La Fiat fonde sul piA? bello. Avellino vince 86 a 83

14585840_10207232357423990_966887130_oLa partita

Prima di campionato e prima vittoria interna per la Sidigas che batte di misura (86 a 83) una Fiat Torino mai doma. Formazioni di buono spessore tecnico e coach dal carattere forte per entrambe le formazioni. Vitucci, indimenticato allenatore di 4 stagioni in biancoverde, riceve meritati applausi uniti a qualche sporadico fischio. Sacripanti A? accolto dal solito boato e, nel dopopartita, verrA� chiamato a gran voce da tutto il pubblico del Paladelmauro.

La Scandone parte male e concede un piccolo vantaggio. Torino sembra squadra solida con un unico grande problema, la panchina troppo corta e di evidente scarso valore tecnico. Avellino recupera giA� durante il primo quarto e, nonostante un paio di fischi arbitrali fortemente contestati, riesce a colmare il divario e passare in vantaggio (26-24 fine primo quarto). Al 17A� minuto Leunen mette la tripla del +17 e Torino sbanda paurosamente. 6 punti di White e una tripla di Wright riportano in partita i ragazzi di Vitucci. Il secondo quarto si chiude con Avellino in vantaggio di 10 ma con la FIAT Torino in rimonta (50-60).

La squadra di Sacripanti fa grande fatica a contenere il gioco degli avversari. Sotto le plance i lunghi piemontesi dominano guadagnando con l’agilitA� ciA? che perdono in altezza. Cusin e Fesenko sembrano abulici e riescono a conquistare pochissimi palloni giocabili. Thomas soffre in difesa e Obasohan non incide nA� da un lato nA� dall’altro del parquet. Zerini sembra essere il lungo biancoverde piA? in palla e dall’arco punisce con continuitA� l’ala grande avversaria che gli concede qualche metro.

14571913_10207232356903977_1926581974_oRandolph che aveva fatto cose meravigliose nei primi due quarti, cala vistosamente sia nelle percentuali sia nell’intensitA� difensiva ma A? tutta Avellino a non trovare piA? il bandolo della matassa. Torino sta sempre a meno di una incollatura e riesce anche a mettere il muso avanti A�(73-74 al 37A� minuto). Vitucci prova la carta “mandiamo ai liberi Fesenko” che risulta vincente almeno in 4 occasioni (il pivot irpino finirA� con un modestissimo 25% dalla linea della caritA�). Ci pensa Ragland a ristabilire le cose e con un impeccabile 100% ai liberi consegna la vittoria ad Avellino. La ciliegina sulla torta sono altri due liberi di Leunen che chiudono definitivamente l’incontro dopo che una palla persa da Green e la susseguente tripla di Poeta avevano fatto tornare Tornino ad una sola lunghezza di distanza.

Memorie dall’NBA

Due fischi arbitrali, uno per tempo, fanno protestare con veemenza i tifosi avellinesi e coach Sacripanti. Non entriamo nel merito della decisione arbitrale che consegna una volta due e una volta tre tiri liberi agli avversari. Ricordiamo solamente ciA? che disse Rachid Wallace, passando alla storia, in un’occasione simile. “Ball don’t lie”, la palla non mente. Nella prima occasione Torino fa 0 su 2, nella seconda 1 su 3. Lasciamo che siaA�il pubblico e la memorabilitA� a giudicare.

I migliori in campo

Per Avellino senza ombra di dubbio salgono in cattedra Randolph e Zerini. Il primo, autore di 22 punti tutti di sostanza con altissime percentuali da due (85%) e da tre (60%. Il secondo realizza 4 triple su quattro tentativi aiutando i compagni in uno dei passaggi topici del match. Ragland, autore di una buona prestazione, A? sembrato in difficoltA� giocando da unico play. Severini da solo vale almeno 3/5 della panchina piemontese per l’intensitA�, l’agonismo e l’intelligenza che mette nei pochi minuti che entra in campo.A�A�Per Torino saleA�sugli scudi White che gioca praticamente tutta la partita (33 minuti di pura intensitA� e passione agonistica) e che A? l’unico che con 19 punti e 12 rimbalzi all’attivo, conquista una doppia doppia nel match di stasera.

I peggiori in campo

Purtroppo per i biancoverdi, Cusin non entra mai nel vivo del gioco. Il suo gioco in pick&roll A? lento e macchinoso e mai, nA� Ragland nA� Green, riescono a servirlo in profonditA�. Sommato ad una pessima efficacia a rimbalzo, A? decisamente lui quello in serata no per Avellino. Neppure Thomas e Obasohan brillano ma per loro c’A? l’attenuante temporanea della mancata conoscenza del campionato italiano. La palma di peggiore in campo di Torino va senza ombra di dubbio a DeronA�Washington, non tanto per la prestazione, ma per essersi fatto cacciare dal campo per cinque falli prendendo anche un tecnico nel momento clou dell’incontro, con la propria squadra che lottava ancora per la vittoria. Simili sciocchezze possono essere perdonate, forse, solo nelle minors.

La perla

Parte col nuovo campionato questa rubrica con una perla di saggezza che serviamo calda calda ai nostri lettori. Questa settimana la perla A?:

Fesenko non A? assolutamente in forma e ha una caviglia in disordine. Per ora sembra Leunen quando arrivA? la prima volta ad Avellino. Appesantito e con l’aria triste di chi sa che l’attendono giorni di dieta ferrea e palestra. Per girare attorno al lungo irpino ci vorrebbe la filovia in costruzione in cittA�. Questo non toglie che i lunghi avversari lo chiamino fuori dal pitturato e ci girino intorno piA? e piA? volte senza mai farsi prendere e nella maggior parte dei casi andando a realizzare. Nonostante questi limiti evidentissimi, Fesenko risulta decisamente piA? in palla di Cusin. Crediamo che tra un paio di mesi le gerarchie in campo possano cambiare. A fine partita il buonA�Kyrylo si atteggia come se fosse merito suo il risultato ottenuto dalla squadra. Abbiamo timore che sia rimasto soddisfatto del suo 2 su 8 ai liberi. Orrore. Nonostante questo (o forse proprio per questo) il pivottone avellinese di nazionalitA� ucraina, 216 di altezza per 130 chilogrammi di peso, fa molta simpatia. Aspettiamo con ansia il momento che faccia anche paura agli avversari.

I coach

Sacripanti non riesce a tenere saldo il timone nel momento del +17 per Avellino, quando i biancoverdi avrebbero solamente dovuto gestire il vantaggio. Le prova tutte il buon Pino ma qualcosa in fase offensiva si inceppa. Dal nostro punto di vista manca profonditA� nel pick&roll e le guardie faticano a liberarsi per un tiro dall’arco a causa sempre di un approssimativo movimento di tutto il reparto lunghi Zerini escluso. Quando si spegne Ragland e l’opzione doppio play fallisce, Sacripanti va in confusione e da lA� Torino recupera fino a trovarsi in vantaggio di uno. Per fortuna l’avversario ha limiti evidenti in panchina e deve gestire in modo approssimativo giocatori come DJ White, costretto praticamente a giocare l’intero match. Da parte sua Vitucci fa il massimo per i mezzi che ha a disposizione. Spreme tutto ciA? che c’A? da spremere nei propri giocatori che lo tradiscono quando assaporava l’idea del colpaccio. Poeta gli dA� l’ultima speranza a pochissimi secondi dal termine ma Leunen mette la parola fine sul match. Veni, vidi vincere il mio avversario. Come novello Giulio Cesare, Vitucci capirA� che non tutte le ciambelle escono col buco.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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