che ha quindi almeno temporaneamente raggiunto la Consultinvest in classifica. Anche se il coach pesarese afferma di non volersi preoccupare del percorso dei casertani ma solo di quello dei suoi ragazzi, stasera potrebbe esserci il pericoloso aggancio.

Primi due quarti tutto sommato equilibrati. Avellino non riesce a far valere lo strapotere fisico di Anosike e Harper vicino al ferro, peraltro agevolati dai due sospiri fischiati precocemente ad un ingenuo Judge. La Consultinvest risponde con il solito Ross, preciso dalla lunetta, e con un buon inizio di Antony Miles, alla prima vera partita dopo l’apparizione a Varese. Le percentuali al tiro rimangono abbastanza deficitarie da ambo i lati, col solo Banks ad elevarsi dalla mediocritA�; il numero di palle perse potrebbe giA� essere il totale di una partita. Pesaro arriva comunque al riposo con otto punti di vantaggio. (28-36)

Al rientro dagli spogliatoi, come spesso accade, la svolta del match. Gli ospiti hanno le orecchie rosse per gli urli di coach Vitucci, i locali … non pervenuti. La Sidigas macina gioco e segna canestri semplici, generosamente concessi dai pesaresi. In un amen il gap di otto punti viene annullato. Gli ospiti non si accontentano e Pesaro continua a non reagire. Coach Paolini non chiama timeout per cercare di arrestare l’emorragia, e i quattromila dell’Adriatic Arena sono ancora tutti lA� a chiedersi il perchA�. Avellino mette con merito la freccia e chiude la partita; impietose le statistiche per i locali, che permettono alla Sidigas di tirare col 64% da due e il 75% da tre. Totale alla cassa per Pesaro? trentuno punti subiti in un quarto, con Harper e soprattutto Banks che sembrano gli Avengers. Pesaro? Ci si chiede cosa si siano detti negli spogliatoi all’intervallo, o cosa sia successo, dato l’approccio impalpabile con cui si ripresentano in campo. Pesaro non riesce a segnare nulla dal campo nel terzo quarto; i sette punti arrivano solo da tiri liberi, peraltro segnati negli ultimi minuti della frazione di gioco. Pesaro fa registrare 0/7 da due punti e 0/10 da tre punti, con un -9 di valutazione complessiva nel quarto. A poco serve anche la zona tre/due provata dal coach di casa per arginare l’attacco irpino.A�(43-59)

A Caserta probabilmente non avranno creduto ai loro occhi davanti alle immagini RAI, cosA� diverse fra prima e seconda metA� partita. La Pastareggia Caserta ringrazia e aggancia Pesaro all’ultimo posto in classifica. A poco serve che la Consultinvest vinca l’ultimo quarto, trainata da una grande grinta di Raspino. Si A? riusciti ancora nel miracolo di resuscitare una squadra in crisi, anche se A? palese la diversitA� dei due rooster. Questa volta A? toccato ad Avellino. (62-77)A�. Peccato perchA� la squadra aveva mostrato anche buone cose, dimostrando, almeno inizialmente, una progressiva crescita. BisognerA� ripartire da quelle nel preparare il prossimo incontro casalingo contro la corazzata Reggio Emilia.

Fabio Gennari

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Quarant'anni, un metro e ottanta, playmaker dall'età di sette anni: il basket è davvero la mia passione smodata, che mi emoziona ogni volta che gioco o che guardo una partita. Quando ho capito che i miei centimetri a disposizione erano pochini per sperare di vivere con la pallacanestro, ho abbandonato il sogno di giocare con Magic Johnson e sono diventato ingegnere (che salto!!!). Lavoro nel settore dei mobili e complementi di arredo, con sufficiente soddisfazione: se a qualcuno servissero consulenze, avete il mio contatto. La pallacanestro è sempre con me, che si tratti di giocare, di allenare, di essere il responsabile di una società amatoriale (il Flowers Basket Club di Pesaro), o semplicemente di fare il tifoso la domenica. Evito solo l'abbonamento a Sky, perché altrimenti diventerei NBA-dipendente, senza avere antidoti per smettere: il mio matrimonio è ancora giovane e non vorrei mandarlo in crisi così presto per una sfida fra Durant e Le Bron James. Da oggi sono anche blogger. Conto di divertirmi.

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