La Fiorentina messa all’angolo da un Toro agguerrito e da un calcio mercato indigesto

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STOP. Fermiamoci un attimo. Siamo solo alla seconda partita di campionato e già in casa Fiorentina regna il caos. La brutta sconfitta contro il Toro, unita alla chiusura di un calcio mercato inclassificabile, non ha fatto altro che portare alla luce gli enormi problemi che ha la squadra, ma soprattutto la società. Problemi accantonati dopo la divertente partita contro il Milan ma che in realtà ci sono da tempo. Dal 2002 per l’esattezza. Da quando due fratelli marchigiani si sono improvvisati intenditori di calcio ed hanno preso in mano il futuro della Viola che appare ogni anno sempre più incerto. Non esistono regole, la parola data non ha più valore, i giocatori si ribellano e addirittura si spalleggiano, c’è chi va, chi viene come se fossero ospiti di un grande hotel di lusso, tutto è concesso. Rispetto e correttezza non sono più principi di tendenza e l’immagine della Fiorentina è quella che più ne esce con le ossa rotte. Salah nonostante avesse un accordo con la Viola se ne va ad ammirare il lungo Tevere, a Joaquin riesplode una saudade improvvisa e pericolosa, Milinkovic Savic sosta a Firenze per firmare il contratto, poi slitta a Roma, un po’ come fece Berbatov lo scorso anno o Cassano ancor prima. Cosa c’è di così spaventoso dentro le mura degli uffici amministrativi. La poca chiarezza? Forse. Le troppe pretese? Può essere. Il menefreghismo societario? Ci può stare. Le promesse non mantenute? Di sicuro. La squadra che Paulo Sousa si trova oggi ad allenare è fortemente ridimensionata rispetto allo scorso anno, indebolita dopo le cessioni onerose di Cuadrado a Gennaio, Savic ad Agosto e poi ancora Pizarro, Gomez, Aquilani, Neto, Vargas, Joaquin, Salah. Non sarà un campionato facile per i viola, Sousa dovrà fare “la frittata con le uova che ha” (e magari evitare il possesso palla sull’1 a 0, ci pensava già Montella), i tifosi dovranno di nuovo accontentarsi delle briciole e sperare nel flop di qualche “sorella”, ma in questo quadro dai colori autunnali qualcuno che festeggia un bel tesoretto c’è. Il buon vecchio Vittorio ci vide lungo quando disse: “Il giglio della Fiorentina, della mia Fiorentina, un pezzo di cuore che se ne va, gettato via nelle mani di un interista”. Già…nelle mani di un interista e per giunta marchigiano. Spiegateglielo voi cos’è Firenze.

Manuela Puletti

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E' il 1982 quando la Juventus ruba platealmente uno scudetto alla Fiorentina vincendo a Catanzaro con un rigore ridicolo, ai Viola viene annullato un gol regolare conto il Cagliari. L'anno dopo nasco io. Una vita ad incitare i colori gigliati e far capire agli sportivi di tutti i generi che per noi vincere non è indispensabile, per noi la Viola è passione, è sangue che scorre nelle vene è adrenalina pura..come direbbe il Liga è un atto di Fede. Da sempre appassionata di calcio, mi laureo in comunicazione multimediale con il massimo dei voti presso l'università di Perugia. Giovanissima mi faccio oltre 200 chilometri ogni settimana per seguire la mia squadra, collaboro con riviste assai note nel settore come "Viola" o il "Brivido sportivo". Per due anni in sala stampa al Franchi intervisto giocatori e allenatori, nel cuore le trasferte di Champions. Sono ospite in alcune trasmissioni regionali per parlare di Fiorentina. Nel 2009 divento pubblicista. Apro un'agenzia di comunicazione con una carissima amica, curo uffici stampa di enti comunali, associazioni locali. Collaboro con tv, quotidiani e siti web. Poi si cresce si mette su famiglia e arriva Riccardo, il marito "gobbo" Thomas e l'ultima arrivata..la piccola Viola..bisogna mettere la testa apposto. Accantono lo sport in prima linea e mi dedico sempre al giornalismo ma a quello meno itinerante. Oggi soppravvivo con il giornalismo di routine, ma la passione per il calcio torna spesso prepotente: Sportbloggers è quello che fa per me