La legge non A? uguale per tutti

la-legge non-e-uguale-per-tuttiNon passa turno di campionato, vuoi che sia di serie A o delle serie a�?minoria�? che il Giudice Sportivo non si erga a protagonista della scena con decisione di squalifiche, diffide o ammende a giocatori, tecnici o alle societA� di loro appartenenza che spesso e (mal)volentieri lasciano l’amaro in bocca ai tifosi, di qualsiasi fede essi siano. Il primo, sostanzioso appunto da fare A? relativo all’incongruitA� di sanzioni in merito ad argomenti a�?ripetitivia�?, ossia che immancabilmente si ripetono ad ogni turno di campionato, come per esempio il lancio di petardi, fumogeni ed ahimA? talora anche di fragorose bombe carta. Non si capisce perchA?, se una domenica vengono sanzionate in un identico tiro al piccione societA� (del nord centro o sud Italia senza distinzione di sorta) colpevoli di avere tifosi che, in casa o fuori casa, si rendono protagoniste di lancio di petardi, fumogeni e bengala, la domenica successiva per un medesimo a�?reatoa�? di esibizione di materiale pirotecnico i commissari di campo non segnalino alle autoritA� competenti situazioni punibili. Insomma, un rollercoaster sanzionatorio senza capo nA� coda, dove ugualmente anche i beceri a�?buuua�? razzisti spesso e volentieri vengono immediatamente a�?dimenticatia�?. Anche provando a sforzarci per cercare di risolvere l’inghippo, ci pare che l’unica, possibile motivazione a dette incongruenze stia nelle pieghe del regolamento. In particolare, se l’articolo 11 (ResponsabilitA� per atteggiamenti discriminatori) e art. 12 ((Prevenzione di fatti violenti) del Codice di Giustizia Sportiva delinea chiaramente perchA? e per come e per quanto una societA� debba venire punita, l’articolo 13 invece lanci una sorta di paracadute alle stesse societA�, che possono essere a�?risparmiatea�? se dimostrano di avere operato concretamente nel migliore dei modi per prevenire, attenuare o far esimire i propri sostenitori dal compiere gesti scorretti ed incivili….Insomma, per dirla all’italiana, fatta la legge trovato l’inganno! Il problema A? che, nel caso in questione, pure l’inganno A? a�?fumosoa�?, perchA? A? palese che non vi sia una scaletta, un cestino di a�?azioni collaborative standarda�? da cui attingere, e perciA? tutto diventa relativo. Forse ripensare a rimodulare in maniera piA? chiara, precisa e tangibile questo articolo 13 potrebbe aprire a tutti ed in particolare a noi tifosi la possibilitA� di capire in termini precisi e coerenti se le sanzioni siano corrette o meno. Ma dicevamo dei giocatori…Be’, anche nei loro riguardi A? palese che spesso e volentieri il libero arbitrio del Giudice Sportivo la faccia da padrone. Penso che, almeno per certe situazioni scorrette di gioco, vada stabilita a priori una determinata sanzione, senza i soliti distinguo del caso. Mi spiego meglio, prendendo ad esempio in analisi il recente caso di Ibrahimovic, squalificato per tre giornate per un ceffone, o buffetto, a seconda delle interpretazioni che un tifoso voglia dare al gesto di Ibra sul viso di Aronica. E’ mai possibile che per oltre due settimane non si sia parlato d’altro che del ricorso del Milan e della possibilitA� di vedere uno sconto di sanzione tale da far sA� che il povero Ibra possa giocare il match scudetto dell’anno? SA�, siamo in Italia, certo che A? possibile! Sarebbe tanto semplice tagliare la testa al toro, stabilendo a priori che un pugno o un ceffone, forte o piano che sia, faccia scaturire una sanzione automatica di tre giornate, magari cinque se A? una recidiva…una regola chiara e che valga per tutti! Eviteremmo cosA� di disquisire su stronzate, come per esempio sulla forza del gesto, come se la si potesse misurare al rallenti paragonandola al rumore molesto dei decibel emessi da una pressa idraulica o dalla musica di una discoteca. Eppure basterebbe poco. Basterebbe volgere per esempio lo sguardo agli States, dove lA� le regole sanzionatorie nei loro sport di riferimento (football americano, baseball, hockey, basket…) sono aprioristicamente chiare, precise e non soggette ad interpretabilitA� di chicchessia, e cosA� pure sono chiare le modalitA� di regolamentazione delle fasi di gioco, traendo come semplice mezzo per la risoluzione delle problematiche (gol o non gol, fallo o non fallo, tiro allo scadere o non allo scadere) la possibilitA� di usare durante le fasi di gioco e non solo nelle trasmissioni televisive il a�?replya�?…ma questo A? un altro discorso…

Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.