La Fenice nerazzurra (tranquilli che resuscita)

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La Fenice nerazzurra risorgerA�. Beh, ammesso che esista. E comunque se esiste A? una Fenice atipica, come del resto siamo sempre stati noi: la bellezza e l’armonia si intravedono soltanto, mentre le ali idealmente magnifiche e promotrici del volo non hanno mai davvero funzionato, anche perchA� vere ali non sono mai state.
Nagatomo, DodA? e un Jonathan infortunato sono le uniche tre soluzioni che piA? si avvicinano alla figura di esterno di sfondamento sempre presente nelle squadre di Mancini, che quest’anno non di rado ha dovuto adattare i vari D’Ambrosio e (ebbene sA�) Kuzmanovic sulla fascia, causa mancanza di alternative.
E poi ci lamentiamo che la Fenice vola male.
Se hai allenato per anni Maicon, Clichy e Nasri e accetti un progetto con una squadra in difficoltA�, perA?, si presume tu veda arrivare alla tua corte almeno due giocatori di quel calibro non appena se ne intraveda l’opportunitA�.
E allora via alle fantasie di mercato: da un infortunato (litigioso) Podolski ad un Lavezzi stanco della Francia, per arrivare a Susic passando da operazioni stile Shaquiri buone anche (soprattutto) per disturbare la Juventus, che il 6 gennaio proprio Mancini dovrA� fronteggiare. Ed A? il “chissA� che ora del 6 non abbiamo giA� preso un’ala” dello stesso mister nerazzurro a farci pensare che, forse, proprio tutto sulle trattative in corso non sappiamo. Metti che Podolski ha davvero litigato per non allenarsi, metti che a Marrakech Lavezzi si A? avvicinato alla Madonnina piA? di quanto sia trapelato o metti che lunedA� Piero Ausilio entri ad Appiano con una sorpresa: sta di fatto che, adesso come adesso, confidare nei dirigenti nerazzurri e nel freddo gennaio sembra piA? facile degli scorsi anni. E quindi, tifosi interisti, non ci resta che sdraiarci sulla neve con gli occhi rivolti al cielo, e tranquilli che se aspettiamo la Fenice nerazzurra prima o poi la vediamo volare.

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

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